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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Michele Schiavone sulla Giornata dell’unità nazionale: “La pace è la condizione indispensabile per custodire e praticare i valori fondanti sui quali è stata edificata la nostra Repubblica”

ITALIANI ALL’ESTERO

Lettera aperta del segretario generale del CGIE

 

TÄGERWILEN – In occasione della ricorrenza del 4 novembre, per ricordare il giorno dell’unità nazionale e la giornata della forze armate, il Consiglio generale degli italiani all’estero invita le rappresentanze istituzionali all’estero: i Consolati, i Comites, le Associazioni italiane nel mondo, le Scuole, gli Enti Gestori e le organizzazioni del terzo settore ad organizzare ovunque, iniziative per celebrare questa giornata commemorativa in ricordo dei militari e dei civili caduti in guerra a difesa della Patria e per l’onore dell’Italia. Novantanove anni fa, il 4 novembre, con l’entrata in vigore dell’armistizio, per l’Italia finì la Prima Guerra mondiale e con essa si compì il processo unitario nazionale, iniziato in epoca risorgimentale, che aveva portato alla proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo del 1861.

Molti sono i militari e i civili italiani deceduti all’estero, in diversi continenti, nelle due Guerre mondiali. Tanti sono i cimiteri in cui sono sepolti e infiniti i campi di battaglia dove si spesero i nostri connazionali, chi con convinzione per realizzare i loro ideali, chi invece per obblighi di leva. Sulle loro tombe, in tutti i posti del mondo, il CGIE si reca idealmente per porre un mazzo di fiori e per raccogliersi in preghiera di gratitudine e riconoscenza. Ricordare le gesta e gli atti di eroismo di militari e civili, caduti per la patria e per costruire le condizioni di una libera convivenza tra i popoli, è un obbligo morale e contestualmente un dovere. Perciò, forte deve essere il messaggio rivolto ai depositari del potere per affermare la pace, pedagogico il richiamo alle giovani generazioni cresciute in un’epoca tranquilla, perché inequivocabili si manifestano ai nostri giorni i segnali di una ripresa delle armi a livello planetario. Oggi più che mai è di attualità il monito del Presidente americano John Fitzgerald Kennedy: “… Se parlo oggi della pace è perché la guerra ha assunto nuove sembianze. La guerra totale non ha senso in un’epoca in cui le grandi potenze possono mantenere forze nucleari enormi e relativamente invulnerabili, rifiutando di arrendersi senza fare ricorso a questi arsenali. Non ha senso in un’epoca in cui un’unica arma nucleare contiene una forza esplosiva quasi dieci volte maggiore di quella scatenata dalle forze aeree alleate nella Seconda Guerra Mondiale. Non ha senso in un’età in cui i veleni mortali prodotti da una reazione nucleare sarebbero trasportati dal vento, dall’acqua e dal suolo, contaminando gli angoli più remoti del pianeta e le generazioni future”.

La pace è la condizione indispensabile per custodire e praticare i valori fondanti sui quali è stata edificata la nostra Repubblica e si sono definite le regole della nuova civiltà dopo i mostruosi conflitti mondiali. Quei valori sono enunciati convintamente nella nostra carta costituzionale, che recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” .

Memori delle tragedie causate dalle due ultime guerre mondiali in cui persero la vita oltre venti milioni di persone tra militari e civili impegniamoci affinché il nostro Paese continui ad essere promotore di pace e i nostri cittadini vivano in condizioni di prosperità, tolleranza e solidarietà. (Michele Schiavone* – Inform)

*Segretario generale del CGIE, Consiglio generale degli italiani all’estero

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