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La mostra personale di Flavio Favelli a Podgorica

CULTURA

Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Podgorica e con il Muzeji i Galerije di Podgorica

 

 

BELGRADO – L’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Podgorica e con il Muzeji i Galerije di Podgorica, presenta negli spazi della Galleria Moderna Balkan, la prima mostra personale di Flavio Favelli in Montenegro, a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi. La mostra sarà inaugurata venerdì 29 ottobre alle ore 19.00 e sarà aperta fino al 12 dicembre 2021.

Già ospite a Podgorica due anni fa e a Cattaro nel 2016 con opere in mostre collettive, Flavio Favelli si è distinto in Montenegro per la sua pratica artistica fortemente in dialogo col territorio. Interessato all’immaginario passato della ex Jugoslavia e a come nel tempo sia filtrato in Italia attraverso fasi differenti, dagli scenari che diedero origine alla Grande Guerra e ne decretarono poi la nascita, al suo ruolo durante la Seconda Guerra Mondiale fino alle figure politiche e a quelle sportive, dalle immagini drammatiche della guerra degli anni Novanta a quelle più recenti dei migranti in fuga lungo la rotta balcanica, da tempo Favelli indaga i segni di una storia che lo ha influenzato e che sente vicina.

Balkan propone una lettura metaforica e trasversale del prender forma di un immaginario comune a partire da oggetti d’uso comune. Il packaging, quasi mai oggetto neutro, tanto meno oggi che è diventato centrale nelle nostre pratiche quotidiane e lavorative anche grazie all’e-commerce, andando a sostituire e mediare la relazione diretta col prodotto, racconta la storia di un’estetica e di un paese che ha vissuto e vive (come altri) il passaggio a un mondo dei consumi in evoluzione anche nella sua estetica.

Flavio Favelli, nato a Firenze nel 1967, vive e lavora a Savigno (Bologna). Si laurea in Storia Orientale all’Università di Bologna dove dal 1995 al 2001 prende parte al Link Project. Si forma poi durante la residenza TAM (Pietrarubbia, 1995) diretta da Arnaldo Pomodoro e al Corso Superiore Arti Visive della Fondazione Ratti con Allan Kaprow (1997). Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Ha progettato e realizzato due ambienti pubblici permanenti: Vestibolo, Palazzetto Foscari (Venezia) e Sala d’Attesa, Pantheon del Cimitero Monumentale della Certosa (Bologna). Ha partecipato a due Biennali di Venezia: la 50° (“Clandestini”, a cura di F. Bonami) e la 55° (“Vice versa”, Padiglione Italia a cura di B. Pietromarchi).

Per maggiori informazioni: https://www.nosproduction.com/balkan, http://pgmuzeji.me/, https://flaviofavelli.com/ (Inform)

 

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