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Ministro Fedeli: “Dal Governo importanti misure per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica”

MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE

 

ROMA – “L’istruzione è lo strumento principale per garantire una vera mobilità sociale, per permettere a tutte le ragazze e i ragazzi di emanciparsi e diventare cittadine e cittadini consapevoli, a prescindere da quali siano le condizioni familiari e territoriali di partenza”. Così la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli illustra il senso delle due misure inserite, su iniziativa del Miur, nel decreto sul reddito di inclusione e nel cosiddetto decreto Sud, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore.

“In particolare, nel decreto Sud abbiamo inserito un’ulteriore, importante misura per contrastare la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica nelle regioni del Mezzogiorno”, spiega la Ministra. La norma a cui hanno lavorato gli uffici del Miur consente di attivare interventi rivolti a reti di scuole in convenzione con Enti locali, soggetti del terzo settore, strutture territoriali del Coni, delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva o servizi educativi pubblici per l’infanzia, allo scopo di progettare e attuare nelle aree caratterizzate da una accentuata povertà educativa minorile e dispersione scolastica, nonché da elevato tasso di fenomeni di criminalità organizzata, interventi educativi biennali in favore dei minori. Le scuole diventano così il centro pulsante delle comunità cittadine e il luogo dove è possibile contrastare con efficacia la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica nelle aree del territorio interessato dal decreto, grazie alla sinergia attivabile con vari soggetti pubblici e privati.

“Con questo intervento vogliamo mettere tutte le ragazze e tutti i ragazzi in una condizione di pari accesso alla cultura”, sottolinea la ministra Fedeli. “Il nostro obiettivo è sempre stato e ancora continuerà ad essere quello di superare tutte le condizioni di discriminazione e diseguaglianza di studentesse e studenti, comprese quelle che possono derivare dal vivere in alcune zone del nostro Paese. È per noi un impegno prioritario combattere la povertà educativa, lavorare costantemente per superare i divari territoriali sociali e di contesto. E questo per tutte le studentesse e gli studenti, dai primi anni dell’infanzia fino al percorso universitario, come previsto peraltro dall’articolo 34 della nostra Costituzione”. Con la norma inserita nel decreto Mezzogiorno, conclude la Fedeli, “è stato compiuto un ulteriore, importante passo in questa direzione”. Per quanto riguarda invece la norma inserita nel decreto sul reddito di inclusione, viene specificato che le famiglie in cui sono presenti ragazze e ragazzi con meno di 18 anni possono mantenere il sussidio, se beneficiarie, solo dimostrando che i propri figli frequentano regolarmente la scuola. (Inform)

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