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Nel giardino del Consolato d’Italia a Basilea l’installazione di statue parlanti “Sogno di spettri”

EVENTI

Sarà presentato il 29 ottobre il progetto artistico di Gianmaria Nerli, Enrico Pulsoni e Stefano Sasso

BASILEA – In occasione della XIX Settimana della lingua italiana nel mondo, il Consolato d’Italia a Basilea presenterà martedì 29 ottobre alle ore 15 presso il giardino del Consolato “Sogno di spettri”, installazione di statue parlanti di Gianmaria Nerli, Enrico Pulsoni e Stefano Sasso.

Intrecciando pratica scultorea, scrittura e sound design in una operazione teatrale totalizzante, “Sogni di Spettri” centra l’attenzione sul viaggio inteso come movimento corporeo e come processo mentale, con l’intenzione di catturare lo spettatore all’interno di un percorso narrativo a tappe in cui la condizione d’ascolto è viatico felice per tessere una riflessione intima e privata sul quotidiano oblio delle cose e, di fatto, sull’esistenza stessa.

In questa installazione, come se fossero un miraggio, o come se incarnassero i più antichi e oscuri desideri da golem, le sculture realizzate da Enrico Pulsoni con carta, papier-mâché e fil di ferro prendono la parola: ogni scultura ha una voce – scritta da Gianmaria Nerli e sonorizzata da Stefano Sasso – e ogni voce è un personaggio che mette in scena la propria ossessione. Sono voci di pirati, oltre che di spettri, che si insinuano tra le viscere della sensibilità comune ed evocano mancate eredità del passato, ma anche sussurri e profezie che sfiorano il futuro opaco dei nostri tempi. Voci che, vagheggiando slanci ora verso il passato ora verso il futuro, chiedono: «chi siamo noi? siamo sogni di spettri o senza saperlo siamo diventati spettri senza sogni?»

Momento centrale dell’intero progetto è la mise-en-éspace del testo Tre Pirati di Gianmaria Nerli curata dalla regista Giulia Randazzo: una performance dal vivo che rende il pubblico protagonista di un fuoco incrociato di pensieri, incarnati dalle voci di Benedetta Degli Innocenti, Matteo Francomano e Francesco Laruffa. Grazie a un sistema di riverberi e rimandi sonori le parole prendono forma nello spazio, fuggono e si rincorrono creando un’atmosfera onirica in cui è meglio essere uno spettro senza sogni, che il sogno di uno spettro. (Inform)

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