direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nell’aula di Montecitorio l’informativa urgente del Governo sui gravi attentati a Parigi

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Gentiloni “Ci sentiamo colpiti insieme ai nostri fratelli francesi, reagiremo uniti, reagiremo insieme. Gli italiani ci chiedono di difendere la nostra sicurezza senza rinunciare alla nostra libertà”

Alfano “L’impegno dei singoli Paesi è insufficiente rispetto alla minaccia globale del terrorismo, vi è la necessità di acquisire informazioni nella maniera più circolare possibile”

 

ROMA – “La prima cosa che credo il Governo debba dire in questa Aula è che ci sentiamo colpiti insieme ai nostri fratelli francesi e reagiremo uniti, reagiremo insieme”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso dell’informativa urgente, a nome del Governo, in relazione ai gravi attentati che hanno colpito la capitale francese il 13 novembre scorso. “Tra i tanti morti e feriti – ha ricordato Gentiloni – anche Valeria Solesin, una donna italiana esemplare, che ricordiamo stasera abbracciando anche i suoi genitori, che hanno dato un buon esempio di umanità in questi giorni, e i suoi cari. Di questa terribile tragedia – ha proseguito il ministro – due cose credo siano molto chiare, la prima è che si tratta di un attacco di un livello senza precedenti per numero di terroristi coinvolti, per il loro coordinamento, per la ferocia nel colpire obiettivi comuni, per l’uso di cinture esplosive. L’altra cosa molto chiara è che la responsabilità cade sul terrorismo fondamentalista islamico. Un terrorismo che, dall’estate dello scorso anno con la sfida del Daesh è diventato molto più pericoloso. Pericoloso perché oggi controlla un territorio abbastanza vasto, ha ingenti risorse finanziarie, è in grado di attirare tra i 25 ed i 30 mila combattenti stranieri dall’esterno, anche se gli italiani sono meno di un centinaio. È dunque una sfida nuova per la sua violenza e per la sua pericolosità e a questa sfida il Governo e il Parlamento devono reagire innanzitutto intensificando il lavoro per proteggere la vita e la sicurezza degli italiani, questa è oggi la principale preoccupazione diffusa tra i nostri concittadini ed è il principale impegno del Governo”.

Per Gentiloni inoltre al fine di fronteggiare questa minaccia “bisogna combattere a livello internazionale il terrorismo con l’obiettivo di distruggere la sua capacità di controllare il territorio e di estirpare la sua capacità di attrazione. … L’Italia in questo contesto – ha poi ricordato Gentiloni dopo aver evidenziato l’importante ruolo politico svolto dalla Russia in questo ambito – fa la sua parte ed è una parte importante nella coalizione anti Daesh. Siamo da sempre nella coalizione politico-militare che combatte Daesh, facciamo parte del gruppo di coordinamento di 22 Paesi che ne coordina l’attività, le nostre forze armate sono presenti con 280 unità in Iraq, di cui 200 lavorano per l’addestramento in Kurdistan di quei peshmerga che hanno liberato qualche giorno fa la città di Sinjar. Ricordiamo il ruolo dei peshmerga e ricordiamo anche con orgoglio il fatto che l’Italia è la leading nation in questo momento nell’addestramento militare alle forze curde perché credo che sia molto importante in quello che sta succedendo nella zona Infine, il nostro Paese svolge un ruolo molto apprezzato nell’addestramento della polizia irachena per il quale operano a Baghdad circa 100 formatori dei nostri carabinieri. Facciamo molto dunque, ma credo che , sull’onda di quello che è successo venerdì notte a Parigi, dobbiamo fare di più… reagendo uniti assieme alla Francia”.

