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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Michele Schiavone (Cgie): Voci contrastanti sullo svolgimento del Referendum all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA – “Sono contrastanti e si rincorrono in ordine sparso le notizie augustane sulla tenuta, nella circoscrizione estero, del referendum costituzionale confermativo relativo alla riduzione del numero dei parlamentari, previsto dagli inizi al 15 del mese di settembre. Da una parte, nelle agenzie specializzate di stampa estero, si leggono le ovvie rassicurazioni espresse dall’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri sulle garanzie elettorali previste dalle procedure legislative, dall’altra vengono messe in evidenza le scontate preoccupazioni del sottosegretario per gli italiani all’estero, Ricardo Merlo, che richiama i connazionali ad un’assunzione di maggiore responsabilità invitandoli, giustamente, a prendere tutte le precauzioni preventive per evitare il contagio”. Inizia cosi la riflessione del Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone che si sofferma inoltre sulle problematiche che potrebbero sorgere per l’espletamento delle procedure del voto all’estero, a causa della chiusura di diverse sedi diplomatiche – consolari , segnalate dallo stesso Sottosegretario Merlo, per contagio da Covid 19. In proposito Schiavone si chiede se sotto l’aspetto politico tale situazione risponda al principio costituzionale: “hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati?”.

“Com’è fuori discussione che la situazione sanitaria inciderà sull’esito di questo referendum, – prosegue Schiavone – è anche vero che a fronte di una situazione straordinaria non si può e non si debba rispondere con misure ordinarie. La tutela della salute dei cittadini e dei funzionari addetti nella rete diplomatico-consolare ha la priorità assoluta, non di meno dicasi delle condizioni per acquisire un sano e legittimo orientamento delle elettrici e degli elettori. Nella circoscrizione estero la partecipazione al referendum si svolge esclusivamente per corrispondenza, il materiale elettorale passa nelle mani di diverse persone, anche in quelle che lavorano negli uffici consolari, attualmente chiusi per contagio, per finire sui tavoli di Castelnuovo di Porto per gli scrutini. Sarebbe auspicabile – prosegue Schiavone – una profonda e seria riflessione da parte del Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, sulla legittimazione del voto che esprimerà la Comunità degli italiani all’estero. La messa in sicurezza del voto degli italiani all’estero era uno dei punti del programma del primo governo della XVIII legislatura. Sempre sul voto al tempo del Covid-19 – continua il Segretario Generale – è di pochi giorni fa la decisione del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, di ritirare definitivamente la sua proposta del voto per corrispondenza per le presidenziali americane di novembre, perché in questa fase lo strumento è rischioso e gravido di contagi”.

Da Schiavone viene inoltre rilevato come, fatta salva l’intervista rilasciata a Rai Italia dal direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, Luigi Vignali, sul numero degli aventi diritto, le date e le modalità di voto, al momento manchi un’adeguata informazione sul contenuto del referendum. Per il Segretario Generale  “I Comitati nazionali per il SI e per il NO al referendum, nei restanti giorni a disposizione, dovrebbero farsi promotori di un’iniziativa politica per raggiungere gli elettori all’estero, fosse anche la richiesta di inserire, assieme alla documentazione contenuta nel plico elettorale, anche le indicazioni rappresentative dei motivi che li contraddistinguono per le quali chiedono il consenso”.

“E chiaro – conclude Schiavone – che la tenuta del referendum costituzionale all’estero è lungi dall’essere di facile gestione. La rappresentanza organizzata e le associazioni rifiutano di rinchiudersi nella torre d’avorio perché non basta salvarsi l’anima. Stiamo dentro la tempesta ansiosi di dare alle nostre comunità la possibilità di decidere se e come modificare la costituzione italiana”.(Inform)

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