direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Oggi a Roma l’evento “Venti anni di Uim. Venti anni con i lavoratori italiani nel mondo”

ASSOCIAZIONI

 

Una riflessione sul percorso sin qui compiuto dall’associazione promossa da Uil e Ital a fianco dei connazionali all’estero e sulle nuove strade da intraprendere a fronte di mutate necessità di vecchia e nuova emigrazione. Insieme al presidente Uim Mario Castellengo, al presidente Ital Gilberto De Santis e a dirigenti della Uil, gli interventi dei deputati Fabio Porta (ripartizione America meridionale) e Laura Garavini (Europa) e dei senatori Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Renato Turano (America settentrionale e centrale)

 

ROMA – Festeggiati questa mattina a Roma presso la sede dell’Unione Italiana del Lavoro i venti anni di attività dell’Unione Italiani nel Mondo, associazione collegata al sindacato e al patronato Ital e specificatamente dedicata a rispondere alle più diverse diverse istanze delle collettività italiane all’estero. Il sodalizio, presente oggi in 25 Paesi e diffuso anche in numerose regioni italiane, celebra questo importante anniversario promuovendo una riflessione utile ad inquadrare il percorso sin qui compiuto a fianco dei connazionali e a riflettere su nuovi percorsi da instaurare per venire incontro a mutate necessità di vecchia e nuova emigrazione; riflessione su cui pesa però l’ipotesi del taglio al fondo patronati – si parla di 48 milioni di euro – annunciato con la legge di stabilità in questi giorni all’esame del Senato. Dopo aver segnalato l’importate traguardo raggiunto dalla Uim è proprio contro il taglio ai patronati che si sofferma il presidente dell’Ital Gilberto De Santis, richiamando sulle difficoltà i parlamentari presenti – per la ripartizione Europa i deputati Laura Garavini e Alessio Tacconi, per l’America settentrionale e centrale la deputata Francesca La Marca e il senatore Renato Turano, per l’Africa, Asia, Oceania e Antartide il senatore Francesco Giacobbe e per l’America meridionale Fabio Porta, appena riconfermato alla presidenza del Comitato sugli italiani all’estero e la promozione del sistema Paese della Camera, – parlamentari che il presidente Ital si dice sicuro aiuteranno a ridurre o scongiurare il pericolo, perché “conoscono bene le esigenze dei connazionali residenti all’estero”. “I motivi ispiratori della Uim non sono venuti meno in questi 20 anni ma vanno riattualizzati – sostiene poi De Santis, segnalando come il mutare delle collettività e dei flussi migratori abbia determinato il presentarsi di nuove esigenze – sia per la vecchia che per la nuova emigrazione – cui il sodalizio vuole rispondere. Critiche vengono espresse anche sulle proposte ventilate dal presidente dell’Inps di intervento sulle pensioni pagate agli italiani all’estero (vedi http://comunicazioneinform.it/presentato-oggi-a-roma-il-rapporto-world-wide-inps-sulle-pensioni-erogate-allestero/), ricordando l’importanza delle rimesse da loro versate in patria e il loro ruolo di promotori del made in Italy. Molto critico con i tagli annunciati anche il presidente della Uim Mario Castellengo, che ritiene sia un errore in un momento di crisi tagliare sulle politiche di coloro che sostengono concretamente il Paese in tutto il mondo. Castellengo ritiene inoltre che la decurtazione non aiuti il risanamento dei conti pubblici e sia ingiusto a fronte della supplenza che i patronati svolgono – e che vengono sempre più chiamati a svolgere – nell’erogazione di servizi che l’Inps non riesce a garantire. “Noi diciamo basta e invitiamo a reagire, a mobilitarci affiché si comprenda anche in Italia la nostra importanza per il lavoro di servizio svolto a favore dei connazionali all’estero – afferma il presidente della Uim che ripercorre poi brevemente le vicende di questi 20 anni, segnalando il successo del sodalizio nel far fronte a istanze anche diverse dalle necessità assistenziali, previdenziali o burocratiche svolte da patronato e sindacato. Istanze non solo riconducibili al bisogno aggregativo o al ritrovamento di un senso di appartenenza ad una comunità nazionale, ma anche politiche in senso lato – Castellengo cita, per fare un esempio, l’impegno profuso per la sensibilizzazione relativa al voto all’estero – o scaturite da nuove dinamiche come quelle messe in moto dalla ripresa dell’emigrazione dall’Italia. Un impegno che è dunque in espansione – da poco è stato aperto un punto Uim a Tirana, ma non si tratta dalla sola nuova apertura prevista – e che ha reso la presenza “capillare sul territorio”, permettendo così un riconoscimento ed un protagonismo che sono stati premiati con il successo dei candidati Uim ottenuto – rileva ancora il presidente – nelle ultime elezioni dei Comites e del Cgie. “Non abbiamo paura del futuro, possiamo affrontare tutte le difficoltà – afferma il segretario generale della Uim Angelo Mattone, che ribadisce come la cultura del sodalizio sia quella solidaristica piuttosto che quella individualista promossa dal modello neoliberista, che oggi sembra invece favorito. Si sofferma poi sulle difficoltà, soprattutto occupazionali, che incontrano i giovani oggi nel nostro Paese, difficoltà che hanno determinato la ripresa dei flussi migratori che ora superano quelli di ingresso in Italia. “L’Italia è divenuta terra di passaggio perchè il nord est in particolare non è più in grado di assorbire manodopera – spiega Mattone, quantificando in “101 mila i connazionali emigrati nel 2014, il 40% dei quali giovani, il 55% lavoratori tra i 40 e 50 anni che hanno perso il lavoro in Italia” e ricordando anche il 5% rappresentato da pensionati che emigrano in Paesi in cui il potere d’acquisto delle pensioni possa mantenersi ad un livello accettabile. Ciò che il segretario generale imputa all’attuale esecutivo è l’assenza di confronto e dialogo con le parti sociali, mentre auspica che il sodalizio possa progredire nella “creazione di una rete tra intelligenze, rete e idee così da poter rendere migliore la vita dei connazionali in Italia e all’estero”.

