direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Modifiche al regolamento di organizzazione del Maeci, l’audizione del Segretario Generale della Farnesina davanti alle III Commissioni di Camera e Senato. L’intervento di Guariglia, il dibattito e la replica

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

 

ROMA – Si è tenuta, davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali della Camera ed Esteri-Difesa del Senato, l’audizione del Segretario generale del Ministero degli Esteri Riccardo Guariglia, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero di cui al decreto del Presidente della Repubblica 95/2010. “Si tratta di una riforma di buona amministrazione. L’intento sotteso è garantire alla macchina della diplomazia italiana di essere al passo con i tempi”, ha affermato nel suo intervento Guariglia sottolineando come la diplomazia guardi al futuro. Il Segretario Generale ha poi spiegato come vari aspetti abbiano indotto ad accelerare questa riforma. In proposito sono stati menzionati il G7 del 2024 a guida italiana con la Farnesina in prima linea; la più recente Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina; l’adozione del Piano nazionale d’azione sull’export; un numero crescente di attacchi cibernetici; l’esigenza di valorizzare il sistema di formazione italiana nel mondo connesso anche alla presenza delle comunità italiane all’estero e la promozione dell’italofonia nel mondo.  “Oggi la sicurezza globale è resa più precaria rispetto a qualche anno fa”, ha aggiunto Guariglia affrontando quindi anche il tema di una difesa che deve fare i conti non solo con conflitti di stampo tradizionale ma con sempre più crescenti minacce trasversali e ibride: il riferimento è andato al mondo cibernetico. Il Segretario Generale ha anche spiegato che fattori come resilienza e produttività del settore imprenditoriale andranno rafforzati, poiché l’internazionalizzazione delle nostre aziende sarà fondamentale per i mercati e per l’export e per la crescita del Paese . Guariglia ha poi parlato della necessità di fornire assistenza di qualità ai quasi 7 milioni di italiani residenti all’estero, oltre a quanti viaggiano temporaneamente fuori dall’Italia ogni anno per motivi di lavoro o di studio.  “Come amministrazione dobbiamo farlo, attraverso strumenti al passo sia con i tempi che con le mutate fisionomie delle nostre collettività, oggi più interconnesse ed esigenti rispetto al passato”, ha spiegato Guariglia evidenziando che la diplomazia italiana non può farsi trovare impreparata dall’evoluzione e dai mutamenti globali, cercando anche ove possibile di prevenire. La riforma in sostanza si pone un duplice intento: adeguare la struttura del Ministero alle sfide derivanti dall’attuale contesto internazionale sul piano politico; portare a compimento l’assorbimento delle competenze sul commercio estero. Dimensione politica-securitaria e dimensione votata alla crescita: questi sono dunque i due pilastri della riforma della Farnesina. “Una riforma che guarda al futuro non deve per forza essere foriera di aggravi nella spesa pubblica: il provvedimento effettua una revisione dell’organizzazione degli uffici del Ministero, esclusi quelli di diretta collaborazione del Ministro, senza accrescerne il numero”, ha spiegato Guariglia ribadendo che non cambierà, né il numero delle strutture dirigenziali, né il numero delle direzioni centrali, né degli uffici. Rimarrà inoltre inalterato il numero degli organici e non si creerà alcuna nuova voce di spesa. Il Segretario Generale ha inoltre aggiunto come si tratti di una mera riallocazione interna di funzioni già attribuite alla Farnesina, non essendo possibile conseguire nuove competenze se non per via legislativa. “La rete estera non è toccata da questo intervento”, ha precisato Guariglia ribadendo che la riforma riguarda solo la struttura centrale di Roma ed è indirizzata a una semplificazione delle procedure del Ministero nel rapporto a favore di cittadini e imprese, così come al coordinamento delle attività di comunicazione istituzionale. Guariglia è tornato quindi sul concetto di gestione sinergica degli strumenti di programmazione economica che ha pari dignità rispetto alla dimensione politica: per questa ragione ci saranno due Vicesegretari generali, a ciascuno dei quali sarà assegnata rispettivamente la competenza economica e politica. Ci sarà inoltre un prioritario sostegno alle imprese per la loro internazionalizzazione, con creazione di una Direzione Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni. Il raccordo delle attività in materie di crescita delle esportazioni continuerà ad essere assicurato dalla Cabina di regia per l’internazionalizzazione finalizzata a coordinare diversi dicasteri. Sempre nell’abito dell’internazionalizzazione la Farnesina si dedicherà a vari settori prioritari : come lo Spazio, la ricerca e lo sport. Il Segretario Generale ha poi ricordato come le competenze del Ministero relative alla Politica commerciale internazionale trovino già oggi sistemazione nella Direzione Generale per l’Europa e la Politica Commerciale Internazionale.

