direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Movimento migratorio dei giovani italo brasiliani in Australia

ITALIANI ALL’ESTERO

Dal Rapporto Italiani nel Mondo 2019 della Fondazione Migrantes 

Dal Rio Grande do Sul (Brasile) al Nuovo Galles del Sud (Australia)

 

ROMA – All’interno del Rapporto Italiani nel Mondo 2019 della Fondazione Migrantes è presente un interessante saggio sulla presenza di giovani italo-brasiliani che usufruiscono della cittadinanza italiana per entrare in Australia con un visto vacanza-lavoro. Brasile e Australia non hanno finora nessun accordo vacanza-lavoro ed è chiara dunque l’importanza del passaporto italiano per accedere facilmente al continente australiano. Per chi necessita di acquisire la cittadinanza in brevi tempi, evitando le lunghe file ai Consolati italiani del sud America, il viaggio si svolge a tappe e porta il giovane prima dal Brasile in Italia, per il riconoscimento della cittadinanza italiana e successivamente verso la destinazione finale dell’Australia. Il lavoro quindi si basa su dati e testimonianze dirette che vengono illustrate e analizzano i fenomeni in atto. La provenienza dei giovani italo-brasiliani è prettamente dalle regioni del Rio Grande do Sul e di San Paolo, e la destinazione principale risulta essere Sidney. Dall’analisi dei dati consolari al 9 maggio 2019, riguardanti i cittadini italiani residenti nella Circoscrizione del Nuovo Galles del Sud, risulta che 1122 cittadini italiani sono nati in Sud America e di questi 502 persone sono nate in Brasile (provenienti principalmente da due stati brasiliani: San Paolo e Rio Grande do Sul). Analizzando il nome del comune italiano di riferimento, per i cittadini italiani iscritti all’AIRE nati nel Rio Grande do Sul (Brasile) e ora residenti nel Nuovo Galles del Sud (Australia), si può notare che le provincie di provenienza degli avi risultano essere, nel 50,8% del totale, provincie del Nord/Nord-Est italiano. Tale origine corrisponde alla storica migrazione di contadini lombardo-veneti, e di persone provenienti dalle montagne del Trentino. L’arrivo di cittadini italo-brasiliani in Australia sembra seguire una traiettoria tipica della recente migrazione di giovani in viaggio verso l’Australia: un flusso migratorio a due fasi che inizia con l’arrivo in territorio australiano per mezzo di un visto temporaneo, di vacanza-lavoro o di studio, e si completa, dopo un periodo medio-lungo, con l’ottenimento della residenza permanente e della cittadinanza australiana. Il movimento di italo-brasiliani verso l’Australia però non è un fenomeno recente ma un flusso decennale.

 

Lo studio presente nel Rapporto riporta e analizza diverse testimonianze dei protagonisti di questo flusso da cui è possibile individuare quattro filoni: il principale riguarda l’individuazione di un flusso di giovani italo-brasiliani che utilizzano la cittadinanza italiana, in loro possesso, per entrare in Australia con un visto vacanza-lavoro; altro fenomeno rintracciabile riguarda il pianificato movimento, a tappe, che porta il giovane prima dal Brasile all’Italia, per l’ottenimento della cittadinanza italiana, e poi verso la destinazione finale dell’Australia; un terzo fenomeno mostra che, una volta giunti in Australia e durante la fase di preparazione della documentazione, alcuni giovani italo-brasiliani preferiscono chiedere la residenza permanente australiana come cittadini italiani piuttosto che da cittadini brasiliani; l’ultimo fenomeno dimostra che il movimento verso l’Australia risulta essere proveniente, nella maggioranza dei casi, dalle regioni brasiliane di San Paolo e del Rio Grande do Sul, e in quest’ultimo caso l’origine familiare degli avi è riconducibile specificatamente alle provincie del Nord-Est italiano. Il saggio passa poi a studiare l’importanza del visto vacanza-lavoro, nato per promuovere lo scambio culturale tra l’Australia e i Paesi partner, e destinato a giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che raggruppa due categorie: il Working Holiday (sottoclasse 417) il Work and Holiday (sottoclasse 462). Le differenze tra i due sono che il primo non ha nessun limite al numero di visti concessi annualmente, mentre il visto Work and Holiday ha un limite prestabilito di concessioni annuali; i richiedenti di quest’ultima categoria di visto devono inoltre soddisfare ulteriori requisiti aggiuntivi. L’accordo bilaterale Italia-Australia, entrato in vigore il 2 gennaio del 2004, che riguarda il visto Working Holiday non è soggetto a nessuno limitazione al numero di visti concesso annualmente. A differenza dell’Italia le quattro nazioni sudamericane con le quali l’Australia ha stabilito accordi bilaterali (Argentina, Cile, Perù e Uruguay) e le due nazioni europee storicamente legate al continente sudamericano (Spagna e Portogallo) hanno invece in vigore solo accordi Work and Holliday con posti limitati. È necessario a questo punto sottolineare l’importanza che svolge l’accordo bilaterale vacanza-lavoro tra Italia e Australia per i giovani italiani, ma soprattutto per i giovani italo-sudamericani, che favorisce l’arrivo illimitato di cittadini italiani in Australia. In termini pratici, grazie al visto vacanza-lavoro, un giovane cittadino italiano può entrare in Australia a basso costo (450 dollari) e lavorare a tempo pieno per 12, 24, 36 mesi; mentre un giovane brasiliano è limitato a un visto “studente” che necessita un investimento economico iniziale maggiore (il costo del corso di studio) e che impone una serie di altre limitazioni tra cui il lavoro part-time.

 Si passa poi ad analizzare la situazione dei cittadini italo-sudamericani con residenza permanente in Australia. La categoria denominata dal Dipartimento d’Immigrazione australiano come permanent additions – aggiunte permanenti alla popolazione residente – è costituita da due componenti, ed è la somma di quelle persone che hanno ottenuto un visto di residenza permanente mentre erano in Australia su base temporanea, e quelle persone che hanno ottenuto il permesso di residenza permanente dall’estero ovvero prima ancora di arrivare sul suolo australiano, queste ultime sono definite settlers. Nel 2017-2018, l’ultimo dato disponibile, 1580 persone di cittadinanza italiana, hanno acquisito la residenza permanete in Australia. Nello stesso periodo le statistiche dimostrano che solo 1432 persone che avevano acquisito la residenza permanente erano originariamente nate in Italia. Sottraendo le due voci è possibile individuare il numero di persone non nate in Italia ma in un altro Stato. Questo significa che 148 persone non nate in Italia hanno utilizzato e usufruito della cittadinanza italiana, la seconda cittadinanza, per entrare in Australia e poi acquisire la residenza permanente, per un totale di 679 persone negli ultimi quattro anni. È possibile infine individuare una serie di differenze, all’interno dei residenti permanenti in Australia, tra i cittadini italiani nati in Italia e quelli brasiliani nati in Brasile e i cittadini italo-brasiliani nati in Brasile ma di passaporto italiano. Nel 2017-2018 la metropoli di Sidney è preferita maggiormente dai giovani brasiliani (45,0%) e italo-brasiliani (43,9%) rispetto agli italiani (38,7%); all’opposto la fredda Melbourne, nel Victoria, risulta essere meno attraente per i brasiliani (14,6%) e italo-brasiliani (17,6%) rispetto ai giovani italiani (22,6%). I giovani italo-brasiliani inoltre ottengono la residenza in Australia anche con giovane prole; maggior parte dei nuovi arrivati comunque è ben istruita e ha un background socio-economico medio alto. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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