direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Opportunità di studio all’estero per studenti toscani

GIOVANI

 

 

FIRENZE  – La Fondazione CR Firenze e Giunti Psychometrics hanno deciso di mettere a disposizione delle borse di studio dell’Associazione Intercultura per giovani studenti toscani interessati a vivere un’esperienza di lunga durata all’estero.

All’appello hanno risposto tanti adolescenti, e i beneficiari delle borse di studio della Fondazione Cr Firenze sono: Alice S. di Arezzo in partenza per un anno in Paraguay e Sofia S. di Sansepolcro in partenza per un anno ad Hong Kong; Alessandro A. di Empoli in partenza per un anno in Thailandia, Martina T. di Fiesole in partenza per un anno in Ungheria, Camilla G. di Firenze in partenza un semestre in Repubblica Slovacca e Anita M. di Montespertoli in partenza per un anno scolastico in Cina, grazie alla borsa di studio di Giunti Psychometrics – 4 tra i 35 studenti fiorentini in partenza quest’anno; Elia R. di Montemurlo in partenza per un anno in Argentina, Matteo B. di Porto Santo Stefano in partenza per un anno in Perù.

La cerimonia di premiazione per il conferimento delle  borse di studio si è tenuta nei giorni scorsi presso la sede della Fondazione Cr Firenze. La Fondazione evidenzia che proprio una ricerca promossa dalla Fondazione Intercultura in collaborazione con Ipsos testimonia i benefici di un’esperienza vissuta all’estero preparata e vissuta con grande cura. Attraverso le interviste a circa 900 ex partecipanti ai programmi di Intercultura, partiti tra il 1977 e il 2012, emerge un quadro chiaro delle grandi differenze rispetto alla media italiana. Il risultato più evidente è che si tratta di una generazione, trasversale nelle varie età, in prevalenza composta da laureati (84% vs la media italiana tra ex liceali pari al 52%), con un percorso universitario brillante (il 64% si dichiara tra i migliori del proprio corso e il 32% ottiene il massimo alla laurea rispetto al 21% della media nazionale), che hanno svolto percorsi professionali importanti (a livelli quadri e dirigenziali per un terzo di loro, vs il 15% degli italiani) e che non hanno avuto difficoltà a trovare lavoro o a cambiarlo (lo dichiara l’83% di loro).  (Inform)

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