“Per la Siria – ha proseguito Gentiloni – noi diciamo due cose molto semplici: la prima è che serve una transizione politica per allontanare il dittatore Assad, il responsabile della più drammatica crisi umanitaria degli ultimi anni senza che il vuoto che si crea venga riempito da Daesh o da Al Nusra; la seconda, è che i russi possono essere fondamentali nel contribuire a questa soluzione e a questa transizione politica”

“Questa sfida al terrorismo – ha concluso Gentiloni – la vinceremo se la condurremo da italiani, da europei, da occidentali, se, voglio dire, continueremo ad essere noi stessi. Loro vogliono distruggere le nostre libertà, la nostra cultura, le fedi religiose diverse dalla loro, il ruolo delle donne; sono esattamente i valori che noi, invece, vogliamo difendere e combatteremo per difenderli Combatteremo non dichiarando guerra all’Islam e cercheremo di farlo con la maggioranza delle comunità islamiche che vivono nei nostri Paesi. Gli italiani ci chiedono di difendere la nostra sicurezza senza rinunciare alla nostra libertà e al nostro modo di vivere”.

Ha poi preso la parola il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “I fatti di Parigi – ha esordito Alfano – ci dicono che nessun Paese può considerarsi al sicuro da un attacco terroristico. Non esiste un rischio zero ma si possono ridurre l’impatto e la dimensione”. Alfano ha poi segnalato come con una circolare ai prefetti sia stata disposta l’immediata elevazione al livello 2 del grado di allerta, che non corrisponde a iniziative specifiche per un attacco terroristico diretto, ma all’innalzamento dell’attività di prevenzione al massimo grado, con l’intensificazione dei controlli negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e la messa in guardia delle Forze speciali di Polizia, il Nucleo operativo centrale di sicurezza (Nocs) della Polizia di Stato ed il Gruppo di intervento speciale (Gis) dei Carabinieri.

Alfano ha inoltre rilevato come l’impegno dei singoli Paesi sia insufficiente rispetto alla minaccia globale e vi sia la necessità nel contesto della prevenzione terroristica di acquisire informazioni fra le varie nazioni in maniera più circolare possibile. “Il fatto nuovo – ha precisato il ministro – sta nella apparente casualità degli obiettivi scelti, non più obiettivi sensibili, simboli anche culturali come nel caso di Charlie Hebdo, ma una molteplicità di soft target: luoghi di aggregazione come teatri, stadi e ristoranti”.

Alfano ha anche sottolineato come a meno di un mese dall’inizio del Giubileo l’azione di prevenzione da attacchi terroristici sia concentrata soprattutto su questo evento. “A Roma – ha poi precisato il ministro – ci sono circa 24 mila unità delle Forze di Polizia in servizio, 11.694 uomini della Polizia, 7438 Carabinieri e 4897 unità della Guardia di Finanza . Adesso si stanno avviando le operazioni di dispiegamento immediato di altri 700 militari, che si sommeranno ai 1.300 dell’operazione ‘Strade sicure’, e che saranno utilizzati per il presidio dei posti fissi, degli obiettivi sensibili e quindi permetteranno di ‘liberare’ gli uomini delle Forze di Polizia per le operazioni di investigazione e del controllo del territorio. Nuove assunzioni, circa 2500 uomini tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, saranno fatte dal prossimo mese di giugno”.

Alfano ha inoltre parlato dell’intensificazione delle misure di sicurezza per Piazza San Pietro dove l’afflusso dei fedeli sarà possibile attraverso varchi controllati da metal detector e l’area verrà sorvegliata dall’alto da droni, e sarà prevista l’interdizione di sorvolo durante le celebrazioni dell’Anno Santo.

Alfano si è anche soffermato sui dati relativi all’attività antiterrorismo messa in campo dal 1° gennaio 2015. Sono state controllate, ha precisato il ministro, “ 56.426 persone, sono stati effettuate 540 perquisizioni a soggetti ritenuti pericolosi, 8000 i veicoli controllati e più di 160 navi. Sono 147 le persone arrestate, 325 gli indagati e 55 persone espulse o rimpatriate”.Anche Alfano ha ricordato Valeria Solesin, la giovane italiana rimasta uccisa nella capitale francese. (Inform)  

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