ASSOCIAZIONI
Piemontesi nel Mondo, gennaio 2013
Michele Colombino: “Attese, speranze e auguri per il 2013”
TORINO – L’occasione delle festività natalizie ci ha creato quest’anno un insolito e voluminoso carteggio per auguri, solidarietà, consigli attraverso posta normale, e-mail, fax, telefono da parte delle nostre Associazioni e di tantissimi emigrati piemontesi, a cui non eravamo più abituati.
Sarà un riflesso di reazione alla crisi socioeconomica che ci sta sempre più isolando, o forse la reazione ad una minore attenzione delle Istituzioni impegnate nel loro travagliati impegni interni per le consultazioni politiche di fine febbraio, costringendo di fatto le Associazioni a serrare le file e ad infittire la rete della collaborazione per non sminuire il valore dell’unità, sia pur nella diversità della presenza nazionale ed internazionale.
Sta di fatto che si è trattato e si tratta di un segnale sicuramente positivo che bisogna raccogliere come impegno forte lanciato dal volontariato e dall’associazionismo in emigrazione, che sempre di più si colloca come punto fermo di “Internazionalità Piemontese” in un momento di confusione di valori e perdita di punti di riferimento.
La crisi o le crisi non possono infatti intaccare o accantonare il ruolo dell’associazionismo che non può essere usato, sorretto, dismesso, valutato a seconda dei vari momenti e della varie fasi alternative della politica delle nazioni. Le associazioni sono composte dagli emigrati che profondamente sentono i valori della patria lontana, da sempre in attesa di provvedimenti, attenzioni, leggi e riconoscimenti da rendere operativi, per documentare riconoscere la parità fra Italiani in patria o nel mondo.
Nel nostro caso c’è una piemontesità da promuovere e da rivalutare perché sono le radici che danno all’emigrante la pienezza della personalità. Il nostro impegno per il nuovo anno che stiamo iniziando è sicuramente la difesa e la realizzazione di una piemontesità intesa non come semplice valore di identità, ma come precisa convinzione di possedere una ricchezza culturale che caratterizza e contraddistingue la nostra gente.
Continuare in questo sforzo, far crescere questa coscienza con una sempre maggiore diffusione dei valori che sono sostanza della cultura piemontese, è la risposta che affidiamo a quanti con scritti, e-mail, telefonate, ci hanno fatto sentire l’orgoglio di rimanere sempre, in ogni angolo dell’emisfero, “più piemontesi dei piemontesi, e più italiani degli italiani”.
Ad incominciare con una grande festa del Piemonte da organizzare unitariamente in ogni associazione il 25 maggio prossimo, per ritrovarci come popolo unito e gente subalpina temprata a ogni necessità e all’orgoglio di una profondissima sensibilità culturale storica con la terra di origine. A quanti osservano che le associazioni sono frammentarie e disarticolate, è sufficiente una sola risposta che vale per tutti le obiezioni. E’ estremamente facile verificarne la validità e l’incidenza anche nell’isolamento in cui sono lasciate: basta guardare la loro esperienza, la loro capacità di organizzarsi, la loro presenza sul territorio, il loro cammino e il loro grado di rappresentanza, senza nascondere paure o temere sospetti, soprattutto quando operano con distacco da offerte clientelari o dall’indipendenza di una certa politica demagogica, quando essa più che ruolo di servizio si tramuta in oligarchia di potere.
È un grande sforzo di realtà progettuale, operativa e unità dialettica che sono chiamate, con la forza dei loro soci aderenti, a interpretare il ruolo di sentinelle oltre frontiera dei nostri valori.
Ora più che mai, che i piemontesi sentono e vivono le loro radici come elemento distintivo e qualificante della presenza nella società globalizzata: che credono possibile un ruolo attivo della società della diaspora nei processi di sviluppo del Piemonte e dei paesi nei quali vivono, che non accettano di diventare indistinti iceberg vaganti nell’immenso mare dell’omologazione culturale.
A tutti i piemontesi nel mondo, alle associazioni che li rappresentano, a quanti sentono il valore e l’orgoglio della piemontesità in Italia e all’estero il nostro caloroso augurio per il nuovo anno 2013. (Michele Colombino* /Inform)
* Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo