CAMERA DEI DEPUTATI
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ROMA – Nell’Aula di Montecitorio si è tenuta l’informativa urgente del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’azione di Governo. “Considero importante il confronto con le Camere a seguito dell’esito referendario confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia e, chiaramente, in un contesto sempre più delicato a livello internazionale”, ha esordito Meloni . “Rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o con le nostre aspettative”, ha aggiunto il Premier esprimendo rammarico per quella che ha definito come “occasione persa di modernizzare l’Italia” e sottolineando la necessità di una “riforma della giustizia”. Meloni ha quindi espresso l’auspicio che il cantiere di quella riforma non venga abbandonato, “perché i problemi sul tappeto rimangono e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, possibilmente in un clima di collaborazione”. “Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il Governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze delle crisi internazionali e per mettere a terra altri provvedimenti”, ha aggiunto il Premier entrando nel merito dello scenario attuale e di quello dei prossimi mesi. “Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo”, ha proseguito Meloni ricordando di aver chiesto nei giorni scorsi le dimissioni di alcuni membri del Governo rivolgendosi al contempo alle opposizioni. “Vi sfido a un dibattito nel merito, nel merito della crisi internazionale, nel merito dei rischi per l’approvvigionamento energetico, nel merito di un’Europa che non riesce a recuperare una rilevanza reale, nel merito di come mettere l’economia al riparo in un mondo sempre più caotico, nel merito delle risorse, dove prenderle e dove metterle”, ha affermato il Premier . Meloni poi illustrato i punti sui quali l’Italia si sta orientando sullo scacchiere internazionale: “Cessazione permanente delle ostilità, cessazione degli attacchi verso i Paesi del Golfo, cessazione delle operazioni militari in Libano, rinuncia dell’Iran al proprio programma nucleare e alla costante minaccia nei confronti dei vicini regionali e oltre, pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore. Questo – ha precisato il Presidente del Consiglio – rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo, perché se l’Iran dovesse riuscire a ottenere la facoltà di applicare extra-dazi ai transiti nello Stretto, questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche e di orientamento dei flussi commerciali al momento imponderabili. È quindi interesse prioritario dell’Italia e dei suoi partner europei e occidentali che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia”. “La storia bussa e l’Europa è chiamata a non fallire questo banco di prova e per farlo deve saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici. È in questa ottica che va visto il nostro impegno incessante a Bruxelles per il sostegno alla competitività, per la semplificazione burocratica, per una transizione verde che sia realistica, per un’autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze e per una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani”, ha sottolineato Meloni definendo ciò che chiamiamo Occidente come un qualcosa che si poggia su due gambe: “la gamba europea e la gamba nordamericana”. “Se le due gambe non si muovono nella stessa direzione, l’Occidente è destinato alla paralisi e, in ultima analisi, all’irrilevanza. Continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente, argomento che sostengo con forza fin da quando alla Casa Bianca sedeva ben altra amministrazione”, ha precisato il Premier . “Siamo testardamente occidentali, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo e perché senza quella unità noi saremmo più deboli. Ovviamente, per stare insieme, bisogna volerlo in due ed è per questo che nel rapporto con gli Stati Uniti dobbiamo essere chiari, lavorare per tenere insieme le due sponde dell’Atlantico e lavorare per rafforzare la NATO”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio che, sul fronte mediorientale, ha parlato di una linea politica indirizzata al principio “franchezza con i partner quando non condividiamo le loro azioni, vicinanza e sostegno ai partner sotto attacco”. Sul rischio di shock energetico, Meloni ha spiegato che è preciso dovere del Presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare alle imprese e ai cittadini energia sufficiente e a prezzi il più possibile contenuti. “Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante. Lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo antispeculazione che sta funzionando”, ha sottolineato il Premier, anticipando che, se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, bisognerà porsi il tema di una risposta europea sulla questione energetica. Sugli aspetti di politica interna, Meloni ha sostenuto la necessità di continuare l’azione del Governo verso la qualità del lavoro, in particolare per i lavoratori più fragili. “Molto ci siamo occupati dei salari in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare”, ha precisato il Premier ricordando il taglio del cuneo fiscale, la riduzione dell’IRPEF e delle tasse sui premi di produttività, l’innalzamento della soglia del regime forfettario per i lavoratori autonomi, l’aumento delle pensioni minime e la riforma fiscale. Tornando all’Europa, Meloni ha ricordato che, nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo, è stato ottenuto che venisse inserita la possibilità per gli Stati membri di adottare misure nazionali urgenti in grado di mitigare il prezzo dell’energia nel breve termine, ETS compreso. “E tutto ciò in attesa di una revisione organica di questo strumento, per ridurne strutturalmente la volatilità e l’impatto sui prezzi dell’energia”, ha precisato il Presidente del Consiglio esprimendo poi soddisfazione per quello che considera come un cambio di approccio dell’intera Europa al governo dei flussi migratori. (Inform)