direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Oggi la seconda edizione dell’evento “La documentazione storico-diplomatica, tra continuità e rinnovamento”

FARNESINA

 

Apre l’incontro il segretario generale delMaeci Michele Valensise, che annuncia le novità del settore archivistico e documentale della Farnesina: un nuovo portale di politica estera e storia che consente la consultazione di tutti i 120 volumi della collana dei Documenti diplomatici italiani, il progetto di una nuova collana tematica e iniziative ideate per la diffusione del patrimonio documentale sulla nostra storia

L’intervento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “la storia è di casa alla Farnesina perché le esperienze del passato sono fondamentali per affrontare l’attualità e il nostro presente”

 

ROMA – Seconda edizione questa mattina alla Farnesina dell’evento “La documentazione storico-diplomatica, tra continuità e rinnovamento”, iniziativa attraverso la quale il Ministero degli Affari esteri e la Cooperazione internazionale illustra il suo impegno sul fronte della conservazione e diffusione del prezioso materiale di archivio che ci consente di ripercorrere e ricostruire la storia d’Italia, dall’Unità ai giorni nostri. Una ricostruzione che avviene attraverso la restituzione dell’attività svolta dalla diplomazia italiana e connotata dunque dall’orizzonte più ampio dei rapporti tra l’Italia e il resto del mondo. Un modo per comprendere meglio il ruolo del nostro Paese alle prese con i grandi fatti della storia, dalla seconda metà dell’Ottocento in poi. Proprio con questa finalità sarà allestita la mostra “L’Italia e la diplomazia della Grande Guerra”, la cui inaugurazione è in programma presso la sede del Maeci il 22 maggio, nei giorni in cui ricorre l’anniversario dell’entrata in guerra del nostro Paese nel Primo conflitto mondiale e progetto dell’Unità di analisi, programmazione e documentazione storico diplomatica del Ministero cui stamani è stata presentata un’anteprima.

A salutare i presenti il segretario generale del Maeci, Michele Valensise, che ha evidenziato come anche nel settore archivistico e documentale la Farnesina sia capace “di forte innovazione e modernizzazione” e animata dalla “volontà di mettere a disposizione di un pubblico più ampio un patrimonio prezioso” come quello oggetto dell’evento. Capacità di innovazione che è testimoniata dal nuovo portale di politica estera e storia che raccoglie l’intera collana digitale dei Documenti diplomatici, affiancando dunque a “fonti tradizionali tecnologie avanzate che ci consentono una loro maggiore diffusione – rileva Valensise.

Il portale, realizzato dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, è suddiviso in 3 sezioni: la prima dedicata ai Documenti diplomatici italiani, che contiene in formato digitale i 120 volumi della collana dei Documenti (DDI), liberamente consultabili in formato pdf e con la possibilità di effettuare ricerche ipertestuali sull’intera serie dei volumi; la seconda dedicata alle mostre che la Farnesina ha allestito negli ultimi due anni utilizzando il proprio materiale storico ed archivistico (una mostra sui rapporti con e la presenza italiana in America latina, sull’interesse dell’Italia per la Cina e, infine, quella sulla Grande Guerra che verrà inaugurata a breve); la terza dedicata alla Biblioteca della Farnesina, che offrirà alla libera consultazione di opere di pregio del fondo, come testi del Cinquecento e del Seicento e la prima edizione dell’opera “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria. La Biblioteca raccoglieva in origine – fa sapere il segretario generale – circa 9000 volumi, provenienti dal fondo Cavour, oggi diventati 200 mila. Valensise sottolinea la cura e la passione che la Farnesina riserva alla cura del proprio archivio storico e aggiunge, alle attività già menzionate, la rivitalizzazione delle rivista semestrale “Storia & Diplomazia”, rassegna dell’Archivio storico del Maeci di cui viene presentata in questa occasione l’ultima uscita e un progetto in fase di studio su una nuova collana dei Documenti diplomatici.

