PARLAMENTARI ELETTI ALL’ESTERO
I parlamentari della circoscrizione Estero : “Pronti con spirito costruttivo a stimolare, a suggerire, a concorrere al miglior esito delle azioni da mettere in campo per gli italiani all’estero, ma anche a giudicare e a levare con fermezza una voce critica quando i loro interessi lo richiedano”
ROMA – “Il voto contrario al governo Lega-5Stelle, che abbiamo manifestato al Senato e che ci accingiamo a confermare alla Camera, al di là di qualsiasi pregiudizio politico si lega ai motivi profondi di cui ci sentiamo portatori come espressione del mondo dell’emigrazione e della nuova italianità nel contesto globale. Di questi valori di apertura internazionale, di rafforzamento dell’immagine e del ruolo dell’Italia, di incontro tra popoli e culture diverse, di governance degli strutturali processi di migrazione, di promozione del Sistema Paese nel mondo, di interculturalità e di solidarietà umana non esistono tracce visibili nel contratto di governo né nel discorso programmatico del presidente Conte”. Così Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro, parlamentari del Partito Democratico eletti nella circoscrizione Estero, motivano il ‘no’ della loro forza politica alla fiducia al nuovo esecutivo.
Per i parlamentari della circoscrizione Estero il discorso pronunciato da Conte “si risolve in un lungo elenco di generiche intenzioni e di slogan verniciati di nuovismo, per nessuno dei quali è indicato un qualche elemento di compatibilità finanziaria e di gradualità operativa”.
“L’idea di Paese che ne esce è quella – dicono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro – di una società dominata da preoccupazioni assistenzialistiche, pronta a interpretare i vincoli europei in termini conflittuali e polemici, senza alcuna visione multilaterale, inconsapevole delle reti di promozione che pure possiede nel mondo sul piano linguistico-culturale, imprenditoriale e professionale, commerciale, grazie anche alle decine di milioni di persone d’origine”, I parlamentari del Pd criticano inoltre il fatto che nel discorso del premier gli italiani all’estero siano stati evocati in relazione a possibili brogli per la votazione della circoscrizione Estero, e questo nonostante la positiva esperienza di partecipazione democratica realizzata con la circoscrizione Estero
“Governare – concludono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro – significa programmare, fare, realizzare. Gli italiani all’estero in questi anni sono stati destinatari di scelte, politiche, azioni di governo consolidate nel tempo. Vedremo, al di là delle parole di autolegittimazione e di autoconsolazione, quali saranno le proposte e i fatti. Pronti con spirito costruttivo a stimolare, a suggerire, a concorrere al miglior esito delle azioni da mettere in campo, ma anche a giudicare e a levare con fermezza una voce critica quando gli interessi degli italiani all’estero lo richiedano”. (Inform)