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Oscar De Bona: “Con la scomparsa di Darcy Loss Luzzato la cultura veneta è più povera”

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ITALIANI ALL’ESTERO

Cordoglio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo per la morte del più grande scrittore in “Talìan”,la lingua dei veneti emigrati a fine Ottocento nel Sud del Brasile

 

 

BELLUNO – Grave lutto per la cultura veneta e bellunese. All’età di 85 anni è morto Darcy Loss Luzzato, scrittore sudamericano in Talian (la lingua dei veneti emigrati a fine Ottocento negli Stati del Sud del Brasile, ndr). Considerato il più grande scrittore in Talian, la produzione di Luzzato conta decine di opere dei più vari argomenti, tra cui alcuni dizionari, testi storici e di memorie.

“Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo trent’anni fa”, le parole di un commosso Oscar De Bona, presidente Abm, “e in quest’arco di tempo sono state numerose le volte in cui ci siamo incontrati. Ad ogni incontro ricevevo sempre un libro da lui scritto. Con la sua scomparsa la cultura veneta è più povera”.

Darcy Loss Luzzatto era nato il 27 ottobre 1934 a Pinto Bandeira, nel Rio Grande do Sul (Brasile). A dodici anni andò a studiare a Bento Gonçalves e, successivamente, a Farroupilha. Diventato maggiorenne si trasferì a Porto Alegre dove si laureò in Matematica e Fisica. Ha lavorato come insegnante per molti anni, scrivendo trattati di fisica. Con queste pubblicazioni è entrato nel mondo della letteratura diventando autore di libri scolastici per licei e università. È stato direttore dell’Università Federale del Rio Grande do Sul, dirigendo anche la Camera del libro Rio-Grandense e facendo parte del consiglio della Camera del libro brasiliano.

La passione per lo scrivere gli è stata trasmessa dal nonno, Cristoforo Luzzatto. Il vecio Toffolo   era una persona colta; parlava Belumat (il dialetto bellunese), italiano, francese e latino.

La famiglia di Darcy, originaria di Mel (Belluno), arrivò in Serra Gaucha nel 1890. Il primo posto dove si fermarono fu Caravaggio, dove a quel tempo c’era il santuario della Madonna di Caravaggio, che in Italia si trova nelle vicinanze di Bergamo. Il nonno iniziò a lavorare insegnando, ma in italiano.

Darcy divenne noto in tutto il mondo come il professor Luzzatto, l’uomo taliano. Nessuno come lui aveva infatti una completa familiarità con le parole e le espressioni di tutti i discendenti dell’emigrazione italiana e della sua cultura.

“Ha usato questa conoscenza” conclude De Bona “per scrivere dizionari e grammatiche. Tra le altre dozzine di libri per insegnare Talian, ci sono anche l’Almanacco Veneto e Lampi di Memoria, dove racconta i suoi ricordi; vera eredità per tutti noi bellunesi e veneti”.

Da non dimenticare la sua battaglia per il riconoscimento del Talian come lingua minoritaria in Brasile.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo non mancherà di ricordarlo in un prossimo evento da concordare con le Famiglie Bellunesi del Brasile. (Inform)

 

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