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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Papa Francesco prega per l’Europa

CHIESA CATTOLICA

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa di santa Caterina da Siena, patrona dell’Europa

CITTÀ DEL VATICANO – Papa Francesco prega per l’unità dell’Europa nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa di santa Caterina da Siena, patrona dell’Europa. “Oggi è Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, Patrona d’Europa. Preghiamo per l’Europa, per l’unità dell’Europa, per l’unità dell’Unione Europea: perché tutti insieme possiamo andare avanti come fratelli”, ha detto introducendo la celebrazione a Casa Santa Marta questa mattina.

Commentando le letture del giorno il pontefice, nell’omelia, si è soffermato sul peccato sottolineando che chi dice di essere senza peccato, inganna se stesso, ma se confessa il suo peccato, Dio lo perdona e lo purifica da ogni iniquità. Da qui la richiesta di riconoscersi peccatori ma in modo concreto e non in forma astratta.

Per il papa è “importante che noi, dentro di noi, diamo nomi ai peccati nostri. La concretezza. Perché se manteniamo nell’aria, finiremo nelle tenebre. Siamo come i piccoli, che dicono quello che sentono, quello che pensano: ancora non hanno imparato l’arte di dire le cose un po’ incartate perché si capiscano ma non si dicano. Questa è un’arte dei grandi, che tante volte non ci fa bene”.

Se confessiamo i nostri peccati, Il Signore – ha detto papa Francesco – è “fedele e giusto tanto da perdonarci: ci perdona quando noi siamo concreti. È tanto semplice la vita spirituale, tanto semplice; ma noi la facciamo complicata con queste sfumature, e alla fine non arriviamo mai …Chiediamo al Signore – ha concluso – la grazia della semplicità e che Lui ci dia questa grazia che dà ai semplici, ai bambini, ai ragazzi che dicono quello che sentono, che non nascondono quello che sentono. Anche se è una cosa sbagliata, ma lo dicono. Anche con Lui, dire le cose: la trasparenza. E non vivere una vita che non è una cosa né l’altra. La grazia della libertà per dire queste cose e anche la grazia di conoscere bene chi siamo noi davanti a Dio”. (Raffaele Iaria-Migrantes online /Inform)

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