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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Online i documenti tecnici per la fase 2 nei settori della ristorazione e della balneazione

MINISTERO DEL LAVORO

Dall’Inail e dall’Istituto Superiore di Sanità, le possibili soluzioni per il riavvio delle attività

ROMA – Per la gestione della fase 2, l’Inail e l’Istituto Superiore di Sanità hanno redatto due documenti tecnici che forniscono una rosa di possibili soluzioni per accompagnare i settori della ristorazione e della balneazione attraverso l’emergenza determinata dal coronavirus, garantendo l’applicazione di tutte le misure necessarie per contenere il possibile contagio, al fine di preservare la salute e la sicurezza di operatori e consumatori.

Tra le misure suggerite per il settore della ristorazione, in considerazione della tipologia di attività che prevede la presenza di personale addetto alle cucine e di personale addetto al servizio ai tavoli, oltre a quello dedicato ad attività amministrative se presente, il documento suggerisce di impartire un’informativa mirata, con particolare riferimento a specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, ove previsti, anche per quanto concerne la vestizione/svestizione. Ad esempio, per il personale di cucina e di servizio ai tavoli, in condivisione di spazi confinati, è previsto obbligatoriamente l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e, ove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile, i quali sono comunque sempre da utilizzare durante le attività di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo.

Per il personale eventualmente dedicato ad attività amministrative, come, ad esempio, il personale addetto alla cassa, è previsto l’obbligo di indossare la mascherina chirurgica e l’utilizzo di barriere di separazione (ad es., separatore in plexiglass).

Per quanto riguarda la gestione della clientela, inoltre, il documento evidenzia come misure necessarie il distanziamento fra i tavoli non inferiore ai 2 metri, il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, le misure organizzative relative alla gestione degli spazi (come l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi, anche attraverso soluzioni di sistema che favoriscano queste modalità), la definizione di un limite massimo di capienza  predeterminato del locale (prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente), format di presentazione del menù alternativi rispetto ai tradizionali (ad esempio menù scritti su lavagne, consultabili via app e siti, menù del giorno stampati su fogli monouso).

Anche il settore della balneazione, con l’avvicinarsi della stagione estiva, riavvierà le attività con l’emergenza epidemiologica in corso.

La nota diffusa dal Ministero del Lavoro in proposito segnala che, nel periodo del lockdown, dei complessivi 1,2 milioni di lavoratori occupati nel settore della ristorazione, 1,1 milioni sono stati sospesi e 108.000 sono rimasti attivi. (Inform)

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