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Palazzo Madama: le comunicazioni del Premier Draghi in vista del Consiglio europeo del 25 e 26 marzo 2021

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

(Immagine fonte Senato)

ROMA – Il Presidente del Consiglio Draghi ha comunicato alle Camere la posizione del Governo in vista del Consiglio europeo del 25 e 26 marzo. Nel suo intervento a Palazzo Madama il Premier ha sottolineato come i temi fondamentali del summit europeo saranno la risposta alla pandemia da Covid-19, l’azione sul mercato unico, la politica industriale, la trasformazione digitale, le relazioni con la Russia e la situazione nel Mediterraneo orientale. Draghi ha espresso soddisfazione per la partecipazione del Presidente degli Stati Uniti a un segmento del Consiglio europeo: una presenza, quella di Biden, che secondo il Premier conferma la reciproca volontà di imprimere, dopo un lungo periodo, un nuovo slancio alle relazioni tra l’Unione europea e gli USA. “Relazioni transatlantiche ed europeismo sono tra i pilastri della politica estera di questo Governo: le perseguiremo sia sul piano bilaterale sia negli ambiti multilaterali, come la Presidenza italiana del G20”, ha evidenziato Draghi che, sull’attualità della pandemia, ha ricordato come abbiamo ormai quattro vaccini sicuri ed efficaci; tre sono già in via di somministrazione e il quarto, quello di Johnson & Johnson, sarà disponibile da aprile. “Ora il nostro obiettivo è vaccinare quante più persone possibile, nel più breve tempo possibile”, ha aggiunto il Premier inoltrando un messaggio di fiducia a tutti gli italiani. “Il Governo è determinato a portare avanti la campagna vaccinale con la massima intensità e siamo già all’opera per compensare i ritardi di questi mesi. Dobbiamo farlo per la salute dei cittadini, per l’istruzione dei nostri figli e per la ripresa dell’economia. L’accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati: nelle prime tre settimane di marzo, la media giornaliera delle somministrazioni è stata quasi di 170mila dosi al giorno, più del doppio che nei due mesi precedenti. Questo è avvenuto nonostante il blocco temporaneo delle somministrazioni di AstraZeneca, che sono state in parte compensate con un aumento delle vaccinazioni con Pfeizer”, ha precisato Draghi sottolineando come in ambito europeo l’Italia sia seconda dopo la Spagna per vaccini effettuati. Sulle fasce più deboli, il Premier ha ricordato come l’86% degli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali abbia già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale. Draghi non ha però nascosto alcune criticità emerse per la copertura vaccinale di coloro che hanno più di ottant’anni: persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. In questo ambito il Premier ha auspicato spirito di unità e massima trasparenza: i dati sui vaccini saranno resi tutti pubblici sul sito della Presidenza del Consiglio, Regione per Regione, per categoria di età. Sulle riaperture dopo la quasi totale chiusura dell’Italia in zona rossa, Draghi ha annunciato che se la situazione epidemiologica lo permetterà si comincerà a riaprire la scuola in primis dopo Pasqua. Sempre sui vaccini un altro richiamo è andato all’Unione europea affinché faccia rispettare alle case farmaceutiche gli impegni assunti. “La Commissione europea ha istituito una task force guidata dal commissario Thierry Breton per rafforzare la produzione continentale. Si parla molto di autonomia strategica, spesso con riferimento alla difesa, alla sicurezza e al mercato unico, ma credo che oggi la prima sia in fatto di vaccini”, è andato dritto con pragmatismo Draghi per un’autentica solidarietà internazionale in questo campo dove il dispositivo Covax sarebbe lo strumento migliore per raggiungere quest’obiettivo. Gli Stati aderenti includono Stati Uniti e Cina; l’Unione europea vi partecipa in modo cospicuo e la Commissione europea ha impegnato un miliardo di euro; l’Italia è stata la prima a contribuirvi nel 2020, con 86 milioni. “Il grande merito di Covax è garantire la distribuzione dei vaccini secondo le effettive necessità dei Paesi riceventi e non in base all’interesse politico, economico o geopolitico dei donatori. Finora ha assicurato consegne di quasi 30 milioni di dosi di vaccini a 50 Paesi. Il nostro auspicio è continuare a rafforzare questo meccanismo e renderlo sempre più efficace”, ha precisato Draghi anticipando che la Presidenza italiana del G20 ha posto al centro della sua agenda la salute globale e il rafforzamento della cooperazione internazionale in materia sanitaria: in questo giocherà un ruolo di primo piano il vertice mondiale della salute che sarà ospitato a Roma il 21 maggio insieme alla Commissione europea. “Il 17 marzo 2021 la Commissione europea ha presentato una proposta volta a creare un certificato verde digitale per permettere una libera e sicura circolazione dei cittadini dell’Unione europea. L’obiettivo è dare, entro tre mesi, un certificato digitale a coloro che sono stati vaccinati, che hanno effettuato un test diagnostico per il SARS-CoV-2 o che sono guariti. La libertà di movimento deve andare di pari passo con la garanzia della salute. Occorre però raggiungere quest’obiettivo senza discriminazioni e nel rispetto della tutela dei dati sensibili dei cittadini”, ha precisato il Premier che, passando ai temi dello sviluppo economico, ha evidenziato come difendere l’unicità del mercato europeo significhi difendere le aziende italiane che ne beneficiano in grande misura. Draghi ha auspicato la crescita di nuove grandi imprese che operano nel settore della tecnologia, dell’informazione e della comunicazione. “La cosiddetta bussola digitale, proposta dalla Commissione europea il 9 marzo scorso, elenca gli obiettivi per rafforzare il ruolo dell’Europa nell’economia digitale in termini di competenze e infrastrutture. Non sarà facile, visto il divario accumulato con gli Stati Uniti e la Cina. Questo processo richiederà profondi cambiamenti nella formazione dei lavoratori, nella cultura degli imprenditori e nei processi della pubblica amministrazione”, ha commentato il Premier parlando del programma Next Generation EU quale enorme opportunità pur ammonendo sullo sviluppo del settore digitale che non può prescindere da un’equa distribuzione dei proventi. “Riteniamo che il Consiglio europeo debba procedere verso una soluzione globale consensuale sulla tassazione digitale internazionale entro metà 2021 nell’ambito dell’OCSE”, ha evidenziato il Premier toccando poi brevemente i temi riguardanti Russia e Turchia, perché il Consiglio europeo farà anche un punto informativo sul futuro dei rapporti tra l’Unione europea e la Federazione Russa nonché un punto sulle relazioni tra l’Unione europea e la Turchia. Altri temi che verranno affrontati riguarderanno il futuro dei giovani e quindi l’occupazione giovanile ed i diritti sociali: temi da mettere al centro della conferenza sul futuro dell’Europa, che prenderà il via il 9 maggio prossimo. “L’uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i Governi europei ma non è l’unica”, ha concluso Draghi. (Inform)

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