direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Oggi il seminario internazionale “Il ruolo dei corridoi produttivi, turistici e culturali tra l’Italia e le Americhe”

 CAMERA DEI DEPUTATI

Un’iniziativa tesa ad illustrare un modello sostenibile – a livello ambientale e umano – di cooperazione e crescita economica, consapevole di rischi e complessità della globalizzazione. Gli interventi del sottosegretario agli Esteri Mario Giro, di Fucsia Fitzgerald Nissoli (Pi – ripartizione America settentrionale e centrale), tra le promotrici del seminario, di Fabio Porta (Pd – America meridionale), presidente del Comitato per gli Italiani all’estero e la promozione del sistema Paese della Camera e di Silvana Mangione, vice segretario generale del Cgie

 

ROMA – Si è svolto questa mattina presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma il seminario internazionale intitolato “Il ruolo dei corridoi produttivi, turistici e culturali tra l’Italia e le Americhe”, iniziativa tesa ad illustrare un modello sostenibile di cooperazione e crescita economica, improntato su quello delle piccole e medie imprese italiane, più consapevole dei rischi e della complessità delle sfide poste dalla globalizzazione.

L’esperienza nasce a La Plata, in Argentina, nel 2001 e consiste nella creazione di un “distretto produttivo” che incorpora, oltre alle aziende, centri di ricerca, università, enti di formazione, associazioni di categoria e istituzioni di vario livello pubbliche e private per la valorizzazione di capacità e produzioni territoriali tesa all’internazionalizzazione ma anche alla salvaguardia della sostenibilità, ambientale e umana, del contesto in cui tali soggetti operano. L’auspicio degli organizzatori del seminario – Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di “Per l’Italia” eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, il Corridoio produttivo, turistico, culturale Italia-Argentina, l’Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie (Aitef), Ambientevivo, il Consiglio regionale dei Pugliesi nel Mondo e Learn Italy Group – è che il modello istituto a La Plata possa ora estendersi in altri contesti territoriali, facendo nascere nuove alleanze e strategie di cooperazione alimentate dalla creazione di reti per lo sviluppo locale e l’internazionalizzazione delle imprese.

A moderare i lavori Gianni Lattanzio di Ambientevivo che ha evidenziato come nuove strategie e attori emergano in “sistemi economici aperti e in continua evoluzione come quelli creati dalla globalizzazione”. “In questo caso però – ha sottolineato Lattanzio – non ci troviamo di fronte a trasformazioni del diritto richieste da multinazionali in virtù della forza generata dalla loro posizione di mercato, ma di istanze che vengono sollevate dal basso, da specificità territoriali che chiedono la costruzione di regole che tutelino la dimensione della persona e la sostenibilità ambientale dei contesti globalizzati”. Un richiamo all’ascolto che trova accoglienza oggi negli esponenti di governo, parlamentari e diplomatici intervenuti all’iniziativa.

Sottolinea come l’interdipendenza sia un “destino della globalizzazione” il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che si sofferma su alcuni “corridoi”, anche simbolici, molto significativi per il Paese. “Intendo, in primo luogo, il superamento della barriera tra cultura ed economia su cui l’Italia ha molto da dire – afferma Giro, evidenziando come i due aspetti siano strettamente legati e come tale legame sia reso esplicito considerando il turismo. “Altro aspetto su cui invece abbiamo ancora molto da imparare è l’esigenza di una collaborazione più stretta tra pubblico e privato. Il nostro Paese può essere storicamente inteso come corridoio, snodo di collegamento tra nord e sud, ma anche crocevia di culture che siamo riusciti ad elaborare in una sintesi originale alla luce del nostro patrimonio – prosegue il sottosegretario, richiamando la vocazione italiana “all’economia della trasformazione”, “necessaria anche perché non abbiamo risorse naturali”. Dal punto di vista più strettamente culturale, la “trasformazione” a cui siamo chiamati oggi è – spiega Giro – la valorizzazione della cultura come spinta alla creatività, “come qualcosa di vivo, legato non solo alla doverosa conservazione dello splendore del passato, ma anche e soprattutto per la sua connessione con l’aspetto sociale, strumento con cui contribuire alla coesione sociale e allo sviluppo di una dimensione sempre più inclusiva della cittadinanza”. Il sottosegretario ha poi ricordato come la presenza di numerose collettività di connazionali all’estero abbia contribuito al diffondersi di piccole e medie imprese di successo, oltre che alla diffusione della nostra lingua e cultura, cultura che include un approccio di tipo più vasto, comprendendo – rileva Giro – anche lo stile di vita italiano, oltre che l’impegno speso nel lavoro, la qualità delle tradizioni artigiane ma anche industriali e che ha contagiato non solo i diretti discendenti di italiani nelle società di accoglienza. “Oggi, con la globalizzazione, è più semplice vivere in due mondi – afferma il sottosegretario, che ritiene quanto mai utile lo “sguardo ottimista sull’Italia che ci propongono l’America latina e i nostri italo-discendenti”, una spinta per sbloccare un sistema “che negli ultimi anni, dal suo essere totalmente estroverso, si è rinchiuso completamente su se stesso”. A ritrovare un “corridoio” tra passato e futuro, noi e gli altri, potrà contribuire anche un’iniziativa come l’Anno della cultura italiana in America latina, di cui Giro annuncia la preparazione e che è previsto per il 2015.

