direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ospite di “l’Italia con Voi”, Gabriele Uselli, della Direzione Centrale Pensioni dell’Inps

RAI ITALIA

 

Sono circa 350mila i pensionati italiani che risiedono all’estero, in 164 Paesi, e a cui l’Istituto corrisponde annualmente circa 1 miliardo e 300 milioni di euro

 

ROMA – A “l’Italia con Voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, Gabriele Uselli, della Direzione Centrale Pensioni dell’Inps, si sofferma sul tema delle pensioni e dei pensionati italiani all’estero.

Uselli ricorda in primo luogo che “sono circa 350mila i pensionati italiani che risiedono all’estero” e il valore complessivo annuo delle prestazioni pagate dall’istituto: 1 miliardo e 300 milioni di euro circa. I requisiti per la pensione recepita all’estero “sono sostanzialmente gli stessi di quelli della pensione italiana, l’importante è avere un pezzo di contribuzione in Italia – segnala Uselli, riferendosi al meccanismo della “totalizzazione”, ossia alla somma dei contributi versati in Italia e nel Paese di residenza estero, utili al raggiungimento della soglia per la pensione.

Vengono anche richiamate le numerose convenzioni bilaterali sul tema che l’Italia ha stipulato nel coso degli anni, con i Paesi di “tradizionale emigrazione italiana, come Stati Uniti, Canada o Argentina, così come con i Paesi dell’Unione Europea e dello spazio economico europeo, come la Svizzera”.

“Le tasse si pagano dove viene prodotto il reddito, per cui il pensionato italiano che si è trasferito all’estero continuerà a pagare le tasse in Italia, salvo che non faccia domanda per l’esclusione dalla doppia imposizione. Diverso è il caso del cittadino italiano che lavora all’estero e deve pagare quindi le tasse all’estero – spiega ancora Uselli. Anche la gestione dell’imposizione fiscale è regolata da convenzioni bilaterali – sono recenti quelle siglate con l’Uruguay e la Giamaica, – mentre “i rapporti con i Paesi dell’Ue sono disciplinati da regolamenti comunitari”, e questo vale sia “per il pagamento delle pensioni ma anche delle prestazioni a sostegno del reddito”.

Richiamata infine la procedura per la verifica dell’esistenza in vita richiesta ogni anno ai pensionati italiani all’estero e quest’anno rinviata per via dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19. “Adesso però un ulteriore rinvio non è più possibile – segnala Uselli, assicurando comunque che ai pensionati che riceveranno il plico per gli adempimenti sarà concesso più tempo e che sarà possibile anche procedere attraverso  videochiamata, grazie ad un accordo concluso con il Maeci in proposito. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform