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Miss Italia 2014: In gara anche “italiane senza cittadinanza”

MISS ITALIA 2014

Per la prima volta ammesse al concorso ragazze nate in Italia da stranieri ma che per motivi burocratici non hanno ancora ottenuto la cittadinanza. Silvana Amati (Pd): “E’ un forte segnale di accoglienza

 

ROMA – Concorso di Miss Italia: quest’anno, per la prima volta ,potranno partecipare le ragazze nate in Italia da genitori stranieri che vivono nel nostro Paese da almeno 18 anni con continuità, ma che per motivi burocratici non hanno ancora ottenuto la cittadinanza.

“Un’apertura significativa” del concorso di Patrizia Mirigliani che accoglie queste ragazze, “anticipando la volontà degli italiani di abbreviare i tempi della burocrazia”. “Ritengo che per il concorso questa novità – spiega Patrizia Mirigliani – rappresenti un’apertura di grande buon senso rivolta a tutte quelle ragazze che sono nate in Italia, che hanno frequentato le scuole nel nostro paese, che lavorano stabilmente e sono perfettamente integrate nella società al punto da essere italiane a tutti gli effetti. Miss Italia dà a queste donne il suo lascia passare per partecipare al concorso”. E’ una novità del regolamento dell’edizione del 2014 che coincide con i 75 anni di vita del concorso.

La finale si svolgerà a Jesolo (Venezia) realizzata dalla società Magnolia e trasmessa da La7 domenica 14 settembre. I nuovi requisiti di partecipazione sono stati illustrati ai responsabili regionali di Miss Italia  nel corso di una riunione svoltasi a Roma che ha dato il via alla nuova stagione, mentre le ragazze iscritte sono già 2909.

 “Chi nasce in Italia da genitori stranieri – ricordano gli organizzatori del concorso  – non acquista automaticamente la cittadinanza italiana, ma mantiene quella dei genitori. Al compimento della maggiore età, però, il cittadino extracomunitario nato in Italia e regolarmente residente da almeno 18 anni può chiedere, presentandosi all’ufficiale di Stato Civile, di ottenere la cittadinanza italiana.  Spesso accade però che i genitori non hanno provveduto a iscrivere all’anagrafe i figli nati in Italia, oppure hanno chiesto in ritardo l’inserimento nel proprio permesso di soggiorno. Verrebbe a mancare, quindi, il requisito della residenza legale ininterrotta dalla nascita al compimento della maggiore età, pregiudicando il diritto alla presentazione della domanda. Per questi motivi e per vari intralci burocratici, la concessione della cittadinanza richiede tempi molto lunghi, anche di oltre un anno.

Plaude all’iniziativa la senatrice del Pd Silvana Amati. Che vede nella decisione degli organizzatori “un segnale forte di accoglienza e tolleranza che porta il dibattito sulla cittadinanza fuori dai palazzi ed offre a questo tema attualissimo una visibilità mediatica importante”.

 “Pur senza esserlo secondo le attuali leggi dello Stato, molti diciottenni stranieri nati e vissuti in Italia, si sentono italiani a tutti gli effetti e sono perfettamente integrati e inseriti nel tessuto sociale del nostro Paese” sottolinea Amati . “Eppure i tempi per la concessione della cittadinanza al compimento della maggiore età sono ancora troppo lunghi e le pratiche rimangono un percorso ad ostacoli” aggiunge la senatrice , ricordando che “già nel 2012, un gruppo di 23 ragazze, che partecipavano alla sezione separata ‘Miss Italia nel mondo’, scrisse al presidente Napolitano una lettera per esprimere rammarico per i ritardi burocratici per l’ottenimento della cittadinanza italiana”.(Inform)

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