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Mons. Perego: una particolare attenzione pastorale ai minori stranieri non accompagnati

FONDAZIONE MIGRANTES

 

ROMA – In Italia per i minori stranieri non accompagnati manca un “progetto di accompagnamento, anche nella nostra azione pastorale”. A dirlo ieri sera mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, durante il convegno “Migrazione al femminile: risolvere emergenze attuali guardando al passato. Il modello di Madre Assunta”, promosso dalle suore scalabriniane e dall’ambasciata brasiliana presso la Santa Sede.

Per mons. Perego “l’attenzione ai minori è uno dei temi importanti della pastorale migratoria. E’ una frontiera non solo di ieri ma anche di oggi. Ce lo ricordano i volti dei minori non accompagnati che segnano la migrazione. Nel 2015 c’è stata una loro crescita in Europa. L’ultimo dato ci parla di un milione di rifugiati sbarcati sulle coste e tra questi il 25% sono minori. Nel 2016 il trend è ulteriormente in crescita. Tra gennaio e febbraio uno sbarcato su 3 è un minore”. “I dati in Italia chiedono un’attenzione nuova: nel 2014 sono arrivati in Italia più di 13mila minori non accompagnati – ha aggiunto – Nel 2015 più di 11mila non accompagnati e 5902 risultano non reperibili. Non è possibile che l’arrivo di un minore non accompagnato non veda immediatamente un percorso di tutela. Di questi solo 1000 in strutture familiari e 9mila – siamo tornati indietro – in una sorta di orfanotrofi”.

All’incontro è intervenuto anche p. Fabio Baggio, preside del Simi (Scalabrinian internazional migration institute) secondo il quale “la migrazione costruisce il Regno di Dio. Il progetto di Dio di unire i popoli in un’unica Chiesa passa attraverso la migrazione, che non è un male ma è un bene”. Secondo alcuni dati illustrati da padre Baggio, tra il 1869 e il 1886 emigrano oltre 2,3 milioni di italiani: quasi 1,5 milioni in Europa o nel bacino del Mediterraneo, e oltre 600mila oltreoceano. La popolazione nel 1861 era di 21,7 milioni (il 10 per cento del totale). Tra il 1887 e il 1900 emigrano oltre 3,7 milioni di italiani: 2,1 milioni oltreoceano, 1,6 milioni in Europa o nel bacino del Mediterraneo. Nel 1881 la popolazione è di 27,3 milioni (13 per cento i migranti). “L’aumento è dipeso dagli agenti di emigrazione: da chi li trasporta. In quel periodo si riempiono stive e ponti”, ha spiegato padre Baggio. Dal 1901 al 1913 sono 8 milioni gli italiani ad espatriare: 4,7 milioni oltreoceano, 3,3 migranti in Europa o bacino del Mediterraneo. Nel 1903 c’è un massimo storico degli espatri (872mila). Nel 1901 la popolazione italiana era di quasi 33 milioni (il 24 per cento emigrava). Dal 1869 al 1913 ci sono stati oltre 13 milioni di migranti, “la maggior parte giovani, molti maschi e minori non accompagnati. Non ci sono più famiglie”, ha spiegato. (Raffaele Iaria -Migrantes online /Inform)

 

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