“La cultura è una componente cruciale della crescita”, ha aggiunto Guariglia sottolineando come la nuova Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni si occuperà di Istituti di Cultura, borse di studio, scambi formativi, delle missioni archeologiche, nonché della italofonia. Tutti aspetti che corrispondono a volani di crescita per il nostro Paese.  Ci sarà anche una nuova Direzione generale per la sicurezza cibernetica e l’innovazione tecnologica per far fronte non solo agli attacchi informatici in senso stretto ma anche alle questioni legate all’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda il miglioramento dell’assistenza ai connazionali nel mondo, questo sarà competenza della nuova Direzione Generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie. “Il settore dell’assistenza consolare – ha rilevato Guariglia – consente al singolo funzionario di incidere completamente sulle problematiche e le necessità degli italiani all’estero. In questo spirito la Direzione Generale riorganizzata potrà affiancare alla vasta gamma dei servizi erogati ai nostri connazionali la materia della formazione italiana nel mondo e degli enti gestori dei corsi di lingua italiana.  Stiamo parlando di attività collegate sia con le politiche e i servizi a favore degli italiani nel mondo, sia anche con le nuove politiche migratorie che assegnano rilevanza centrale alla formazione all’estero dei lavoratori stranieri destinati ad essere impiegati nel mercato del lavoro italiano. Ricordo inoltre che le scuole italiane all’estero sono sorte nel tempo dove vi era una consistente presenza della nostra collettività”. “Anche le nostre collettività – ha aggiunto il Segretario Generale – contribuiscono di fatto alla crescita del nostro Paese. L’importanza dell’attenzione rivolta alle nostre collettività all’estero, ai contesti dove vivono e alla promozione tramite esse del nostro Paese – ha proseguito Guariglia – trova conferma nel successo ottenuto dall’iniziativa del Turismo delle Radici. Il progetto curato dal Ministero e rivolto agli italiani all’estero e agli italo-discendenti nel mondo, desiderosi di venire ad esplorare i luoghi, le tradizioni e la cultura dei propri antenati. Progetto di cui la rinnovata Direzione Generale si occuperà istituzionalmente”.

