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Palazzo Madama, ratifica della Convenzione tra Italia e Gabon contro le doppie imposizioni tributarie e l’evasione fiscale siglata a Libreville il 28 giugno 1999

SENATO

 

 

ROMA – La seduta del Senato dedicata alla ratifica del disegno di legge riguardante la Convenzione tra Italia e Gabon in materia tributaria e fiscale, di contrasto alle doppie imposizioni e all’evasione, siglata dai Governi dei due Stati a Libreville nel 1999, è stata aperta dalla relazione del senatore Alberto Airola (M5S).

“Ricordo che il Gabon, ex colonia francese, indipendente dal 1960, è uno Stato dell’Africa centrale di 1,5 milioni di abitanti, affacciato sul golfo di Guinea ed incastonato fra il Camerun e il Congo Brazzaville. Repubblica semipresidenziale, ha un Parlamento bicamerale composto da un Senato di 66 membri e da un’Assemblea di 153 e può vantare abbondanti risorse naturali e considerevoli investimenti stranieri, tali da farne potenzialmente uno dei Paesi più ricchi dell’intero continente africano. La Convenzione al nostro esame risponde all’esigenza di disciplinare in maniera più efficace ed equilibrata gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali e di porre gli investitori italiani in una posizione privilegiata rispetto agli operatori economici di altra nazionalità”, ha spiegato Airola. L’accordo, che si compone di 30 articoli suddivisi in sei capitoli e di un protocollo, richiama il modello di convenzione fiscale dell’OCSE e trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti e limitatamente all’imposizione sui redditi; per la parte italiana, nello specifico, riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), l’imposta sul reddito delle società (Ires) e l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

“Il disegno di legge di ratifica, che si compone di tre articoli, non ha effetti per l’erario italiano. Il testo non presenta inoltre profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento europeo e né gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese”, ha aggiunto Airola prima della votazione del testo da parte dell’Aula che ha quindi proceduto ad approvazione. Durante l’esame è inoltre pervenuto alla Presidenza il parere espresso dalla 5a Commissione permanente.

Anche Laura Garavini (IV), eletta nella Circoscrizione Estero-Europa, è intervenuta per dichiarare il voto favorevole. “Come ha illustrato il relatore, si tratta di un provvedimento utile, dal momento che va a ratificare una serie di direttive in materia di regolamentazione fiscale tra il nostro Paese e la Repubblica del Gabon: fa riferimento all’imposta sul reddito delle persone fisiche e sul reddito sulle persone giuridiche, nonché all’imposta regionale sulle attività produttive. Prevede il fatto che gli utili di impresa siano imponibili nello Stato di residenza dell’impresa stessa. Quindi, in sostanza, va a definire, nero su bianco, una serie di regolamentazioni che tra i due Paesi non sarebbero per niente scontate, a partire anche dal divieto di doppia imposizione. Inoltre, va a regolamentare tutta una serie di questioni inerenti il percepimento delle pensioni anche di particolari classi di lavoratori, quali, ad esempio, i professori e gli insegnanti, che sono alcune delle professionalità italiane più presenti nel Paese”, ha rilevato Garavini. Stefano Lucidi (Lega) ha lamentato come sia trascorso molto tempo, addirittura un ventennio, dalla sottoscrizione alla ratifica della Convenzione. “Essa è importante perché l’Italia rappresenta il terzo Paese per investimenti nel Continente e il settimo partner commerciale, con un interscambio annuo del valore di 31 miliardi. Quindi, il Paese assume un ruolo importante per la nostra bilancia commerciale. Sappiamo che l’Africa avrà un forte sviluppo nei prossimi vent’anni, con una crescita esponenziale e questo non potrà che muoversi lungo quel percorso di cui parliamo da molto tempo. Anche ai fini di una reale gestione dell’immigrazione è importante un solido rapporto economico con il Continente africano che offra concrete prospettive di crescita e favorisca anche la permanenza dei giovani africani nei propri Paesi, nonché il rientro di quelli emigrati in Europa, ricordando come la grave emorragia di forza lavoro in Africa, causata dall’emigrazione di massa, è una tragedia in primis per lo stesso Continente africano”, ha spiegato Lucidi.

Gianluca Ferrara (M5S) ha evidenziato come l’importante Convenzione in esame disciplini gli aspetti fiscali inerenti le relazioni economiche tra i residenti dei due Stati, realizzando una più efficiente ed equilibrata ripartizione della materia imponibile. “Negli ultimi anni il nostro Paese ha ratificato diverse Convenzioni di questa fattispecie con molti Paesi, avendo come riferimento proprio il modello OCSE. L’accordo in esame riguarda le persone fisiche e giuridiche residenti in Italia e in Gabon ed è limitato all’imposizione sui redditi. Nella Convenzione vengono stabiliti i principi di tassazione che riguardano molteplici campi economici: dal reddito di impresa, fino a quello di lavoro dipendente, dalla cessione di immobili, fino a quella di aeromobili e navi, comprendendo anche le royalties, i redditi e le pensioni. Sono considerate tutte le imposte introdotte in Italia, prima e dopo la firma dell’accordo, e vengono regolati sia i casi di residenza in uno dei due Paesi, sia quelli di doppia residenza. Riteniamo questi accordi fondamentali a stimolare la nostra cooperazione economica con altri Stati e necessari a dare chiarezza ai contribuenti sulla tipologia di tassazione applicata con i singoli Stati. È altresì importante stimolare nuovi investimenti reciproci con un respiro ampio e, soprattutto, stimolare le nostre imprese verso l’internazionalizzazione”, ha aggiunto Ferrara. (Inform)

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