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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Parere favorevole con osservazioni della Commissione Esteri al documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Concluso in Commissione Esteri del Senato, con l’approvazione di un parere favorevole con osservazoni,l’esame in sede consultiva su atti del Governo dello schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo.

Pubblichiamo qui di seguito il testo del parere, illustrato dal relatore Francesco Verducci (Pd) e sulle cui valutazioni ha concordato, in rappresentanza del Governo, il sottosegretaio agli Esteri Vincenzo Amendola.

“La Commissione Affari esteri, emigrazione,

esaminato lo schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo riferito agli anni 2016/2018, cui è allegata la relazione sulle attività di cooperazione per l’anno 2015, si sensi degli articoli 12 e 13 della legge n.125 del 2014;

premesso che:

– la cooperazione allo sviluppo deve costituire un elemento “qualificante” della politica estera italiana, come nella lettera della legge n.125 del 2014;

– il contesto internazionale è segnato da profondi mutamenti, da nuove tensioni geopolitiche e dalla ridefinizione dei rapporti fra le diverse aree del mondo;

– alcuni temi di portata globale, come la gestione dei flussi migratori, la sicurezza e la lotta contro i cambiamenti climatici, hanno assunto una rilevanza inedita;

– tali fattori modificano necessariamente le modalità di attuazione delle politiche di cooperazione e richiedono una razionalizzazione dei settori di intervento, anche in considerazione dell’emergere di nuovi donatori, che non sempre agiscono secondo le prassi condivise a livello internazionale;

– l’Unione europea, che insieme agli Stati membri rappresenta da anni il primo donatore al mondo per volume di aiuti, è impegnata nella definizione di un nuovo consenso in materia di sviluppo, così come nella revisione del partenariato con i Paesi dell’Africa, Caraibi e Pacifico;

– le politiche di cooperazione devono articolarsi secondo le priorità definite in documenti come l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il Programma d’azione di Addis Abeba e il Partenariato globale per un’efficace cooperazione allo sviluppo;

– in questo contesto, l’Italia ha affrontato negli ultimi anni uno sforzo di ripensamento normativo del proprio sistema organizzativo e gestionale, impegnandosi per legge a un progressivo adempimento degli impegni finanziari assunti in sede europea e internazionale;

– dal 2012, nonostante la grave crisi economica, il nostro Paese è impegnato nello sforzo di accrescere i fondi destinati alla cooperazione pubblica allo sviluppo;

sottolineato il grave ritardo con cui il documento in esame è stato presentato in Parlamento;

apprezzato tuttavia il suo impianto strategico, in particolare la stretta correlazione tra politica estera e politica di cooperazione e l’intendimento di porre l’Agenda 2030 e lo sviluppo sostenibile al centro delle politiche nazionali;

rilevata la definitiva approvazione degli strumenti regolamentari attuativi della legge, che pure talvolta non sono perfettamente adeguati rispetto all’impianto della legge;

salutato con favore il raggiungimento, nel 2016, di un livello complessivo di spesa in aiuto pubblico allo sviluppo pari allo 0,26 per cento del reddito nazionale lordo, in linea con l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il traguardo dello 0,30 per cento;

valutate positivamente le scelte strategiche della cooperazione italiana, improntate a considerare prioritariamente l’aiuto umanitario, nonché a definire le tematiche e le aree di intervento attraverso un approccio integrato, multisettoriale e territorializzato;

apprezzato altresì l’impegno a voler continuare gli sforzi del nostro Paese nell’ambito della cooperazione multilaterale e preso atto con soddisfazione del peso crescente assicurato dal nostro Paese all’aiuto allo sviluppo dell’Unione europea;

apprezzata la scelta di razionalizzare le aree geografiche e i Paesi prioritari della nostra azione (con particolare riferimento all’Africa sub-sahariana ma soprattutto alla regione mediterranea e al Medio Oriente), e di annoverare fra le priorità anche la Giordania e la Bosnia Erzegovina;

apprezzato il riferimento al nesso fra migrazioni e sviluppo, del resto coerentemente sostenuto dal Governo italiano nelle sedi internazionali e in particolare in quelle europee;

espresso l’auspicio che i fondi per l’accoglienza in Italia di migranti e richiedenti asilo costituiscano risorse addizionali rispetto a quelle destinate ad attività di cooperazione all’estero, scongiurando il rischio che la cooperazione possa divenire uno strumento di finanziamento per le politiche di accoglienza;

evidenziato il dibattito in corso a livello internazionale per una revisione dei criteri dell’OCSE, con l’intento di scorporare dal calcolo dell’aiuto allo sviluppo le risorse destinate alla gestione dei flussi migratori nel territorio del Paese donatore;

auspicato infine che lo schema di documento di programmazione e di indirizzo per il triennio 2017-2019 sia presentato nei termini di legge e contenga maggiori elementi di quantificazione finanziaria degli interventi in programma,

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

che possa essere al più presto garantita la piena operatività dell’Agenzia italiana per la cooperazione, anche attraverso un rapido espletamento delle previste procedure concorsuali;

che sia organizzata al più presto, e comunque entro il 2017, come previsto dalla legge, la Conferenza nazionale sulla cooperazione allo sviluppo;

che vengano valorizzati tutti gli strumenti di valutazione dell’efficacia delle politiche di cooperazione;

che il Governo italiano partecipi attivamente al dibattito in corso nelle principali sedi internazionali, e in particolare in seno all’OCSE, sui criteri di calcolo dell’aiuto pubblico allo sviluppo, promuovendo lo scorporo delle somme destinate all’accoglienza dei migranti nel territorio del Paese donatore;

che Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. possa rapidamente iniziare a svolgere il ruolo di istituzione finanziaria della cooperazione, ad essa attribuito dalla legge, agendo anche come fattore di leva per generare nuove risorse;

che siano superati gli ostacoli, anche di carattere normativo, ad un pieno sviluppo delle potenzialità del partenariato tra soggetti pubblici, organizzazioni no-profit e settore profit;

che nei prossimi documenti in materia di cooperazione allo sviluppo venga impiegata una terminologia più consona al dettato normativo, in particolare sostituendo la locuzione “aiuto pubblico allo sviluppo” con la locuzione “cooperazione pubblica allo sviluppo”, per valorizzare il profondo mutamento culturale insito nella legge di riforma”.  (Inform)

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