A seguire il deputato Vincenzo Amendola (PD) ha voluto richiamare l’attenzione sul regolamento in sé e non tanto su questioni di politica estera, esprimendo dubbi sull’invarianza di bilancio dovuta al convergere di diverse riforme che ricadono inevitabilmente sulla funzionalità della rete diplomatica. Amendola ha anche richiamato i pareri del Consiglio di Stato, lì dove occorra stabilire se per effettuare una riforma organica serva una legge o sia sufficiente un regolamento. Il deputato ha infatti rammentato che non molti anni orsono fu necessaria una legge per portare il commercio estero nella Farnesina prendendo di fatto una prerogativa che era del Ministero dello Sviluppo economico. Amendola ha espresso dubbi anche sulla questione delle competenze in materia di cyber-security. Bruno Marton (M5S) ha evidenziato la difficoltà ad immaginare una riforma di tale portata a costo zero, fosse anche solo per riorganizzare il personale all’interno degli uffici. Ha quindi chiesto se ci sia una stima di costi e se ci siano indicatori di performance, similari a quelli aziendali, per poter capire quanto la riforma sia efficace nella pratica.  Anche il deputato Toni Ricciardi (Pd- ripartizione Europa) ha chiesto quanto sia realmente possibile realizzare una tale riforma a costo zero; Ricciardi ha inoltre parlato di una possibile esternalizzazione dei servizi consolari e dell’ipotesi di una progressiva trasformazione delle sedi diplomatico-consolari in luoghi di promozione del commercio. La deputata Francesca La Marca (Pd – ripartizione America settentrionale e Centrale ) ha rilevato come il cambio di denominazione della Dgit, dove apparirà la parola “servizi”, rischi di limitare la visione rivolta ai cittadini italiani all’estero. Infine La Marca ha sottolineato come l’invio delle domande per il riconoscimento della cittadinanza  esclusivamente per posta non vada nella direzione della digitalizzazione dei servizi. Andrea Orsini (FI) ha espresso soddisfazione per una riforma che davvero si rivolge ai cittadini: “i residenti all’estero sono parte dei cittadini italiani tout court”. Orsini ha evidenziato come questa riforma non presenti elementi di difficoltà, sia coerente e non presenti problemi di costi. Nella seconda parte dell’audizione il Segretario Generale della Farnesina Guariglia, in sede di replica ha evidenziato, per quanto riguarda l’uso dello strumento di un regolamento invece di una legge per porre in essere questi cambiamenti, che la riforma trova la base normativa nella legge n° 400 del 1988 che prevede per la riorganizzazione interna di un Ministero lo strumento del regolamento. “Stiamo parlando di una riforma che non aggiunge nuove competenze al Ministero degli esteri né sottrae competenze ad altri Dicasteri”, ha precisato Guariglia che ha segnalato come l’iter della riforma adesso preveda, una volta avuto il riscontro positivo da parte delle Commissioni parlamentari competenti, una nuova delibera da parte del Consiglio dei Ministri; quindi ci sarà la presentazione alla Corte dei Conti per il via libera definitivo prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Secondo il Segretario Generale la riforma dovrebbe dunque entrare in vigore nel giro di pochi mesi. Sulla nuova Direzione generale per la sicurezza cibernetica, Guariglia ha parlato di una struttura che risponde alla primaria esigenza di garantire la piena sicurezza della Farnesina e soprattutto della sua rete all’estero: Ambasciate e Consolati infatti rappresentano un elemento che rende unico questo Ministero rispetto agli altri che operano esclusivamente in territorio nazionale. “I temi in questione sono sempre più al centro delle agende internazionali”, ha sottolineato Guariglia ricordando ad esempio che di sicurezza cibernetica si è occupata la presidenza italiana del G7. Sulla diplomazia culturale Guariglia ha evidenziato come con la riforma non verrà meno questo “fiore all’occhiello per il nostro Paese” ribadendo che “con questa riforma si riconosce la cultura, a pieno titolo, quale componente cruciale della crescita in una dimensione unitaria al servizio del Paese”, ha precisato Guariglia parlando di un rafforzamento nella gestione ad esempio degli Istituti Italiani di Cultura e della promozione della italofonia. “I nostri uffici chiamati a operare sul campo potranno farlo in maniera più coesa e efficace”, ha aggiunto il Segretario Generale, evidenziando che resteranno fuori da tali competenze solo gli Enti Gestori. Sul fronte dei servizi consolari, Guariglia ha spiegato che tale riforma guarda a questo aspetto con l’idea di mettere al centro i connazionali e le loro esigenze: dalla rapidità dei servizi al sentirsi parte integrante dell’Italia, mantenendo vivi i legami, anche linguistici e culturali, con il nostro Paese; è qui che, secondo Guariglia, entrano in gioco gli Enti Gestori, il sistema formativo all’estero e il progetto del Turismo delle radici. “Tutti strumenti dinamici, aperti al coinvolgimento di connazionali e oriundi”, ha precisato Guariglia sottolineando come il semplice cambiamento del nome – da Direzione Generale per gli Italiani all’Estero a Direzione Generale per i Servizi dei Cittadini all’Estero – non implichi necessariamente un cambiamento di approccio concreto. Sulla Direzione Generale per l’Africa, l’Asia, l’America Latina e l’Oceania, Guariglia ha spiegato che per comprenderne la strutturazione serve una lente in grado di mostrare scenari lontani ma accomunati da un carattere emergente sulla scena internazionale e sulla capacità di protagonismo politico. Da qui il senso della strutturazione geografica e tematica della nuova DG che potrà trovare un maggiore accordo con la Direzione Generale per gli Affari politici. “La riforma mira a una semplificazione del lavoro della Farnesina per rendere le procedure più snelle”, ha concluso Guariglia sottolineando che il riordino delle competenze non creerà problemi interni al Ministero.  Da segnalare in ultimo l’intervento del deputato Fabio Porta (Pd- ripartizione America Meridionale). “Crediamo che i due grandi asset del nostro Paese siano la cultura e le nostre collettività all’estero ”, ha spiegato il deputato, riferendosi al concetto di “soft power” italiano nel mondo. “Sono elementi che non hanno concorrenti al mondo: sono i nostri Messi e Maradona, se parlassimo in termini calcistici”, ha aggiunto Porta la cui preoccupazione è che la cultura venga inquadrata in aspetti meramente commerciali. Sui connazionali all’estero, Porta ha sottolineato come già il decreto sulla cittadinanza abbia portato spaesamento nelle nostre comunità, mentre la riforma sulla riorganizzazione dei servizi consolari non favorisce la digitalizzazione servizi con una visione sempre meno decentralizzata. (Inform)

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