ESTERI
NEW YORK – “Secondo il Global Peace Index 2024, nel mondo sono in corso 56 conflitti armati, il numero più elevato dalla Seconda Guerra Mondiale. Viviamo cioè in un mondo profondamente diverso da quello in cui sono nate le Nazioni Unite”, ha esordito il Premier Giorgia Meloni intervenendo all’80esima Assemblea Generale dell’ONU. Il Premier dopo aver evidenziato che Pace, dialogo e diplomazia sembrano non riuscire più a convincere e a vincere, ha ricordato il pensiero di Papa Francesco quando parlò di “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”. Meloni ha poi rievocato, tra i principali conflitti in corso, quello tra Russia e Ucraina cominciato ufficialmente nel febbraio 2022. In proposito il Premier ha evidenziato come la Russia “ancora oggi non si mostri disponibile ad accogliere seriamente alcun invito a sedersi al tavolo della pace”, ha aggiunto Meloni portando poi il discorso sull’altro conflitto: quello in Medio Oriente con gli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza cominciati all’indomani dell’attacco contri i civili da parte di Hamas del 7 ottobre 2023. “Ma la reazione a una aggressione – ha rilevato il Presidente del Consiglio- deve sempre rispettare il principio di proporzionalità. Vale per gli individui, e vale a maggior ragione per gli Stati. E Israele ha superato quel limite, con una guerra su larga scala che sta coinvolgendo oltre misura la popolazione civile palestinese”, ha proseguito Meloni annunciando il voto favorevole dell’Italia su alcune delle sanzioni proposte dalla Commissione europea verso Israele. Al contempo il Premier ha sottolineato come Hamas, che ha scatenato la guerra, dovrebbe liberare subito tutti gli ostaggi. Meloni ha poi ricordato l’impegno dell’Italia nel prendersi cura di molti bambini gravemente feriti provenienti da Gaza. Allo stesso tempo ha parlato del necessario impegno della comunità internazionale nella gestione della fase successiva al cessate il fuoco, fino alla realizzazione della prospettiva dei due Stati. “Abbiamo sottoscritto la Dichiarazione di New York sulla soluzione dei due Stati. È la storica posizione dell’Italia sulla questione palestinese, una posizione che non è mai cambiata”, ha precisato Meloni secondo la quale il riconoscimento della Palestina deve avere due precondizioni irrinunciabili: il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e la rinuncia da parte di Hamas ad avere qualsiasi ruolo nel governo della Palestina. Il Presidente del Consiglio ha poi auspicato una riforma profonda delle Nazioni Unite. “Una riforma non ideologica, ma pragmatica e realista, che rispetti la sovranità delle Nazioni e apra a soluzioni condivise. “Abbiamo bisogno di un’istituzione agile, efficiente, in grado di rispondere velocemente alle crisi”, ha spiegato Meloni menzionando quattro principi fondamentali per una riforma efficace: eguaglianza, democraticità, rappresentatività e responsabilità. “La comunità internazionale deve unirsi nel contrastare il fenomeno del traffico di esseri umani”, ha aggiunto il Premier sottolineando anche la necessità di tutelare la libertà religiosa nel mondo. (Inform)