direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Nuovo Paese” della Filef Australia, editoriale di Frank Barbaro sul nuovo numero del mensile

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

 

 

ADELAIDE – Mentre il mondo del business e della finanza si lamenta per il quasi totale rallentamento della crescita economica, si ignora la crescita più importante ed indicativa – quella della disuguaglianza.

Povertà e disuguaglianza non sono né inevitabili né casuali: sono piuttosto la conseguenza di precise scelte politiche e le regole che hanno portato all’attuale esplosione della disuguaglianza devono cambiare.

L’esplosione della disuguaglianza frena la lotta alla povertà in un mondo dove oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno, e 1 su 9 non ha nemmeno abbastanza da mangiare.

I rapporti presentati quest’anno da diversi istituti di ricerca, hanno evidenziato la cruda realtà della disuguaglianza sociale nel mondo.

Nella zona Ocse — l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 34 paesi — il 10% dei più ricchi ha un reddito 9,6 volte superiore a quello del 10% dei più poveri. La proporzione era di 7,1 volte negli anni ’80 e di 9,1 volte negli anni 2000.

Nel suo rapporto, Wealth: Having It All and Wanting More, Oxfam, la confederazione internazionale (composta da 17 organizzazioni di diversi paesi) attiva sul fronte umanitario e su quello dello sviluppo, notava che la ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale, i “paperoni” del pianeta, supererà nel 2016 quella del restante 99% degli abitanti..

Oggi la povertà colpisce anche chi ha un lavoro e i ceti popolari e medi stanno ancora pagando il prezzo della crisi determinata da un modello economico insostenibile sul piano sociale e ambientale, al servizio di una finanza criminogena e fuori dal controllo democratico.

E’ per quello che la lotta alle diseguaglianze deve rappresentare una priorità per i governi che per rendere sana l’economia devono investire sulle politiche sociali e sul sostegno al reddito. (Frank Barbaro-Nuovo Paese/Inform) 

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