direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mimmo Porpiglia: in risposta alle dichiarazioni dell’ambasciatore Iannuzzi sulla chiusura di Gente d’Italia

EDITORIA

 

 

MONTEVIDEO – “Ringraziamo l’ambasciatore Iannuzzi, per il videomessaggio di solidarietà a Gente d’Italia. Ma proprio nell’ottica della massima trasparenza che riteniamo debba contraddistinguere i rapporti tra la massima istituzione italiana in Uruguay e un giornale, riteniamo utile dare alcuni chiarimenti”. Inizia così l’articolo con cui il direttore del giornale “La Gente d’Italia” Mimmo Porpiglia risponde al video messaggio dell’Ambasciatore d’Italia a Montevideo Giovanni Battista Iannuzzi.

“Il contributo,  non finanziamento, che Gente d’Italia percepisce dallo stato italiano, ai sensi di una legge, – continua Porpiglia – è elemento essenziale per la continuità dell’attività, così come lo è per tutta la stampa italiana all’estero e, in buona parte, in Italia. L’aumento del contributo del 50 per cento non è dovuto ad un incremento dei costi del giornale, ( nonostante il raddoppio messo in atto già dal 2018 delle pagine quotidiane, da 8 a 16 ). I costi sono rimasti uguali a quelli degli anni precedenti,  ma, semplicemente, esiste una modifica della legge di sostegno alla stampa approvata dal Parlamento italiano che ha individuato forti premialità ai giornali più distribuiti: proprio come Gente d’Italia.  E all’eliminazione di una norma che limitava il contributo a quello percepito nel 2010.  Ed è proprio per queste ragioni che Gente d’Italia nel 2018 ha deciso di uscire in abbinamento con Il Pais, il giornale più stampato e piú diffuso in Uruguay, di chiedere uno spazio all’interno di quella prestigiosa redazione e di avviare importanti investimenti per potenziare il portale del giornale.  Proprio per l’intervento pubblico Gente d’Italia aveva deciso, ed ha messo in atto,  di rafforzare la propria redazione. Con lo scopo di dare voce agli italiani in Uruguay e dare loro  una puntuale informazione di quanto accade in Italia e nel loro paese d’adozione. Il ritardo nell’anticipo dell’erogazione del contributo riferito all’anno 2019,- cinque mesi – ha reso impossibile continuare ad editare il giornale, rischiando di ledere i legittimi diritti di tutti i fornitori e dei dipendenti”.  “Il nostro legale –  aggiunge Porpiglia – ha appreso che l’attività istruttoria seppure tardivamente ( il 30 ottobre) si è chiusa dando esito positivo”.

“Riteniamo che sia non solo un diritto, ma un dovere, quello delle istituzioni italiane –  rileva poi il direttore – di verificare la corretta destinazione delle risorse pubbliche destinate all’editoria. A prescindere dalla natura del giornale, dall’essere accomodante o, come il nostro, scomodo. Così come riteniamo che sia non solo un diritto, ma un dovere, quello di un giornale di mettere, sempre e non spesso, sotto la lente anche il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, come qualsiasi altra istituzione.  E l’eventuale valutazione circa la qualità dei giudizi andrebbe rimessa a un dibattito sereno, ma equidistante, all’apprezzamento dei lettori e, laddove se ne ravvisassero gli estremi ad un giudice. Sono elementi costituenti di una società civile, aperta, trasparente”.

“Recepiamo l’auspicio dell’ambasciatore – continua Porpiglia – a interpretare questa chiusura come una sospensione; auspicio che va nella stessa direzione di innumerevoli inviti che stanno giungendo in redazione da parte di cittadini ed istituzioni, uruguaiane e italiane, in questi giorni. Come detto proprio nel mese di aprile avevamo avviato un programma di ristrutturazione del giornale con un importante piano di investimenti per migliorare la qualità del giornale. Stiamo valutando, insieme al legale che, intanto, ha chiesto l’accesso agli atti al Dipartimento informazione ed editoria, e ai nostri giornalisti l’ipotesi di riprendere le pubblicazioni”.

“Intanto, – conclude Porpiglia – anche per garantire i giornalisti ed i nostri lettori, continueremo ad andare avanti con l’edizione digitale. Ma il nostro vero auspicio, e con questo riprendiamo le preziose indicazione dell’ambasciatore d’Italia in Uruguay, è che da tutta questa vicenda emerga la fondamentale importanza della trasparenza e dell’equilibrio nei rapporti tra istituzioni e libera informazione, perché mai la stampa possa essere condizionata o condizionabile, con qualsiasi mezzo, dagli esecutivi. Perché se così non fosse non ci sarebbe libera stampa; e nemmeno una società civile”. (Inform)

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