direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nasce la Federazione di associazioni “Legami Sociali” a sostegno delle famiglie di pazienti affetti da malattie neurodegenerative

SINDACATI E PATRONATI

Da Uil e Ital

Fra le iniziative in programma un progetto di Telemedicina in Europa finalizzato a dare valenza sociale ai giovani ricercatori che lavorano all’estero

Barbagallo (Uil): “La nostra impostazione sociale  è quella di un sindacato che proviene dalle società di mutuo soccorso ed è sempre stato schierato con i più deboli, bisogna continuare in questa direzione”

De Santis (Ital): “Porteremo la nostra esperienza nei paesi dove abbiamo una grande presenza come la Germania, l’Inghilterra e la Francia, ma soprattutto cercheremo di avere dei suggerimenti dalle nostre collettività”

 

ROMA – Realizzazione di un progetto di Telemedicina in Europa finalizzato a dare valenza sociale ai giovani ricercatori che lavorano all’estero, tenendo unita nell’unità operativa l’emigrazione tradizionale, quella moderna e i cittadini che risiedono in Italia e in Europa. E’ questa una delle iniziative che si propone di mettere in campo la “Legami Sociali Onlus”, la Federazione di associazioni,  promossa dalla Uil e dal Patronato Ital, che è stata presentata ieri a Roma presso la sede della Uil. La Federazione si prefigge di dare sostegno alle famiglie di pazienti affetti da malattie neurodegenerative quali il coma vegetativo, l’Alzheimer, il Parkinson, la SLA e le malattie tumorali. “ La Telemedicina – ci ha spiegato al margine dell’incontro il presidente dell’Ital Uil Gilberto De Santis – è molto importante perché rappresenta un aspetto dell’organizzazione sanitaria del futuro che consente di ridurre i tempi di intervento a favore dei pazienti,  diminuendo al contempo le spese. Noi in Toscana stiamo portando avanti un progetto con le Asl che permette agli anziani la misurazione presso i patronati della  pressione e l’invio dei risultati per via telematica, con evidente riduzione degli spostamenti e dei costi.  Per quanto riguarda il  coinvolgimento delle comunità italiane all’estero nel progetto – ha proseguito De Santis , noi abbiamo una grande presenza in Germania, Inghilterra, Francia e in altri Paesi in cui porteremo le nostre esperienza, ma soprattutto cercheremo di prendere dalle esperienze delle nostre collettività dei suggerimenti che per noi saranno utili, in quanto lì la situazione anche degli ospedali è molto diversa dalla nostra, quindi noi impareremo da loro. Voglio inoltre ricordare che a livello europeo noi abbiamo a Bruxelles un ufficio che sta cercando di fare il punto della situazione, per quanto riguarda il coordinamento informativo, al fine di comprendere le iniziative più importanti e migliori che in questo settore si muovono in Europa. Noi ci crediamo in questa iniziativa –  ha concluso De Santis  – perché è vero che non sono tantissime le persone colpite da questo dramma, ma il dolore che provocano queste situazioni riguarda tantissime persone”.  Per quanto poi concerne i tempi di attuazione De Santis ha precisato che si spera di poter “presentare il progetto, insieme a Bruxelles e alle altre sedi,  nei primi  tre o quattro mesi dell’altro prossimo. Vediamo – ha precisato il presidente dell’Ital – se riusciamo a coinvolgere anche i sindacati europei e tedeschi in modo da rafforzare l’iniziativa. Vi deve anche essere una grande attenzione per i Paesi dell’Est, da poco entrati nella Comunità Europea, perché sono giovani e hanno tanta voglia di fare”.

Nel corso della presentazione De Santis ha inoltre ricordato come da tempo l’Ital abbia cercato di capire come le persone con familiari in coma o in gravi situazione potessero trovare dei sostegni e delle soluzioni, arrivando alla collaborazione con  alcune associazioni come la Onlus “Gli Amici di Eleonora” per la creazione di 27 Punti Coma (uno è anche a Bruxelles), sportelli informativi gratuiti che orientano e accompagnano i familiari dei malati in stato vegetativo nelle richieste di prestazioni. De Santis ha inoltre spiegato come questa nuova Federazione si prefigga di essere un raccordo e un punto di riferimento per tutte quelle realtà e piccole associazioni che si danno da fare e mettono il proprio impegno verso le persone che veramente hanno bisogno. “Ci occuperemo sempre di più di questo problema – ha aggiunto  De Santis – sperando che tutte le piccole associazioni che non hanno riferimenti possano aderire al legame sociale come protagoniste di una rete moderna e sinergica che ponga tutti in collegamento, in modo da poter dare sempre di più una speranza e un conforto a chi ne ha bisogno”.