Fucsia Nissoli ha ricordato l’importanza di un coordinamento multilaterale e bilaterale per governare le problematiche connesse alla globalizzazione, coordinamento cui si ricorre anche attraverso summit più informali, come il G7 o il G8, focalizzati sulla gestione dei grandi temi globali. Richiamati anche i numerosi accordi bilaterali che vengono progressivamente stipulati per garantire miglioramenti in particolare negli scambi commerciali ed economici, in particolare quello in fase di negoziazione tra Unione Europea e Stati Uniti. “Diversi studi evidenziano le ricadute estremamente positive di un accordo di questo tipo, effetti stimati fino al 2027 e che comprendono – afferma Nissoli – un aumento del Pil italiano, dei posti di lavoro in Italia e negli Stati Uniti”. Per quanto riguarda invece gli accordi stipulati con l’America latina, spesso agli obiettivi economici vengono affiancati – rileva la parlamentare – quelli di crescita, solidarietà, lotta alla criminalità e tutela dei diritti umani, di modo che “il loro successo non si misura unicamente con la crescita del Pil, ma guarda allo stato dei fatti”, nella consapevolezza che spesso le barriere più difficili da abbattere non sono solo quelle tariffarie. Nell’ambito di questi accordi i corridoi possono rivestire un ruolo essenziale per individuare le modalità concrete e più sostenibili di cooperazione, coinvolgendo piccole realtà territoriali che non potrebbero accedere alle opportunità messe in campo. “È importante promuovere questo tipo di sinergie e fare di più per mettere insieme tutte le nostre particolarità, coinvolgendo anche le collettività all’estero in eventi importanti come Expo 2015 – conclude Nissoli.

Auspica una nuova spinta alla valorizzazione del rapporto tra Italia e America latina Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella ripartizione America meridionale e presidente del Comitato per gli Italiani all’estero e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, che ricorda come le Americhe siano aree a noi culturalmente omogenee anche grazie alla presenza di numerosi connazionali, omogeneità da cui derivano opportunità economiche e commerciali.

“Sin dal mio ingresso in Parlamento ho cercato di lavorare per rafforzare e in qualche modo estendere le nostre relazioni transatlantiche, che molto spesso sono state viste come relazioni tra l’Italia, l’Europa e l’America del Nord – afferma l’esponente democratico, rilevando come invece si debba sfruttare il “rapporto privilegiato” con l’America latina, in particolare in considerazione della complementarietà di quest’area del punto di vista economico con l’Italia e l’Europa più in generale. “A quest’area dovremmo guardare con maggiore interesse, sfruttando con più lungimiranza questo tipo di rapporto – sostiene Porta, parlando di probabile “punto di svolta” nelle relazioni instaurate, che si gioverà anche del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, oltre che della chiusura del negoziato europeo con il Mercosur. A questo fine concorrerà anche il percorso che sfocerà nella prossima conferenza Italia-America latina, prevista in coincidenza con Expo 2015 e con probabilità preceduta – annuncia l’esponente democratico – da una conferenza parlamentare organizzata a Roma tra Italia e Paesi dell’America latina, con il coinvolgimento dell’Iila, l’Istituto Italo-Latino Americano, per coordinare un’agenda di priorità comuni, anche sui temi di Expo 2015. Per quanto riguarda poi più direttamente i temi dell’internazionalizzazione, un nuovo appuntamento viene annunciato per il 18 giugno prossimo, con una conferenza organizzata a Montecitorio con il sistema produttivo italiano ed i suoi rappresentanti – tra cui Confindustria – per parlare del ruolo delle collettività su questo fronte. Porta ribadisce poi come la cooperazione con l’area latino-americana debba coinvolgere sempre più le diverse realtà territoriali e fondarsi su un rapporto paritario, di scambio di conoscenze ed esperienze utile a tutti i partecipanti. Proprio adottando quest’ottica, tornerà utile valutare il sistema di voto elettronico adottato dal Brasile da più di 20 anni per affrontare con profitto l’introduzione del sistema prospettato per il prossimo rinnovo dei Comites – conclude Porta, segnalando infine l’importanza del percorso di preparazione degli Stati generali della lingua italiana previsti a Firenze, nel prossimo mese di ottobre, per arrivare ad una proposta di legge di riforma del sistema di promozione di lingua e cultura italiana all’estero e degli Istituti Italiani di Cultura.

