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Palazzo Madama, comunicazioni in Aula del Ministro della Salute Speranza sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19

SENATO DELLA REPUBBLICA

ROMA – Con l’approvazione di alcune delle proposte di risoluzione si è tenuta in Senato (e prima ancora alla Camera) la seduta valida per le comunicazioni del Ministro della Salute Speranza sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Codiv-19. “Non considero questo appuntamento un atto dovuto, da svolgere semplicemente in ossequio a quanto previsto dal decreto-legge n. 19 del 2020. Sono il lavoro del Parlamento e la leale collaborazione tra Governo, Regioni, Province autonome e Comuni che in tutti i passaggi più difficili ci hanno consentito di resistere e tenere coeso il Paese, anche quando siamo stati investiti dalle onde più alte di questa emergenza sanitaria senza precedenti”, ha esordito il Ministro convinto che, dai primi casi di Codogno, è stato subito chiaro a tutte le persone responsabili e di buona volontà che, senza uno sforzo unitario delle istituzioni repubblicane e di ogni cittadino, non si sarebbe arginato, né tantomeno sconfitto, questo nemico incredibilmente forte. “Sono state illuminanti, a tal proposito, le parole del Presidente Mattarella nel suo discorso alla Nazione di fine anno”, ha ricordato Speranza che si è detto preoccupato rispetto alla crisi di Governo in atto in questi giorni per il venir meno dell’appoggio del partito di Renzi. “Le prossime settimane e i mesi che verranno saranno difficilissimi, perché il virus può tornare a colpirci duramente e perché dovremo contemporaneamente portare avanti la più grande campagna di vaccinazione della storia recente. Sarà tutto terribilmente complicato. Ecco perché insisto: nei prossimi giorni teniamo fuori e lontana dalla battaglia politica, da vere o presunte tensioni elettorali, la salute degli italiani. Con l’avvio della campagna di vaccinazione finalmente si intravede la luce in fondo al tunnel che stiamo attraversando. Adesso sappiamo con ragionevole fiducia che il Covid ha i mesi contati e che, grazie a uno sforzo senza precedenti della comunità scientifica, con i nuovi vaccini sconfiggeremo anche questo virus che ha colpito così duramente il nostro Paese”, ha aggiunto Speranza con un pensiero rivolto a chi da mesi lotta in prima linea contro il virus.

“Dovremo continuare a convivere con una forte circolazione del virus sino a quando le vaccinazioni non avranno un positivo effetto epidemiologico. In tutta Europa sta montando nuovamente una forte tempesta. Angela Merkel ha detto la verità quando ha affermato che ci aspettano i mesi più duri della pandemia. Il virus, quando verranno autorizzati e poi distribuiti ulteriori vaccini, verrà piegato ma adesso continua a circolare con forza crescente e può di nuovo colpirci molto duramente. Non dobbiamo farci alcuna illusione”, ha messo in evidenza il Ministro parlando di numeri ancora preoccupanti in tutta Europa e Paesi come Gran Bretagna e Germania di nuovo in lockdown totale. “In questo contesto pesano anche le valutazioni sulla maggiore capacità di trasmissione delle varianti del virus, a partire da quella diffusa in Gran Bretagna, che i nostri scienziati stanno approfondendo anche grazie al lavoro di sequenziamento che è stato molto rafforzato nelle ultime settimane”, ha aggiunto Speranza invitando a non sottovalutare la media di contagi che in Italia è al momento leggermente più bassa rispetto ad altri Paesi. “L’incidenza nazionale a quattordici giorni torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita: negli ultimi quattordici giorni passiamo da 305,47 nuovi casi per 100 mila abitanti al 27 dicembre ai 313,28 casi nell’arco temporale compreso fino al 3 gennaio. Nonostante la settimana in valutazione sia stata caratterizzata da un numero più basso di tamponi nelle giornate festive, si osserva di nuovo un aumento dell’incidenza che nel Paese è oggi pari a 166,02 per 100 mila abitanti”, ha fornito così dei dati rilevati dal report della cabina di monitoraggio: l’incidenza su tutto il territorio è dunque ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e del tracciamento dei contatti; l’altro effetto automatico dell’aumento del tasso di incidenza è il progressivo sovraccarico delle strutture ospedaliere. Al momento dodici Regioni e Province autonome sono ad alto rischio; otto sono a rischio moderato, di cui due in progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e una sola Regione è in questo momento a rischio basso. “Per le ragioni che ho finora esposto, il Governo ritiene inevitabile prima di tutto prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza che scade il 31 di gennaio. Questo passaggio, ampiamente giustificato da tutte le argomentazioni epidemiologiche finora riportate, consente all’architettura istituzionale dell’emergenza, impegnata in queste ore anche nella campagna di vaccinazione, di continuare a esercitare le sue funzioni e il suo fondamentale lavoro”, ha precisato Speranza ricordando che un nuovo DPCM sostituisce così quello in scadenza il 15 gennaio: la novità è rappresentata dall’introduzione di una quarta zona, quella bianca, che prevede limitazioni molto leggere.

