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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nell’Aula di Montecitorio il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulle criticità connesse all’applicazione delle nuove regole in materia di ingresso di cittadini italiani ed europei nel Regno Unito

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Il Ministro risponde ad un’interrogazione di Massimo Ungaro (Italia Viva, ripartizione Europa) che segnalavano casi di connazionali trattenuti ed espulsi perché arrivati in Uk senza visto lavorativo

(fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha risposto alla Camera dei deputati all’interrogazione di Marco Di Maio (Italia Viva) e Massimo Ungaro (Italia Viva, ripartizione Europa) relativa ad iniziative per le criticità connesse all’applicazione delle nuove regole in materia di ingresso di cittadini italiani ed europei nel Regno Unito.

Nell’interrogazione – illustrata in Aula da Marco Di Maio – si segnalavano in particolare casi di connazionali fermati al loro arrivo nel Regno Unito, perché sprovvisti di visto lavorativo, e trattenuti per poi essere rimpatriati in Italia. Si sottolineava quindi come tali misure non sembrassero conformi all’Accordo di recesso siglato con la Brexit, né in linea con le relazioni di buon vicinato richiamate nell’Accordo sugli scambi commerciali e sulla cooperazione attualmente in vigore. Al Governo italiano si chiedeva perciò “quali iniziative intenda adottare nei confronti del Governo del Regno Unito affinché vengano rispettati i diritti dei cittadini italiani ed appartenenti ai Paesi dell’Unione europea e se, in tale contesto, non sia il caso di prevedere campagne informative adeguate, al fine di informare i cittadini italiani ed europei sulle nuove regole in tema di visti di accesso”.

Il ministro Di Maio ha ricordato che, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue e terminato il periodo di transizione, dal 1° gennaio 2021 “non si applicano più nel Paese le norme europee sulla libera circolazione delle persone, e i cittadini dell’Unione devono pertanto ottenere il visto, prima di fare ingresso nel Regno Unito, per motivi di studio e lavoro e per soggiorni superiori a 180 giorni”.

“Recentemente – segnala Di Maio – si sono verificati circa 30 casi di cittadini europei, non solo italiani, cui le autorità di frontiera britanniche hanno negato l’ingresso per mancanza del visto. Gli interessati sono stati trattenuti in appositi centri in attesa del rimpatrio, che, in alcuni casi, è avvenuto dopo alcuni giorni, a causa della scarsità di voli, con conseguente preoccupazione dei familiari, verso cui va tutta la mia comprensione”. “Tra questi casi, 12 hanno riguardato nostri connazionali. Tutti – sottolinea il Ministro – sono stati prontamente assistiti dal Consolato generale d’Italia a Londra, che ha interloquito con gli interessati, le loro famiglie e le autorità di frontiera britanniche per accertare, caso per caso, la corretta valutazione della situazione”. “La nostra Ambasciata a Londra è intervenuta formalmente, con nota verbale e con contatti diretti con il Ministero dell’Interno britannico, per chiedere chiarimenti ed esprimere preoccupazione per il trattamento sproporzionato riservato ai nostri connazionali. Abbiamo anche rappresentato alle autorità britanniche l’opportunità di rafforzare le campagne informative sulla normativa migratoria in vigore dal 1° gennaio 2021 – segnala Di Maio, annunciando anche che il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova sarà in settimana a Londra per affrontare la questione.

Inoltre, “la delegazione dell’Unione Europea a Londra, anche su nostro impulso, è intervenuta presso le autorità britanniche per richiedere un più stretto raccordo fra i cittadini europei interessati e i rispettivi uffici consolari, limitare i tempi di trattenimento e garantire un trattamento adeguato ai fermati. Le autorità britanniche – fa sapere il Ministro – si sono impegnate a facilitare l’esercizio dell’assistenza consolare, a favore dei cittadini europei fermati alla frontiera senza visto, e a considerare la possibilità che, in futuri casi analoghi, possano entrare, su cauzione, in territorio britannico fino all’orario del volo di rimpatrio”.

Di Maio ricorda infine che “la rete diplomatico-consolare italiana nel Regno Unito è impegnata da tempo in una capillare campagna di informazione sulla nuova normativa per l’ingresso nel Paese dopo la Brexit, anche attraverso il sito www.viaggiaresicuri.it”. “La campagna – conclude – è stata recentemente intensificata e rilanciata sui social media, in vista della possibile ripresa dei viaggi internazionali a seguito dell’alleggerimento delle restrizioni agli spostamenti”.

In sede di replica, Ungaro ribadisce come quanto avvenuto ai connazionali sia una misura “sproporzionata da parte di Londra, che cozza con gli accordi di recesso e di cooperazione futura, sanciti tra l’Unione Europea e il Regno Unito” e non giova ai rapporti tra le due parti. Per questo ritiene sia necessario chiedere chiarimenti al primo ministro inglese Boris Johnson. Ungaro segnala inoltre che seppure la Brexit sia stata “un divorzio doloroso, ma legittimo”, il dinamismo dell’economia e dell’società britannica molto debba al “contributo di tanti cittadini, tanti lavoratori, stranieri, europei e italiani”, i cui diritti vanno “assolutamente difesi”. (Inform)

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