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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Merlo (Maie): “Non appoggeremo un governo che chiude i consolati”

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Intervista a “Tribuna Italiana” del 16.4.2014

Il leader del MAIE spiega la decisione di passare all’opposizione e si dice deluso dell’atteggiamento del governo presieduto da Renzi. Le iniziative prese sulla questione del monumento a Colombo e sulla “Pesificación” delle pensioni INPS pagate in Argentina, tema sul quale si annuncia un incontro col presidente della Banca Centrale argentina

BUENOS AIRES – Sembrava che ci fosse un certo entusiasmo per il nuovo governo presieduto da Matteo Renzi e invece, pochi giorni fa il Movimento Associativo Italiani all’Estero presieduto da Ricardo Merlo, ha annunciato che passa all’opposizione. Quale è il motivo, abbiamo chiesto al deputato.

“Inizialmente, dal dialogo avuto con lui quando il MAIE è stato convocato per le consultazioni per la formazione del nuovo governo, ci è sembrato aperto e disponibile. Ma poi nel suo discorso programmatico e nelle sue dichiarazioni successive, non ha dato alcuna segnale, nessun riferimento agli italiani all’estero. A questo si aggiunge il fatto che il nuovo ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha firmato il decreto che dispone la chiusura di altre sedi all’estero, tra ambasciate, consolati e Istituti Italiani di Cultura,  senza fare ulteriori consultazioni come ci si aspettava, con esponenti del Parlamento e del mondo degli italiani all’estero. Si tratta di gesti e di atteggiamenti che per noi sono molto negativi. Il MAIE non può appoggiare e non appoggerà un governo che chiude i consolati.

Alcuni hanno fatto ironia sul vostro passaggio all’opposizione, sostenendo che con due deputati e un senatore, si tratta di un gesto quasi ininfluente…

Cominciamo col dire che la politica si fa anche con gesti, con testimonianze. Ma ricordiamo inoltre che il governo Renzi al Senato si regge su una maggioranza di sette senatori. Oggi ha un senatore in meno e quindi c’è poco da scherzare.

D’altra parte, a poco a poco, il nostro ruolo, che una volta era solo testimoniale, comincia ad essere maggiormente preso in considerazione. Ogni volta che si fa un nuovo governo, siamo convocati dal Quirinale per le consultazioni del Presidente della Repubblica e poi, quando l’incarico di formare un nuovo governo viene affidato ad una persona, come è stato nei casi di Monti, di Letta e di Renzi, siamo convocati come gruppo parlamentare per esprimere i nostri pareri e avanzare le nostre proposte. E in quegli incontri, e nelle dichiarazioni di voto in Aula, siamo gli unici a parlare degli italiani all’estero.

Oggi siamo una realtà nel Parlamento e nella politica italiana. Siamo una piccola forza che sta crescendo, che può essere utile nella formazione di un governo e che lavora in favore di una politica che tenga conto degli italiani all’estero.

Cosa sta succedendo nella politica italiana? Renzi davvero cambierà le cose?

La politica italiana sta vivendo un momento di transizione. oggi la politica sta cercando di riformare il sistema istituzionale, cambiando il Senato, facendo della Camera l’unico ramo in grado di votare la fiducia, e con una serie di prerogative che metterebbero fine al bicameralismo perfetto che abbiamo oggi e che non consente al paese di fare le modifiche che sono necessarie. Se si faranno queste riforme istituzionali alle quali si sta lavorando, l’Italia avrà un sistema politico istituzionale stabile e sarà in condizioni di fare tante riforme che oggi sono necessarie.

Ma se il Senato non sarà più eletto a suffragio universale, ma sarà costituito da rappresentanti delle regioni, gli italiani all’estero vedremo diminuita la nostra rappresentanza?

Anzitutto si parla della possibilità che la Circoscrizione Estero possa essere considerata un’altra regione. Ma ad ogni modo la nostra rappresentanza se, come si prevede, continuerò ad essere di 12 deputati, ne uscirà rafforzata, perché è prevista anche la diminuzione del numero di deputati.

Poco tempo fa il MAIE aveva proposto alle altre forze politiche che hanno parlamentari eletti all’estero di costituire un solo gruppo parlamentare, ma sembra che l’idea non è stata accettata…

Dall’inizio, da quando è nato il nostro movimento, noi ci occupiamo dei temi che riguardano gli italiani all’estero, di promuovere i rapporti con questa realtà con la quale l’Italia ha tutto da guadagnare. Altre forze politiche, forse perché non sono nate all’estero, in seno alle nostre comunità, non hanno nè questa sensibilità, né questo interesse e nemmeno questo impegno. Sono legate agli schemi politici romani, ai loro ragionamenti e per questo al momento di votare, di scegliere tra una decisione che può danneggiare gli italiani all’estero e l’ubbidienza al partito, scelgono quest’ultima.

Proprio per questo il MAIE non solo è guardato con grande interesse e rispetto, ma sta crescendo proprio in quei paesi che tradizionalmente venivano considerati un feudo dei partiti romani, come in Svizzera, in Germania, a Londra. La gente è interessata alla nostra proposta ed è pronta a impegnarsi per lavorare nel MAIE. E a dimostrarlo è il fatto che i congressi che stiamo facendo in vari paesi europei accolgono un pubblico numeroso ed entusiasta, come è stato a Sangallo, in Svizzera, nel mese di febbraio scorso come prima era stato a Londra e come vediamo che sarà a Ginevra.