Moderati dal consigliere dell’Ital Alberto Sera sono di seguito intervenuti alcuni dei parlamentari eletti all’estero presenti ai lavori. In primis Fabio Porta, che ha rilevato la capacità innovativa dimostrata dalla Uil con la promozione del sodalizio, ma anche rispetto alle politiche rivolte agli italiani all’estero. “La Uim infatti, sin dalla sua fondazione – ha rimarcato Porta – ha voluto unire immigrazione ed emigrazione, interconnessione che è divenuta anche motivo fondante delle nostre politiche”. “Questo è stato un ventennio speciale il cui frutto più significativo probabilmente è stato il voto all’estero e l’ingresso di parlamentari eletti dalle collettività al Parlamento italiano – ha proseguito l’esponente democratico, segnalando come, a quasi 10 anni di distanza dall’avvio di questa esperienza, sia opportuno avviare una riflessione proprio su tale presenza. Ha quindi segnalato come il presidente Renzi nel suo recente viaggio in Sud America e ora il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in visita in Brasile abbiano posto tra gli obiettivi prioritari delle loro missioni il ringraziamento delle collettività italiane presenti in loco per “aver tenuto alto il nome dell’Italia”, mostrando consapevolezza di come esse siano il principale asset di internazionalizzazione dell’Italia nel mondo. “Ora alle parole devono seguire i fatti – afferma Porta, rilevando “aperture importanti” già riscontrate e che lo inducono a credere che “i tagli sulle politiche destinate agli italiani all’estero ventilati nella legge di stabilità potranno essere eliminati, compreso – assicura – il taglio ai patronati”. Proprio per un confronto sui servizi a beneficio dei connazionali all’estero annuncia lo svolgimento di un convegno a Montecitorio il prossimo 30 novembre, un’iniziativa organizzata dal Comitato da lui stesso presieduto per indicare alcune operazioni a beneficio dei connazionali che potrebbero essere fatte “a costo zero”. Tra esse, cita la destinazione del contributo di 300 euro sulle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana all’estero a consolati e servizi consolari, una riforma dei patronati che preveda la realizzazione della convenzione con il Ministero degli Affari Esteri già indicata dalla legge loro riguardante del 2011 e che aiuterebbe efficienza ed efficacia dei servizi e la conclusione dell’iter del disegno di legge che prevede l’insegnamento della storia dell’emigrazione italiana nelle scuole per “un investimento sulla cultura e sulla cultura dell’integrazione rivolto alle giovani generazioni”.

