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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Oggi la presentazione della XII edizione del Rapporto dell’Osservatorio romano sulle Migrazioni

MIGRAZIONI

Curata dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione e con il supporto dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V

La città di Roma è al primo posto per numero di residenti stranieri (365 mila), mentre il Lazio è al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di imprese straniere (70 mila). Prima collettività quella romena, seguita da bangladesi, polacchi e moldavi. Il saldo migratorio estero è però positivo di oltre 20 mila unità e resta il più elevato tra le province in Italia

 

ROMA – Viene presentata oggi a Roma la XII edizione del Rapporto dell’Osservatorio romano sulle Migrazioni, analisi curata dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione e con il supporto dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, in cui si rileva il ruolo da protagonista della regione anche sul fronte dei flussi migratori.

Il Lazio, infatti, con 645.159 residenti stranieri (12,8% della presenza nell’intera penisola), è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di immigrati e la terza per loro incidenza

sulla popolazione. Sono stranieri 11 residenti su 100, per il 52,4% donne.

I nuovi nati da genitori stranieri sono stati nel 2015 7.520 (10,4% dei bambini stranieri nati in Italia e 15,6% di tutti i nati dell’anno in regione); sempre nel 2015, le anagrafi regionali hanno registrato 32.905 nuovi iscritti stranieri dall’estero (il 13,2% delle iscrizioni avvenute in Italia) e un saldo migratorio con l’estero di +29.644 unità. Al contempo, 11.289 persone sono diventate italiane.

Tra i dati presenti nel Rapporto anche la diversa incidenza dei migranti sul territorio regionale: Latina è la seconda provincia per residenti stranieri (48.230, l’8,4% degli abitanti), Viterbo è terza con 30.090 e seconda, dopo Roma, per incidenza sulla popolazione (9,4%); Frosinone è quarta (24.164, incidenza del 4,9%), Rieti ultima (13.277, incidenza dell’8,4%).

I soggiornanti non comunitari ammontano a 403.385, il 10,3% della presenza in Italia, e si ripartiscono tra un 49,3% con permesso di lungo periodo (59,5% in Italia) e un 50,7% con permesso soggetto a scadenza. Tra le province, Viterbo ha l’incidenza più alta di soggiornanti di lungo periodo (56,0%), seguita da Frosinone (52,7%), Rieti (50,3) e Roma (49,4). Gli ingressi di cittadini non comunitari nel 2015 sono stati 23.726, per il 37,6% ricongiungimenti familiari (Italia: 44,8%).

Dal Lazio, inoltre, si continua ad emigrare: la regione, con i suoi 423.943 residenti all’estero, è al terzo posto per numero di corregionali presenti fuori dai confini nazionali, dopo Sicilia e Campania.

Nel 2015 i nuovi iscritti all’Aire sono stati 17.055, di cui 13.789 dalla Città metropolitana di Roma.

Per quanto riguarda l’immigrazione nella città metropolitana di Roma, i dati confermano che quella di Roma capitale con 529.398 residenti stranieri è tra le province italiane quella con il numero maggiore: 82.936 in più rispetto a Milano, il 10,5% del totale nazionale e l’82,1% di quelli residenti

nel Lazio (la provincia di Milano, invece, assorbe appena il 38,9% della presenza lombarda).

Nel 2015 gli stranieri residenti nell’area romana sono aumentati di circa 5.500 unità (+1,0%), il terzo incremento più consistente tra le province italiane dopo Napoli (+9.074) e Milano (+7.154), ma inferiore di tre volte rispetto al 2014. Ciò nonostante, per la prima volta dal 2011 i residenti complessivi (italiani e non) sono diminuiti di 1.572 unità (-7.013 i soli italiani).

I residenti stranieri sono aumentati di 1.618 unità a Roma Capitale (+9.800 nel 2014) e di 3.823 nei restanti 120 comuni (+6.000 circa nel 2014). Gli aumenti più consistenti si sono avuti nei comuni di Fiumicino (+541 stranieri), Nettuno (+460), Pomezia (+336), Fiano Romano (+302), Albano Laziale (+240), Marino (+218); i decrementi maggiori nei centri di Segni (-79), Tolfa (-44), Castel Madama (-39), Castel Gandolfo (-34), Bracciano (-72) e Zagarolo (-39).

Le iscrizioni dall’estero sono state 25.999, il 10,4% di quelle registrate in Italia, e hanno determinato un saldo migratorio estero nettamente positivo (+23.817) che, seppure ridotto rispetto al passato, è stato tra le province il più elevato in Italia. In attivo anche il saldo naturale degli stranieri (+5.547: 6.112 nascite e 565 morti), a differenza di quello degli italiani (-11.102). Sale così al 17% l’incidenza dei nuovi nati stranieri sul totale dei nati. Ma il dato più interessante sono le acquisizioni di cittadinanza italiana, cresciute del 24,6%: con 9.017 nuovi italiani residenti, la Città metropolitana di Roma, dopo Milano, è l’area con il maggior numero di acquisizioni nell’anno.

Circa il 70% degli immigrati risiede a Roma Capitale (365.181); un altro 10% si distribuisce tra Guidonia Montecelio (11.130), Fiumicino (9.535), Pomezia (7.704), Ladispoli (7.652), Tivoli (7.152), Anzio (6.181), Ardea (6.150) e Fonte Nuova (6.066); altri 15 comuni contano tra i 2.000 e i

5.000 stranieri; 23 ne registrano più di 1.000; i restanti 74 ne contano meno di 1.000.

