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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Monongah, per non dimenticare

ITALIANI ALL’ESTERO

Una proposta operativa di Pasquale Nestico, presidente del Pd Usa e già consigliere del Cgie, per rinnovare la memoria della tragedia mineraria avvenuta il 6 dicembre 1907 in Virginia

 

PHILADELPHIA – “Sono trascorsi già 110 anni dalla tragedia mineraria di Monongah, dove persero la vita circa 435 persone, di cui ben 171 italiani riconosciuti. Fu una grande tragedia dello sfruttamento del capitale umano emigrato, uomini che in quegli anni lavoravano nelle miniere, spesso come schiavi e senza sicurezza, per estrarre il carbone, per migliorare la propria condizione economica”. Così Pasquale Nestico, presidente del Pd Usa, già consigliere del Cgie, si associa al ricordo di quei fatti, segnalando come “gli emigrati italiani che morirono in quella occasione provenivano dalle Regioni del Sud-Italia: Molise, Abruzzi e Calabria” e formulando una “proposta operativa” “alle nostre autorità, sia nazionali che regionali, invitandole a tener viva la memoria di Monongah”.

“Già 10 anni fa fui a Monongah, con l’allora console generale d’Italia a Filadelfia e la console onoraria di Pittsburgh, ed insieme a tante altre persone, appartenenti ad associazioni della nostra comunità, con l’amico Porpiglia, direttore di Gente d’Italia. In quella occasione – ricorda Nestico – fu restaurato il piccolo cimitero e fu collocata una scultura in ricordo delle vittime. In quel periodo ero consigliere del Cgie e presidente della Commissione Sanità, ed in tale qualità mi incaricai di organizzare a Filadelfia un convegno sulla tragedia di Monongah, presentando, in quella occasione, un bellissimo volume-ricerca sulla tragedia, curato e presentato da Norberto Lombardi, anch’egli consigliere del Cgie”.

La proposta di Nestico è di ritrovarsi il 6 dicembre di ogni anno “nella piccola città americana per ricordare tutte le vittime dello sfruttamento nel lavoro e per riconoscere il valore della dignità dell’uomo”, “analogamente a quanto accade per Marcinelle, in Belgio”. “Dovrà essere l’occasione – precisa – per dibattere le nuove tematiche sullo sfruttamento e sulle nuove migrazioni che interessano il mondo intero”. (Inform)

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