Di seguito è intervenuta Laura Garavini che ha ringraziato i fondatori della Uim e rilevato l’importanza di un sodalizio che risponde “a domande che non solo solo burocratiche o amministrative, ma anche al bisogno di stare insieme, all’esigenza di informazione o all’impegno civile e sociale delle nostre collettività”. A proposito delle criticità già richiamate nel corso della mattinata, ha precisato come “il governo non ce l’abbia con i patronati”, poiché i tagli – già previsti e inseriti anche nella scorsa legge di stabilità, ricorda – “partono dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e rientrano nelle operazioni di spending review, che questo esecutivo, è vero, ritiene indispensabili”. La parlamentare democratica ricorda però come già l’anno scorso il taglio fosse stato ridimensionato dagli iniziali 150 milioni di euro previsti a circa 35 milioni di euro e si mostra ottimista su un nuovo “forte ridimensionamento” del taglio di risorse di cui oggi si discute. Auspica poi una “mobilitazione dei patronati” non solo sul capitolo risorse, ma per procedere ad una “riforma organica” degli istituti, riforma che il governo – ricorda – aveva inserito come delega nella legge di stabilità dell’anno scorso. Garavini manifesta anche l’iniziale sua preoccupazione per il taglio di 3 milioni di euro ipotizzato per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero: anche in questo caso si dice però “ottimista” dopo l’incontro recentemente avuto con il premier Renzi (vedi anche http://comunicazioneinform.it/poste-allattenzione-di-renzi-le-questioni-degli-italiani-allestero-nella-legge-di-stabilita/). Tiene poi a richiamare i risultati positivi conseguiti da questo esecutivo: il mantenimento della rappresentanza eletta nella circoscrizione Estero, almeno per quanto riguarda la Camera dei Deputati, il rinnovo di Comites e Cgie, l’abolizione dell’Imu per le case dei pensionati italiani all’estero: segnali importanti “anche se non dobbiamo sederci sugli allori – conclude Laura Garavini, richiamando le sfide ancora tutte da affrontare dell’ “emigrazione 4.0” e che riguardano le istanze di collettività profondamente mutate, dell’emigrazione giovanile e della mobilità, anche quella dei talenti. Mostra apprezzamento per il lavoro della Uim e dei patronati anche Francesco Giacobbe, che sottolinea come le politiche destinate ai connazionali all’estero subiscano ora una reimpostazione dovuta all’atteggiamento del governo che stanzia risorse “laddove esse vengono recepite come investimenti e non secondo logiche assistenziali o di sussidio”. Solo assumendo quest’ottica, è possibile a suo avviso pensare di incidere sulle politiche messe in campo. Il senatore si sofferma poi sulla ripresa dell’emigrazione giovanile, che “deve essere intesa oggi come mobilità, così da valorizzare i nostri giovani che si trovano all’estero”, “una mobilità che arricchisce – prosegue Giacobbe – ma pone anche nuovi e complessi problemi, di natura previdenziale per esempio, a fronte dei quali il ruolo e l’esperienza del patronato è molto importante”. Richiamate infine anche le nuove necessità di assistenza della “vecchia emigrazione”, cui occorre rispondere, affiancando a questa attenzione anche quella di tipo documentale, “che raccolga le storie dei singoli per trasmetterle alle giovani generazioni”.