L’incidenza sulla popolazione è del 12,2%: tra i comuni con più di 10.000 abitanti, 19 su 44 superano o si accostano a questo valore; tra quelli meno popolosi, Civitella San Paolo registra l’incidenza più alta: 1 residente ogni 4 è straniero (23,9%).

Prevalgono gli europei (55,2%, in Italia 52,1%), in particolare della Romania: è romeno 1 cittadino straniero su 3 (33,8%, media italiana 22,9%). La seconda area d’origine è l’Asia (25,2%: 1 straniero ogni 4), seguita da Africa (10,5%) e America (8,9%). Gli europei registrano l’incremento più cospicuo (+4.159, di cui 2.624 dalla Romania), seguiti dagli asiatici (+3.100, soprattutto cinesi, bangladesi e filippini); diminuiscono invece africani (-1.326) e americani (-476). Dopo i romeni (178.701), i più numerosi sono filippini (43.005), bangladesi (30.913), cinesi (19.973), polacchi (18.766), ucraini (18.718), albanesi (16.379) e peruviani (16.058).

Nel Rapporto anche i dati sulle dinamiche di insediamento territoriale, su presenze e nuovi ingressi tra i soggiornanti non comunitari, sulla diversa distribuzione delle collettività all’interno dei municipi romani, su richiedenti asilo, rifugiati, transitanti e più in generale sull’accoglienza offerta.

Si legge in particolare che il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) nel 2016 conta in Italia 26.012 posti, di cui 4.442 nel Lazio (-7,3% dal 2014 al 2016), per un totale di 330 strutture. L’incidenza del Lazio sui posti in Italia è del 17,1% (22,4% nel 2015) e lo colloca al secondo posto, dopo la Sicilia. I progetti finanziati sono 46; i Comuni coinvolti 36 (+24,1% rispetto al 2015). In media ogni struttura ospita 13,5 beneficiari, principalmente in appartamenti (76,1%), centri collettivi (21,2%) e comunità alloggio (2,7%). Le 14 strutture per minori stranieri non accompagnati sono per la metà comunità alloggio (7), per il 35,7% appartamenti (5) e per il 14,3% (2) centri di accoglienza. I beneficiari accolti sono 6.439 (+19,3% dal 2014 al 2016), per lo più provenienti da Nigeria (727), Mali (726) e Pakistan (712), ma crescono gli egiziani (203).

Dal 2014 anche Roma Capitale aderisce allo Sprar, con 3.162 posti, 51 progetti e 18 enti attuatori. A fine 2016 i posti operanti sono però 2.769, per la chiusura di alcuni progetti ritenuti non idonei o non più avviati. A questi si aggiungono 435 posti per l’accoglienza ordinaria di non comunitari in disagio sociale e 516 posti aggiuntivi (attivati a richiesta del Ministero dell’Interno). La capacità complessiva di accoglienza di Roma Capitale è, dunque, di 3.204 posti, di cui 2.769 per richiedenti e titolari di protezione nell’ambito dello Sprar. Di questi, 471 sono fuori dal territorio comunale.

Allo Sprar vanno poi sommati 6 posti del progetto comunale per disagio mentale e 62 per minori non accompagnati. Le persone accolte nel 2016 da Roma Capitale sono 2.598, quelle uscite dall’accoglienza 2.636. In totale, si sono rivolte all’Ufficio Immigrazione della Capitale 4.990 persone (416 al mese). L’area romana è anche sede di Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas), con 3.683 posti a fine 2016, di cui 1.782 nella Capitale. Tra le migliori prassi del 2016, c’è l’ospitalità domestica promossa da Refugees Welcome Italia Onlus (Rwi), che a Roma registra più del 13% delle oltre 650 famiglie iscritte al progetto in Italia, il 16% dei circa 520 volontari e il 36% delle convivenze (10).

Infine, i dati sull’inserimento sociale e lavorativo dei migranti, con gli stranieri occupati quantificati in 327.981 nel Lazio e 274.168 nell’area romana, per un incidenza sul totale, rispettivamente, per il 14,2% e il 15,5% (la media italiana è del 10,5%). I 274.168 stranieri occupati nell’area romana sono per l’86,5% lavoratori dipendenti e per il 13,5% autonomi (a fronte del 76,1% e 23,9% tra gli italiani). La maggior parte degli occupati è a tempo pieno, tuttavia tra gli stranieri è più alta la quota di lavoratori partime (37,6%; nel 2008 era appena del 14,7%) rispetto agli italiani (18,1%). I più numerosi tra gli occupati sono i romeni (30,4%), seguiti da filippini, bangladesi e polacchi.

Roma, insieme a Milano, si conferma area di protagonismo dell’imprenditoria immigrata: anche nel 2015 le imprese condotte da immigrati sono cresciute: +4,7% sia in regione sia nella Città metropolitana, +4,0% nel Comune di Roma. Rispetto al totale nazionale, la Capitale ne assorbe l’8,4%, la Città metropolitana il 10,9% (a fronte dell’8,9% della provincia milanese), il Lazio il 12,8% (a fronte del 19,0% della Lombardia). In valori assoluti, sono oltre 70mila le imprese immigrate nel Lazio, concentrate in più di 8 casi su 10 nella Città metropolitana di Roma (quasi 60mila, 84,8%) e per circa i due terzi nella Capitale (46.096, 65,4%). (Inform)

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