Nel corso del suo intervento Annalisa Nocentini, presidente di “Legami sociali” ha sottolineato come questa Federazione nasca proprio in un momento cruciale per la riforma del terzo settore in discussione al Senato. Una sfida importante anche in considerazione del fatto che il terzo settore abbraccia nuove professioni e molteplici professionalità e dà lavoro a

migliaia di persone aiutando famiglie a districarsi nella giungla amministrativa della burocrazia.

“In Italia – ha anche ricordato la Nocentini – esiste un volontariato attivo, di cui fa parte anche la Uil attraverso le sue numerose associazioni, che opera da tanto tempo e si occupa di numerosi settori che vanno dalla protezione civile alla donazione del sangue, dal trasporto all’assistenza delle persone svantaggiate”. Un variegato mondo che ora si cerca di riunire in un’unica associazione  federata  insieme al  sindacato Uil per l’assistenza nei confronti di coloro che sono svantaggiati e le loro famiglie. Un’operazione che può contare sull’esperienza già accumulata attraverso i Punti Coma e le associazioni di volontariato e le cooperative sociali. Per la Nocentini questa Federazione, che per ora può contare su dieci associazioni ma presto varcherà la soglia dei 20 sodalizi, nasce anche nella consapevolezza che in futuro tantissimi servizi dell’amministrazione pubblica, dei comuni e delle Asl verranno sempre più affidati al volontariato e quindi sarà necessario fornire prestazioni di livello sempre maggiore. Per quanto riguarda il progetto della Telemedicina  la Nocentini ha ricordato le esperienze che sono state avviate dalle associazioni in toscana per quanto riguarda gli anziani con alcune impostazioni di tipo digitali e telefoni specifici ed adattati. Segnalata infine l’intenzione di concorrere ai progetti europei riguardanti questo settore.

“Quella di oggi – ha affermato il segretario organizzativo della Uil Pierpaolo Bombardieri – rappresenta una risposta concreta alle tante cose che si dicono sul sindacato. Non è un sindacato che si chiude, ma che si apre con fatti concreti e che interviene, come è nella sua filosofia, a favore e verso chi soffre e vive situazioni di disagio economico,  lavorativo e sociale”. “Oggi – ha proseguito Bombardieri – i servizi di welfare sociale di prossimità diminuiscono sempre più sul terreno ed è ovvio che almeno noi come organizzazione sindacale ci impegniamo a creare occasioni di conoscenza, occasioni di rete, mettendo in contatto le persone che spesso trascurano la propria famiglia e i propri interessi per dedicare un po’ del proprio tempo a coloro che hanno bisogno e si trovano in difficoltà. La chiusura del cerchio – conclude Bombardieri – fra le associazioni,  l’Ital e l’organizzazione sindacale operativamente sul territorio si trasforma in una risposta concreta, in un tentativo di aiuto a chi spesso non riesce ad avere una dignitosa risposta dalle istituzioni nel vivere il proprio dolore”.

La presentazione è stata conclusa dal segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo che ha sottolineato come il sindacato stia allargando la propria sfera di intervento in molti settori dell’assistenza ai più deboli. Dopo aver ricordato la sua esperienza in Sicilia, dove il sindacato si attivò per la realizzazione di pronti soccorsi attrezzati al salvataggio di pazienti in fin di vita e all’eventuale espianto di organi, Barbagallo ha segnalato come presto tutte le principali sedi del patronato Ital saranno dotate di un defibrillatore che potrà servire a salvare qualche vita.

“La nostra impostazione sociale – ha poi precisato Barbagallo – è quella di un sindacato che proviene dalle società di mutuo soccorso ed è sempre stato schierato con i più deboli, bisogna continuare in questa direzione. Forse a volte molto presi dalle attività sindacali e da quelle istituzionali, dimentichiamo quanti deboli ci sono nel nostro Paese, e non sto parlando solo quelli che arrivano dall’estero, ma anche degli italiani che si stanno impoverendo sempre di più e spesso vengono lasciati soli a risolvere i loro problemi. La Federazione che stiamo costituendo – ha proseguito Barbagallo –  arriva proprio quando il governo annuncia che, a causa della spending review, bisogna tagliare oltre 200 esami medici, io spero che siano quelli veramente superflui…. vorremmo che la medicina preventiva non fosse abbandonata”.

“Vi sono molti temi sul tappeto. – ha poi aggiunto Barbagallo –  Noi oltre a fare i contratti e attività di tutela per i nostri lavoratori e pensionati, chiediamo non solo la flessibilità in uscita dal lavoro, i lavori non sono tutti eguali e quindi si va in pensione a età diverse, ma la stabilizzazione dei giovani, perché questo è un paese che rischia l’estinzione. Si  fanno sempre meno figli perché i giovani non hanno prospettive serie e si diventa sempre più anziani”. (Goffredo Morgia /Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform