direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nel 70° della morte di Rino Della Negra , mostra in Francia organizzata dall’Associazione Fratellanza Reggiana

ITALIANI ALL’ESTERO 

A Argenteuil “Partisans et Résistants: les gênes de l’antifascisme”

Fotografie di Veronica Mecchia e interviste filmate di Chiara Zappalà

 

MALAKOFF /ARGENTEUIL – La testata italiana nell’Île-de-France “Focus.in” segnala e invita a visitare la mostra fotografica di Veronica Mecchia “Partisans et Résistants: les gênes de l’antifascisme”,  con interviste filmate di Chiara Zappalà, che sarà inaugurata a Argenteuil il 22 febbraio (ore 15, Foyer Rino Della Negra, 9 rue Gode) in occasione del 70° anniversario della morte del partigiano Rino Della Negra, fucilato a Mont Valérien il 21 febbraio 1944. Rino Della Negra, figlio di emigrati reggiani, era nato a Vimy nel 1923. L’esposizione è organizzata dall’Associazione Fratellanza Reggiana , con la collaborazione di Associazione Emilia Romagna di Parigi, Regione Emilia Romagna e Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo, Anpi-Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Sul sito http://www.resistenti.eu è pubblicato un intervento di Simone Iemmi-Cheneau, presidente dell’Associazione Fratellanza Reggiana, dal titolo “Traghettatori  di memorie”. L’intervento è segnalato da Focus in. Sullo stesso sito anche una intervista filmata di Chiara Zappalà

“Novant’anni fa sono partiti per sfuggire al fascismo. I nostri venivano dall’Emilia, dalle colline, dalla montagna, dalla pianura, dalla città. In campagna, in città, nelle fabbriche si erano forgiati una coscienza politica. Sindacalisti, militanti politici o semplici ribelli di fronte all’ondata nera dell’oppressione fascista, minacciati, feriti nella carne, hanno attraversato le Alpi con ogni mezzo, persino a piedi. Spesso, all’arrivo, un compagno li aspettava. Hanno continuato la lotta nelle ditte francesi in cui avevano trovato lavoro: fabbriche, miniere di carbone, cave di gesso come ad Argenteuil. Hanno cominciato a integrarsi ma il senso di appartenenza a un’emigrazione particolare e l’amore per il paese che si erano lasciati alle spalle li hanno resi solidali. I transfughi delle « Officine Reggiane » erano bravi operai, alcuni hanno creato le loro imprese. Si credevano al riparo, ma nuova ondata, bruna stavolta, li ha raggiunti. Hanno ripreso la lotta clandestina, in Francia, in Italia, in Spagna. I loro figli erano cresciuti su un terreno fertile di antifascismo; quando scoppiò la guerra erano abbastanza grandi per dare a loro volta anima e corpo alla Resistenza, a volte anche la vita, per il loro nuovo paese.

Rino della Negra era di questi, era cresciuto nel quartiere Mazagran di Argenteuil, popolato principalmente d’emigrati da Cavriago. Inès e Gaby sono state le sue compagne di lotta.

La Fratellanza Reggiana esiste da 80 anni; è stata, fin dalle origini, un punto di raduno di questi emigrati: per tutti questi anni ha sviluppato un ruolo di assistenza tra i suoi aderenti e tra questi e l’Italia così come ha mantenuto un legame con la cultura di origine. Cesare Campioli è stato uno dei membri fondatori, Gina Pifferi una Presidente profondamente rispettata. Noi che siamo gli eredi, abbiamo deciso di essere dei « traghettatori di memorie » rivolgendoci sia ai giovani sia agli adulti. Il nostro compito è stato di raccogliere le testimonianze di figli di antifascisti e di chi ha vissuto le ore buie del nazismo, quei combattenti che non si sono mai accontentati di accettare l’inaccettabile. Abbiamo anche voluto vedere come hanno trasmesso alle generazioni successive i loro valori. Era urgente conservare questo patrimonio umano sempre più fragile. La nostra ricerca (Focus in segnala che la ricerca è stata sostenuta finanziariamente dalla Regione Emilia-Romagna, ndr) ci ha condotto anche in Belgio, a Liegi, a Genk, paese di carbone, dove altri resistenti italiani hanno lasciato traccia del loro passaggio. Come tutte le ricerche, neanche questa vuole essere esaustiva, ma speriamo di poter continuare a raccogliere testimonianze e che il sito resistenti.eu diventi un “buchetta delle memorie” virtuale dove si possano depositare tante altri racconti e tante altre immagini. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a queste ricerche, i testimoni, ma anche tutti quelli che ci hanno aiutato”. (Simone Iemmi-Cheneau, presidente dell’Associazione Fratellanza Reggiana- resistenti.eu/Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform