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Nel 2019 in Italia sono stati celebrati 34.185 matrimoni – quasi 2 su 10 del totale – con almeno uno sposo straniero

ISTAT

ROMA – Nel 2019 sono state celebrate 34.185 nozze con almeno uno sposo straniero, valore sempre in aumento negli ultimi 5 anni. Questa tipologia di matrimoni riguarda quasi due matrimoni su 10 (il 18,6% del totale dei matrimoni). Lo rende noto l’Istituto nazionale di statistica.

I matrimoni misti (in cui uno sposo è italiano e l’altro straniero) ammontano a oltre 24 mila nel 2019 e rappresentano la parte più consistente (70,7%) dei matrimoni con almeno uno sposo straniero. Nelle coppie miste la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera (17.924, pari al 9,7% delle celebrazioni a livello nazionale nel 2019). Le donne italiane che hanno scelto un partner straniero sono 6.243, il 3,4% del totale delle spose.

Le cittadinanze coinvolte sono molto diverse a seconda della tipologia di coppia considerata. Gli uomini italiani che nel 2019 hanno sposato una cittadina straniera hanno nel 17,0% dei casi una moglie rumena, nel 14,0% un’ucraina, nel 6,5% una brasiliana e nel 6,3% una russa. Le donne italiane che hanno contratto matrimonio con un cittadino straniero, invece, hanno più spesso sposi con cittadinanza marocchina (15,2%) o albanese (9,7%).

Il nostro Paese esercita un’attrazione per numerosi cittadini provenienti soprattutto da paesi a sviluppo avanzato che scelgono l’Italia come luogo di celebrazione delle nozze. I casi in cui entrambi gli sposi sono stranieri sono 10.018 (il 5,4% dei matrimoni totali). Se si considerano solo quelli in cui almeno uno degli sposi è residente in Italia il totale è pari a 5.924 nozze.

Considerando i matrimoni di sposi entrambi stranieri in cui almeno uno è residente in Italia, quelli più diffusi sono tra rumeni (1.462 nel 2019, pari al 24,7% dei matrimoni tra sposi stranieri residenti), seguono quelli tra nigeriani (799 pari al 13,5%) e ucraini (487 pari a 8,2%).

Le ragioni di questi diversi comportamenti nuziali vanno ricercate, verosimilmente, nei progetti migratori e nelle caratteristiche culturali proprie delle diverse comunità oltre che nella connotazione maschile o femminile che le collettività presentano. In molti casi i cittadini immigrati si sposano nel paese di origine e i coniugi affrontano insieme l’esperienza migratoria, oppure si ricongiungono nel nostro Paese quando uno dei due si è stabilizzato.

Mettendo a confronto alcune tra le principali cittadinanze residenti in Italia colpisce, infatti, come cambi la distribuzione per tipologia di coppia. Nel caso delle cittadinanze ucraina, russa, polacca e brasiliana si tratta in larghissima parte di matrimoni tra donne straniere e uomini italiani. Situazione opposta si riscontra nel caso, ad esempio, della cittadinanza marocchina dove a primeggiare sono nettamente i matrimoni tra sposi stranieri e spose italiane. La quota di matrimoni con sposi entrambi stranieri contraddistingue i cittadini nigeriani e, in misura minore, peruviani e cinesi. Infine, i matrimoni che coinvolgono i cittadini albanesi mostrano una maggiore equidistribuzione tra le varie tipologie. (Inform)

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