Infine, Renato Turano, componente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, richiama l’importanza dello “spirito di volontariato” che anima spesso gli operatori di patronato e tutti coloro che sono impegnati nel sociale. Spiega come anche in Senato sia in corso un impegno per limitare la portata dei tagli sopra richiamati e ricorda i diversi fronti aperti dell’attività del Comitato. Tra essi, l’indagine conoscitiva sull’attività dei patronati, quella sulla promozione di lingua e cultura italiane all’estero e l’impegno per il disegno di legge che prevede la possibilità del riacquisto della cittadinanza italiana da parte di emigrati o discendenti di emigrati italiani all’estero che l’hanno perduta – e su cui si attende in ultimo il parere della Commissione Bilancio. Si sofferma infine sull’importanza di promuovere l’associazionismo delle giovani generazioni di italiani all’estero.

Di seguito interviene Giuseppe Conte, direttore Convenzioni internazionali e comunitarie dell’Inps, che si sofferma sui risultati del Rapporto sulle pensioni erogate all’estero presentato nel mese di settembre e già richiamato. Spiega come la direzione generale di cui è a capo sia stata da poco istituita alla luce dell’impatto che i flussi migratori hanno sulla nostra società e che richiedono un maggior approfondimento e attenzione (questo il motivo della realizzazione del Rapporto). Ricorda come l’Inps eroghi circa 400 mila pensioni all’estero, per oltre 1 miliardo di euro, e come il numero di queste ultime sia diminuito in questi ultimi anni, sia per un’azione più incisiva di controllo (la certificazione di esistenza in vita ha determinato la sospensione di 24 mila trattamenti negli ultimi 3 anni) sia per l’invecchiamento della popolazione di più antica emigrazione (l’età media dei pensionati italiani all’estero è molto alta, specie nei Paesi del Sud America, e i nuovi flussi ancora sono lontani dalla pensione). I fenomeni migratori che hanno coinvolto negli ultimi anni l’Italia (l’importante afflusso di immigrati) – segnala Conte – producono e produrranno un aumento delle erogazioni in aree come l’Africa o l’Asia, mente oggi è ancora l’Europa la protagonista, seguita da Nord America e Oceania. Richiamato anche il fenomeno dell’emigrazione dei pensionati italiani verso l’estero, specie in Europa (Svizzera, Germania, Francia, Spagna, probabilmente a seguito di familiari, ma anche in Paesi dell’est Europa).

Il segretario generale della Uil Pensionati, Romano Bellissima, ha ribadito poi come la nascita della Uim fu “una felice intuizione in un momento di forti cambiamenti innescati dalla globalizzazione, in cui si apriva un mondo nuovo ma anche la mobilità dei cittadini”. “Gli Stati invece non si sono evoluti con la stessa velocità – prosegue Bellissima, segnalando come il patronato e le associazioni di prossimità siano divenute molto importanti a fronte di “ambasciate che sono rimaste strutture burocratiche poco rispondenti alle esigenze dei cittadini”. “La Uim ha inventato un modo per avvicinare le persone e far sentire gli emigrati parte di una comunità e questo è un fatto molto importante – afferma il segretario Uilp, che torna poi sull’erosione del potere d’acquisto subita dalle pensioni in Italia, rilevando come per anni l’Italia abbia contato sulle rimesse degli emigrati, un fatto che a suo avviso renderebbe intollerabile un eventuale intervento su pensionati che oggi risiedono o decidono di emigrare all’estero. “Comprendiamo la crisi del Paese, ma si tagliano risorse sempre dalla stessa parte e ciò è contrario all’equità sociale ed ai principi della nostra stessa Costituzione che prescrivono la progressività del contributo al benessere sociale – afferma Bellissima, che auspica si possa aprire un confronto reale su questi temi. Un confronto che può avvenire – rileva – solo se viene promossa e consentita la partecipazione dei corpi intermedi alla vita democratica del Paese, “una democrazia di miglior qualità, dove anche i pensionati possano dire la loro”. (Viviana Pansa – Inform)

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