Tra gli interventi di diplomatici, esponenti del mondo accademico, culturale ed imprenditoriale presenti segnaliamo quello di Carlos Cherniak dell’Ambasciata argentina in Italia, che, oltre agli strettissimi rapporti tra i due popoli, ha rilevato come possa essere proficuo per l’Europa e l’Italia in particolare, dinnanzi agli effetti delle politiche di austerità dettate dalla crisi economica, guardare agli obiettivi e al percorso intrapreso dai movimenti sociali e politici sudamericani degli ultimi 30 anni, nati per reazione al progetto economico liberista basato sull’esclusione sociale adottato dalle dittature militari che si sono succedute in diversi Paesi del sub continente; di Alessandro Calaprice, vice presidente del Consiglio generale dei Pugliesi nel Mondo, che ha illustrato alcune iniziative della Regione tese allo sviluppo dei legami con i corregionali all’estero, che non vengono più considerati “una collettività da assistere, ma una risorsa ed un valore aggiunto per lo sviluppo della regione”; di Nicolas Moretti, fondatore del Corridoio produttivo-turistico-culturale di La Plata, che ha illustrato l’esperienza che ha animato l’organizzazione del seminario; Giuseppe Abbati, presidente dell’Aitef, che ha richiamato il governo a fare la sua parte nella valorizzazione degli italiani all’estero.

Da segnalare anche l’intervento di Silvana Mangione, vice segretario generale del Cgie per i Paesi anglofoni extra-europei, che ha spiegato finalità e impegno del Consiglio generale, in particolare nel dialogo con Governo e Parlamento per tutti i temi che riguardano direttamente i diritti dei connazionali all’estero. Rimarcando come l’internazionalizzazione passi in primo luogo dalla promozione della lingua e cultura italiane all’estero, anche e soprattutto presso le persone che non hanno legami e origini italiane, ma che subiscono il fascino di quella che il vice segretario rileva essere una progressiva “italianizzazione dei gusti”, viene ribadito l’impegno del Consiglio generale in tale azione, “in tutte le sue forme e con tutti gli strumenti possibili”. Strumenti su cui negli ultimi anni ha pesato un taglio di risorse considerevole, passate da 34 milioni di euro nel 2008 ai poco più di 9 milioni di euro attuali e dunque – fa notare Mangione – neppure lontanamente paragonabili alle somme spese da Paesi come la Francia, la Germania o la Spagna (in alcuni casi si arriva sino a circa 300 milioni di euro). A fronte di questo calo di risorse e pur scontando le limitazioni di un impianto normativo ormai datato, lo sforzo di questi ultimi anni si è andato focalizzando nel promuovere l’inserimento dei corsi nelle scuole locali, fornendo un piccolo contributo per la fase iniziale – precisa Mangione, – costruendo una rete di scuole bilingui o biculturali e ricorrendo sempre più spesso ai corsi online, come quelli realizzati da Icon, consorzio che riunisce 20 università, tra cui la Sapienza, e offre corsi di laurea e master. In fase di preparazione anche iniziative rivolte alle scuole medie superiori, ai bambini e agli adolescenti. (Viviana Pansa – Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform