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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Missione in Kosovo: tecnologia C-UAS a supporto della KFOR

DIFESA

BELO POLJE (Kosovo) – Il Regional Command West  (RC-W), in aderenza a quanto definito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dallo scorso 1° gennaio 2021, impiega l’assetto NATO Counter Unmanned Aerial Systems (C-UAS), fornito dall’artiglieria contraerei dell’Esercito, per il contrasto alla minaccia rappresentata dall’eventuale uso ostile di droni.

Tale particolare attività implementa dal punto di vista tecnologico, digitale e multidimensionale i dispositivi presso le strutture militari di KFOR e il Monastero di Visoki-Decane in quanto primi responsabili (first responder) per gli aspetti di sicurezza, oltre allo svolgimento delle attività di controllo e di mantenimento della libertà di movimento nel settore occidentale del Kosovo e allo sviluppo di progetti della Cooperazione Civile e Militare (CIMIC).

Il Regional Command West di KFOR, su base 1° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata alpina Taurinense, è composto da oltre 700 militari provenienti da 8 Nazioni (Austria, Italia, Macedonia del Nord, Moldavia, Polonia, Slovenia, Turchia, Svizzera) e opera per assicurare libertà di movimento ed un ambiente stabile e sicuro a tutta la popolazione del Kosovo occidentale, indipendentemente dalle differenze etniche e religiose.

In tal modo contribuisce al consolidamento della pace e della stabilità nella regione, al processo di crescita civile e allo sviluppo delle Istituzioni locali.

Il concorso dell’assetto nazionale C-UAS rapprenta un ulteriore pregiato contributo fornito alla NATO dalle Forze Armate italiane, presenti in Kosovo dal 1999, per la stabilizzazione di questa delicata zona dei Balcani che rappresenta una delle regioni di maggiore interesse geopolitico e strategico per il nostro Paese.

L’Italia è uno dei principali paesi contributori alla missione NATO in Kosovo, con circa 550 militari impiegati e ne detiene per il settimo anno consecutivo la leadership con il Generale di Divisione Franco Federici al comando di oltre 3500 militari appartenenti a ventisette nazioni. (Inform)

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