MUSICA
Il 14 agosto al rifugio Ai Todes-ci in Val di Non
TRENTO – Prosegue a “I Suoni delle Dolomiti” il percorso che porta alla scoperta della grande musica d’autore. Questa volta è il turno di Enzo Jannacci che ci viene presentato attraverso gli occhi, il cuore, l’affetto e la musica del figlio Paolo.
Uno spettacolo proposto al rifugio Ai Todes-ci, sull’Altopiano della Predaia in Val di Non, domani 14 agosto alle ore 14, che si preannuncia pieno di energia poetica e musicale.Un omaggio, ma anche l’occasione per ricordare la figura e l’opera di Enzo Jannacci, facendo rivivere la sua pungente ironia e il suo amore per il jazz. Sul palco saranno presenti anche Daniele Moretto (tromba e flicorno), Marco Ricci (basso) e Stefano Bagnoli (batteria). Musica senza tanti fronzoli che arriva al cuore di chi la ascolta.
Paolo Jannacci è un musicista affermato, pianista, compositore e arrangiatore che adora il jazz. Ha iniziato lo studio del pianoforte già all’età di sei anni per poi proseguire dli studi di armonia e dello strumento con il padre, Paolo Tomelleri e il maestro Ilario Nicotra. Si perfeziona al Conservatorio Giuseppe Verdi di Como con il maestro Carlo Morena.
Spesso l’abbiamo visto sul palcoscenico proprio con il padre Enzo, ma la sua attività professionale è molto varia con all’attivo cinque album – l’ultimo del 2013 è intitolato “Allegra” – e, tra le altre cose, numerose colonne sonore per film come “Piccoli equivoci” di Ricky Tognazzi, “Papà dice messa” di Renato Pozzetto, “Mi fido di te” di Massimo Venier, “Voglio la Luna” di Roberto Conte e Roberto Palmieri, “Almeno tu nell’universo” di Luca Biglione e, con la canzone originale “Che si fa”, colonna sonora del film “Somewhere” della figlia d’autore e astro nascente della cinematografia americana Sofia Coppola.
Enzo Jannacci non ha bisogno di presentazioni. Tutti hanno nelle orecchie ritornelli come “Se me lo dicevi prima”, “Vengo anch’io”, “El portava i scarp da tennis” e negli occhi i duetti con Gaber.Eppure quelli che sembravano brani leggeri e ironici sono stati una fotografia acuta e intelligente del Belpaese. Jannacci – scrive Magda Poli sul Corriere della Sera – parla di “un’umanità cialtrona, dolente, rassegnata, folle, egoista, generosa e distratta. Le sue canzoni sono umanità in movimento, popolate da esseri così poco interessanti per il prossimo da parere nessuno, dei nulla con gli occhi impastati di cemento, traffico, fatica e lacrime che vivono e muoiono contromano. Non sono grandi malfattori, ma pali guerci di bande di ladri improvvisati, sono mariti che si accorgono che gli affanni per le rate di questo e di quello hanno ucciso l’amore. Non sono grandi eroi, ma uomini che sanno morire con dignità allungando il passo”. Ha diviso il palcoscenico in duetti con tutti i grandi della musica italiana: da Paolo Conte a Adriano Celentano, da Gino Paoli a Mia Martini passando per Dario Fo, Claudio Baglioni, Enrico Ruggeri, Irene Grandi e molti altri. Enzo Jannacci è scomparso il 29 marzo 2013. (Per il programma de I Suoni delle Dolomiti si veda http://www.isuonidelledolomiti.it/IT/i-suoni-delle-dolomiti-musica-sulle-montagne-del-trentino/ ) (Inform)