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MONTEVIDEO – Una grande serata di musica italiana al teatro Verdi di Montevideo. Merito del Coro Gioia e del Coral Fé ël Cant che hanno deliziato il pubblico con lo spettacolo dello scorso martedì. Il primo è abbastanza conosciuto a Montevideo ed è considerato il coro della collettività. Il secondo invece porta in scena le canzoni piemontesi ed è originario di La Paz, una cittadina del dipartimento di Colonia.
La serata – con ingresso gratuito – si è svolta in un luogo simbolico della cultura cittadina, il prestigioso teatro che porta il nome del grande musicista italiano. La Coral Fé ël Cant (che in piemontese significa “Celebriamo il canto”) ha dato inizio alle musiche sfoderando tutto il suo repertorio con brani classici del Piemonte, tra cui “Magna ciatarineta”, “Sun cumprame ün umnetin”, “Mi son alvame stamatin”, “Quel uselin del Bosch”, “Le serment de Sibaoud”, “La montanara” e “Se chanto”. Nato nel 2010 a La Paz, il coro è molto attivo a livello locale ed include anche brani locali di differenti epoche e culture per offrire al pubblico un’interessante fusione tra il Piemonte e l’Uruguay.
In seguito è salito sul palco il Coro Gioia ed ha continuato con tanta musica. “È per noi un grande onore essere qui, in un luogo prestigioso per la cultura cittadina” ha esordito con emozione Mario Darino, presidente del Circolo Italiano della Costa de Oro, che ha fatto da presentatore introducendo ogni brano con una breve spiegazione. Sotto la direzione del maestro Esteban Tashdjian si sono esibiti i venti cantanti, divisi equamente tra uomini e donne. Molteplici i grandi successi interpretati, tutti spiegati al pubblico con un’introduzione dettagliata: “Quel mazzolin di fiore”, “María Marí”, “Torna a Surriento”, “Chitarra Romana”, “Gli altri siamo noi”, “Nel blu dipinto di blu” e “Misserere”.
I due gruppi hanno infine chiuso la serata con l’esecuzione in congiunto di “O sole mio” tra gli applausi generali. Il Coro Gioia nacque il 15 agosto del 1988 su iniziativa di Adriana Michelazzo e Italo Colafranceschi con l’obiettivo di diffondere la cultura italiana attraverso il canto. Durante questi 27 anni di attività è stato diretto -oltre alla Michelazzo- da Ronald Cháves (1997), Adrián Ghiardo (1998-2002) e Mario Occhiuzzi Brignoli (2002-2009).
“Vogliamo diffondere la cultura italiana in Uruguay attraverso la musica, sia con i classici che con i successi più recenti. In modo particolare cerchiamo di rivolgerci ai più giovani. Eseguiamo canzoni che fanno vibrare la gente, per molti evocano piacevoli ricordi familiari” ha spiegato a fine serata l’attuale direttore Esteban Tashdjian, alla guida del coro dal 2009. Tashdjian ha raccontato che dalle istituzioni italiane non ricevono direttamente denaro “bensì un supporto logistico, con l’organizzazione dei concerti ad esempio nella Casa degli Italiani”.
Intanto il Coro Gioia è al lavoro
per la sua prossima iniziativa come ha anticipato a La Gente d’Italia il direttore: “A settembre del prossimo anno faremo un viaggio in Italia dove andremo a esibirci in diverse città. È un progetto molto ambizioso e per farlo ci stiamo autofinanziando attraverso le vendite del nostro ultimo cd. È per questo che approfittiamo dello spazio per lanciare un appello a tutte le associazioni italiane interessate che contano con una sede e vogliono collaborare organizzando una serata di musica italiana. Attraverso il grande aiuto della collettività italiana realizzeremo un sogno: andare finalmente in Italia”. (Matteo Forciniti – Gente d’Italia /Inform)