Questo entusiasmo ci porta a decidere di correre alle prossime elezioni europee. Infatti, abbiamo fatto un’alleanza, esclusivamente elettorale, con il movimento “Io cambio”, associata al simbolo MAIE. E’ una lista rappresentata da personalità politiche, tra le quali anche un parlamentre europeo, l’on. Claudio Morganti e molti altri della società civile. Nelle liste comuni il MAIE presenterà anche i propri candidati, italiani residenti in Europa, e il proprio programma, in piena autonomia.Anche se solo testimoniale, la nostra partecipazione alle elezioni europee è un buon segnale che un movimento politico, presente nel Parlamento Italiano già da 6 anni, vincente in due elezioni politiche italiane, partecipi a una competizione elettorale europea, che , tra l’altro, eleggerà per la prima volta il presidente del principale organo esecutivo dell’Unione. Proporremo agli elettori il nostro programma, cercheremo di portare in Europa le nostre proposte e soprattutto una rappresentanza degli italiani nel mondo.

Ma lo stesso entusiasmo lo abbiamo ritrovato negli Stati Uniti, durante il congresso che abbiamo fatto a Newark, in Australia dove è forte la nostra presenza e continuiamo a crescere e a destare interesse, e anche tra i giovani nuovi emigrati, come è dimostrato anche dall’interesse che sul nostro progetto hanno dimostrato gli italiani in Dubai o tra i giovani emigrati in Barcellona..

E in America Latina?

Nel nostro continente abbiamo fatto il massimo in quanto a crescita elettorale, abbiamo ottenuto, appena un anno fa, un senatore e due deputati. Per poter contare di più in Italia, abbiamo bisogno di crescere anche negli altri continenti ed è quello che stiamo facendo. E’ la base per fare nel futuro una alleanza programmatica con un partito italiano importante, che prenda nel suo programma le istanze degli italiani all’estero, come quella che abbiamo fatto nelle ultime elezioni con l’Udc, che purtroppo non è andata avanti per i risultati da loro ottenuti in Italia.

Tornando fra noi, ci sono due argomenti che stanno particolarmente a cuore agli italiani in Argentina. Il primo riguarda la vicenda del monumento a Cristoforo Colombo, donato dalla collettività italiana un secolo fa e che il governo argentino ha deciso di spostare dalla piazza in cui si trova oggi. L’altro riguarda la “pesificaciòn” del pagamento delle pensioni INPS in Argentina.

Anche su questi due temi siamo l’unica forza politica che si è mossa, anche perché  sappiamo interpretare i sentimenti dei nostri connazionali residenti in Argentina, che vedono nel monumento a Colombo un simbolo che va difeso e non un simbolo della “conquista” che ha provocato un genocidio e che va dimenticato, come ha detto il Partito Democratico in Argentina in un comunicato. Infatti, sul tema del monumento a Colombo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare all’allora ministro degli Esteri Emma Bonino, chiedendo l’interessamento del governo e che mettesse a disposizione anche gli esperti italiani in restauro per preservare un’opera della quale gli italiani in Argentina siamo fieri.

Inoltre, sosteniamo quanto hanno fatto gli enti di rappresentanza della collettività per salvaguardare il monumento e la sua dignità, chiedendo che sia lasciato al suo posto o che sia portato in un posto addirittura migliore.

Anche sulla questione della “pesificaciòn” abbiamo presentato un’interrogazione, contrariamente quanto detto in questo caso dal PD in Argentina, che sostiene le ragioni del governo argentino e che invece di difendere i pensionati italiani sostiene che è un tema che riguarda esclusivamente il governo locale. Noi del MAIE invece oltre all’interrogazione parlamentare al ministro Bonino, in questo caso ci siamo adoperati anche in Argentina, con incontri a livello politico e con esponenti del governo e continuiamo a farlo. Nei prossimi giorni avremo un incontro con il presidente della Banca Centrale Juan Carlos Fàbrega, per insistere sulla ricerca di una soluzione che tenga in cosiderazione i nostri pensionati, oppure che sia levato il cosiddetto “cepo”. Non è una questione facile e non facciamo facile demagogia, come ha fatto qualcun’altro, che ha annunciato che aveva presentato una misura cautelare, ma ancora oggi quei pensionati continuano a riscuotere in pesos al cambio ufficiale, come il resto dei pensionati.

Cosa succederà con le elezioni dei Comites, si faranno? Quando? Cosa farà il MAIE?

E’ quasi certo che si faranno entro quest’anno, e così viene assicurato dal MAE. Ci sono persone e partiti che coglieranno quel momento per vedere di piazzarsi in un’occasione così. Noi del MAIE invece lavoriamo tutto l’anno e la gente lo sa, ci conosce, sa della nostra coerenza, della nostra appartenenza all’associazionismo. E’ un’idea che, come dicevo, oggi è vista con grande entusiasmo in tutto il mondo e di questo dobbiamo dare atto a tanti dirigenti MAIE dell’Argentina e ringraziare quanti nel mondo hanno capito questo progetto e lo stanno diffondendo, consentendoci di svilupparci e di consolidarci in tanti paesi.

E’ la validità di questo progetto nato in Argentina e la coerenza con la quale lo abbiamo portato avanti, che ci ha consentito di vincere le elezioni, ogni volta con un maggior numero di preferenze. Anche per le elezioni dei Comites, che quasi certamente si faranno col voto elettronico, siamo certi che riscuoteremo un’altra volta il consenso della gente.  (Tribuna Italiana del 16 aprile 2014 /Inform)

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