Il ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni segnala come in politica estera si sia “spesso prigionieri del presente”, pur ammettendo che “nell’azione diplomatica la conoscenza della storia risulta molto importante” e a questo proposito richiama le parole del presidente americano Abramo Lincoln sul fatto che “non si possa sfuggire alla storia”. “La profezia annunciata negli anni Novanta dal libro dello storico Fukuyama sulla fine della storia si è rivelata una grande illusione, che gli anni successivi hanno contraddetto, e le esperienze della storia sono fondamentali per affrontare l’attualità e il presente – aggiunge Gentiloni, ribadendo come “la storia sia di casa alla Farnesina” proprio grazie al patrimonio storico e documentale “impressionante” qui conservato – circa 20 km lineari la stima richiamata. Il ministro ricorda anche come la decisione di conservare tale patrimonio in deroga al versamento presso l’Archivio dello Stato fu di Alcide De Gasperi, che nel 1946 decise di istituire la collana dei Documenti diplomatici italiani, edita dall’Istituto poligrafico e la Zecca dello Stato, con cui ancora oggi prosegue la collaborazione. Una collana “che è ancora fondamentale ma forse non più sufficiente per rappresentare al meglio il nostro patrimonio – afferma Gentiloni, segnalando le iniziative messe in campo per una più ampia diffusione del materiale conservato, così come la mostra sulla Grande Guerra cui verrà affiancato un catalogo multilingue edito da Gangemi, che sarà diffuso anche presso gli istituti di cultura delle principali capitali europee per condividere la memoria di un evento che ha segnato tutto il Novecento. La Farnesina risponde così “al compito che spetta ad ognuno di noi, di conservare il patrimonio della nostra politica estera, patrimonio – conclude Gentiloni – necessario per affrontare le sfide del presente e del futuro”.

Sull’importanza della collaborazione avviata con l’Istituto poligrafico dello Stato si sofferma il presidente Domenico Tudini, che suggerisce la possibilità di integrare il sito con la digitalizzazione delle opere artistiche della collezione della Farnesina, mentre Armando Barucco, capo dell’Unità di analisi, programmazione e documentazione storico-diplomatica del Maeci illustra le attività di assistenza messe in campo a favore degli studiosi che vogliano ricorrere all’archivio del ministero, l’impegno per la fruibilità e la digitalizzazione dei fondi e della documentazione. A proposito del progetto relativo alla nuova collana di Documenti, segnala come l’intenzione sia quella di affiancare alla serie storica una collana tematica, che potrebbe avviarsi con la pubblicazione di atti e documenti che testimonino il contributo dell’Italia al processo di integrazione europea. Un’ipotesi ben accolta dagli studiosi, come Francesco Lefebvre d’Ovidio, ordinario di Storia delle Relazioni internazionali dell’Università Sapienza di Roma, che, presentando l’ultimo numero della collana, dedicato a documenti che coprono il periodo dal 29 maggio 1906 al 31 dicembre 1907, in cui il dicastero era retto da Tommaso Tittoni – presidente del Consiglio dei Ministri era Giovanni Giolitti, – ricorda come l’intenzione di De Gasperi fosse quella di fornire agli storici documenti scelti con criteri scientifici utili a comprendere la politica italiana nei suoi errori e nelle positività, intento che necessita la pubblicazione di documenti che abbiano più diretta presa sul presente e quindi più recenti.

Illustra l’intento della mostra sulla Grande Guerra Italo Garzia, ordinario di Storia dei trattati e politica internazionale all’Università Aldo Moro di Bari, che segnala come l’obiettivo sia porre il conflitto in un quadro di avvenimenti più ampio, analizzandone in particolare i motivi scatenanti che non sono il semplice attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, lo svolgimento e gli esiti, con i rapporti che si svilupparono in seguito con gli Stati Uniti in vista della nascita della Società delle nazioni. Richiama in particolare l’importanza che la propaganda assunse nel conflitto, tema cui la mostra dedica spazio e documentazione. Infine, Guido Samarani, ordinario di Storia della Cina e istituzioni dell’Asia orientale, illustra l’ultimo numero della rivista “Storia & Diplomazia”, che raccoglie l’inventario delle rappresentanza diplomatiche e consolari d’Italia a Pechino dal 1870 al 1952. Materiale che restituisce sia gli aspetti storico- diplomatici dei rapporti tra l’Italia e la Cina di metà del secolo scorso, ma anche la dimensione umana di una collettività italiana come quella emigrata in Estremo Oriente, “frutto dei grandi trend d’emigrazione che avevano caratterizzato il nostro Paese e di consistenza numerica ridotta, ma dal profilo molto interessante, composta per lo più da militari e missionari”. Una comunità che visse dolorosamente anche da molto lontano le vicende legate alla Seconda guerra mondiale e all’armistizio dell’8 settembre, in seguito a cui eserciti prima alleati si ritrovarono improvvisamente nemici. (Viviana Pansa – Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform