STATI UNITI
Da “La Gente d’Italia”
Si trova a una cinquantina di chilometri a nord di Austin, nel Texas. La storia di questa cittadina, che oggi ha poco più di mille abitanti, comincia attorno al 1850, era chiamata Brooksville, ma poi nel 1857 divenne Florence, cioè Firenze, quando su quella terra arrivò il primo ufficio postale. Perchè Firenze? Non c’è certezza sull’origine del nome, potrebbe essere stata chiamata così perché il primo direttore dell’ufficio postale arrivava da un’altra Florence, in Alabama, oppure potrebbe riferirsi a Florence Brooks, la figlia del primo commerciante della cittadina. Prima l’allevamento del bestiame, quando anche la coltivazione del grano e del cotone rappresentavano un punto importante per l’economia della zona. Già nel 1890 Florence aveva negozi, chiese, scuole alberghi e anche mulini, una banca e un caseificio. Cinque sono stati i giornali della città, il primo Florence Flower, il più recente Florentine e se attorno al 1990 la popolazione era di 829 abitanti, a cavallo del 2000 è tornata a superare quota mille. Ma cos’è che caratterizza Florence? Si chiama The Vineyard at Florence e una volta arrivati sembra di immergersi improvvisamente in un antico borgo italiano, anzi toscano. È stato creato da due donne, Kris Davis e Kambrah Garland, amiche per tanti anni che a un certo punto hanno pensato, assieme, di inseguire e raggiungere il sogno della loro vita, aprire una azienda vinicola. E il progetto è nato mentre degustavano un bicchiere di vino proprio in Toscana. Così, dopo aver contattato un celebre enologo texano, Dan Gatlin, qualche anno dopo quel bicchiere di vino toscano, ecco che è nata The Vineyard at Florence. E da quella idea un po’ bizzarra almeno per due donne, da quando il sogno si è trasformato in realtà, sono cominciati a nascere anche alcuni dei migliori vini del Texas.
Se negli Stati Uniti è la California lo stato del vino per eccellenza, non si devono nemmeno dimenticare buona parte degli altri 49 stati. Vigneti ci sono un po’ dappertutto, dalla Virginia fino al Texas e qui ecco questo angolo di Toscana creato, e non poteva essere altrimenti, a Florence. The Vineyard infatti è molto di più di una azienda vinicola e un vigneto non troppo lontani da Austin, la capitale dello stato. Una volta arrivati l’inizio è Forte, con la effe maiuscola, l’etichetta più importante nella produzione di The Vineyard. Si tratta infatti di un rosso che, con nome italiano, è realizzato con le uve spagnole, poi ancora si può sorseggiare Galileo, altra qualità realizzata con le stesse uve. Poi, sempre ricordando l’origine italiana dell’idea delle due amiche americane, ecco Aurelia, il bianco più celebre della azienda vinicola texana. Ma oltre alla qualità dei vini, davvero di alta categoria, che si possono degustare da The Vineyard è l’atmosfera, l’aria, oltre all’aroma, che si possono respirare che rendono questo angolo del Texas un posto unico. Talmente speciale che è diventato anche una meta per chi vuole sposarsi, qui si possono fare ricevimenti per decine di persone attorniati da una natura eccezionale che è raffigurata dalle uve che vengono coltivate. Edifici all’esterno caratterizzati dai mattoni italiani, una ‘cartolina’ che sembra arrivata da qualche parte della Toscana, poi una volta entrati negli edifici che costituiscono il nucleo di The Vineyard c’è anche il lusso oltre a una straordinaria ospitalità. Un comfort senza eguali, qui si possono passare giornate come se si fosse fuori e lontano dal tempo. Un luogo bellissimo che prende cadenze inusuali per il ritmo di vita americano. Qui la domenica, con il brunch che sembra più un pranzo italiano, è una esperienza davvero particolare. Perchè poi c’è il vigneto dove, durante l’anno, si svolgono anche raccolti di fondi per organizzazioni benefiche del vicina Fort Hood, così chiamato in onore di un generale confederato, John Bell Hood e che oggi è una delle più importanti basi militari degli Stati Uniti.
Quando si arriva a The Vineyard, ecco che davanti agli occhi si svela uno squarcio di Toscana. E non poteva mancare il ristorante, ma c’è anche la spa, la sala per la degustazione, poi diversi salotti e la possibilità di mangiare, bevendo un ottimo vino, all’esterno come all’interno del borgo, perchè più ci si addentra e più l’azienda vinicola ricorda proprio una Italia di un tempo. C’è un forno, a legna, fatto di mattoni, per cuocere le pizze, e, un po’ di Texas si deve lasciare, anche la possibilità di degustare un sigaro, ma senza che il fumo danneggi l’atmosfera unica di The Vineyard. Uno staff poi, guidato dalle due amiche-proprietarie, che non sembra tale, perchè incarna l’essenza della ospitalità, non è un albergo, anche se ne può fare le funzioni, e nemmeno un ristorante nella sua accezione principale. Passare da Florence e fermarsi a The Vineyard è come effettuare un salto indietro nel tempo: sono gli amici che ti ospitano, anche nei momenti del tutto esaurito. È il borgo di una volta che è stato ricostruito nel Texas, come ormai forse nemmeno in Italia ce ne sono più.(Roberto Zanni-La Gente d’Italia, 27 agosto/Inform)