“Con venticinque giorni di anticipo rispetto al ‘Vaccine Day’ europeo del 27 dicembre, l’Italia si è dotata del Piano strategico nazionale di vaccinazione. È grazie a questo lavoro preparatorio che il nostro Paese si è fatto trovare pronto, nonostante l’EMA abbia autorizzato il primo vaccino di Pfizer BionTech circa un mese prima di quanto inizialmente previsto. Finora sono state somministrate circa 800 mila dosi: un buon risultato, che attualmente ci fa essere la Nazione dell’Unione europea che ha somministrato il maggior numero di vaccini”, ha spiegato Speranza che non vuole rincorrere classifiche. Importante è stata la collaborazione delle Forze armate, dell’Aifa, dell’Agenas, dell’Istituto superiore di sanità, del Consiglio superiore di sanità e, naturalmente, del personale del Ministero della salute. “Questa campagna, che per dimensioni non ha eguali nella storia recente delle Nazioni, è una lunga e difficile maratona, non una gara di velocità. Ecco perché guardiamo con soddisfazione alle attuali statistiche, ma siamo tutti consapevoli che siamo solo all’inizio e che c’è ancora tantissimo da fare per raggiungere nuovi risultati e portare avanti il nostro lavoro. Possiamo e dobbiamo farlo avendo chiari obiettivi, tempi e strategia per raggiungere i risultati attesi”, ha aggiunto Speranza richiamando tutti all’unità e all’attenzione sul vero problema del momento: la scarsità dei vaccini a disposizione rispetto alla fortissima domanda mondiale. “L’Italia è stata la prima, con Germania, Francia e Olanda, a lanciare l’alleanza per i vaccini e a promuovere poi la decisione di affidare alla Commissione europea e non ai singoli Stati nazionali il ruolo di opzionare e acquistare tutti i vaccini attendibili in una fase avanzata di sperimentazione”, ha ribadito il Ministro parlando del vaccino gratuito in Italia come “bene pubblico globale, diritto di tutti e non privilegio di pochi”.  A oggi sono state siglate opzioni per circa 226 milioni di dosi, che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente fino a giungere circa 250 milioni, esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che consente all’Italia di bloccare per ogni contratto siglato dall’Unione circa il 13% dei vaccini. “Credo che non trascorreranno troppe settimane prima che venga autorizzato anche il terzo vaccino: una data segnata in rosso sul calendario è quella del 29 di gennaio. Con il vaccino AstraZeneca avremo a disposizione altre dosi fondamentali per la nostra campagna di vaccinazione. Sempre nel primo trimestre dell’anno è attesa l’autorizzazione anche per il vaccino Johnson & Johnson. Negli ultimi giorni la Commissione europea ha annunciato l’acquisto di altre 300 milioni di dosi Pfizer BionTech per un’ulteriore fornitura di vaccini che, per l’Italia, significherebbe altre 40 milioni di dosi, di cui le prime 9 a disposizione già dal secondo trimestre. Altre interlocuzioni sono in corso con Moderna, che ha già aumentato le proprie forniture all’Europa da 80 a 160 milioni di dosi, di cui 20 destinate al nostro Paese. Voglio inoltre ricordare con particolare piacere il vaccino Reithera che è sostanzialmente tutto italiano e i cui risultati di ‘fase uno’ sono molto incoraggianti”, ha concluso Speranza. (Inform)

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