COMMISSIONE EUROPEA
Da “Le 12 Stelle”, newsletter della Rappresentanza a Milano
MILANO – I segnali della ripresa economica si fanno sempre più concreti, ma l’Europa potrà dirsi uscita dalla crisi solamente quando ci sarà un aumento dell’occupazione. È la disoccupazione infatti la sfida principale che i governi e le istituzioni dell’Unione europea devono affrontare. Vorrei ricordare qui due elementi specifici della strategia europea nella lotta contro la disoccupazione.
Il primo strumento della Garanzia Giovani, il piano europeo contro la disoccupazione giovanile. L’Italia ha attivato la Garanzia Giovani dal 1 maggio 2014. Il piano Garanzia Giovani, così come attuato dall’Italia, è riservato ai giovani tra i 25 e 29 anni residenti in Italia non impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un corso scolastico formativo.
Grazie al piano Garanzia Giovani, si può usufruire delle opportunità di orientamento e formazione al lavoro. Il piano italiano è articolato su base regionale e prevede che servizi regionali per l’impiego concordino con i partecipanti un percorso specializzato per l’inserimento lavorativo o per la formazione professionale.Il secondo elemento è la possibilità di sfruttare il mercato unico europeo, in particolare la libertà di poter vivere e lavorare su tutto il territorio dell’Unione europea. Per facilitare la creazione di un mercato del lavoro europeo, la Commissione ha di recente lanciato l’iniziativa del Passaporto europeo delle competenze per la ricettività. Si tratta di uno strumento sviluppato per agevolare i contatti tra coloro che cercano lavoro e i datori di lavoro nel settore ricettivo e turistico in Europa.
Il Passaporto consente ai lavoratori e ai datori di lavoro di ovviare alle barriere linguistiche e di mettere a confronto le competenze dei lavoratori di tutta Europa nel settore della ricettività, al fine di agevolare l’assunzione transfrontaliera e la mobilità all’interno dell’Unione.
L’iniziativa è uno dei risultati del dialogo sociale tra le organizzazioni dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro nel settore del turismo e dell’accoglienza, che hanno collaborato con la Commissione per la realizzazione del passaporto. Tra i partner anche l’associazione europea di rappresentanza di alberghi, ristoranti, bar e strutture affini (HOTREC) e la Federazione europea dell’alimentare, agricoltura e turismo (EFFAT).
Nel Passaporto delle competenze i lavoratori possono registrare in un formato di facile accesso le abilità e competenze acquisite nel corso dell’istruzione, della formazione e dell’esperienza lavorativa. I dati registrati sono immessi in una banca dati, ai quali i datori di lavoro possono accedere per cercare personale. I risultati della ricerca sono disponibili in qualsiasi lingua europea. Il Passaporto integra quindi il tradizionale curriculum vitae e consente ai datori di lavoro di individuare i candidati competenti di cui hanno bisogno indipendentemente dalla lingua, tramite un formulario standard uguale in tutta Europa. Questo strumento agevola quindi un migliore incontro tra offerta e domanda sul mercato del lavoro della ricettività.
Ospitato dal Portale europeo della mobilità professionale Eures il Passaporto delle competenze è già disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE. Questo strumento è solo il primo di una serie di passaporti europei, che aiuteranno la mobilità e quindi la crescita economica di altri settori. La Commissione è impegnata a sostenere la mobilità sul mercato del lavoro europeo, quale fattore di incoraggiamento per l’occupazione, continuando a collaborare con i propri partner.
Questa iniziativa è tanto più importante perché coinvolge il settore del turismo e della ricettività, che sono di estrema importanza nell’Unione europea, meta che attira ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo. Si tratta quindi di un settore strategico da dove partire per rilanciare l’occupazione in Europa e in Italia.(Francesco Laera*-Le 12 Stelle/Inform)
*Rappresentanza a Milano della Commissione Europea