QUIRINALE
Messaggio del capo dello Stato nel trentesimo anniversario
ROMA “Quello di Stava non fu un fatto locale, sia pure di grandi dimensioni, ma fu una tragedia nazionale: e non solo perché le vittime provenivano da ogni parte d’Italia, ma perché la frana è diventata il simbolo di una errata concezione del profitto, dello sfruttamento della natura e di una colpevole e sorprendente catena di errori umani, dalle irreparabili conseguenze”.
Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato ieri, in occasione del trentesimo anniversario del disastro -“che trascinò con sé nel fango, cancellandoli, case, alberi, strade e ben duecentosessantotto vite umane tra turisti e abitanti” – al sindaco del comune di Tesero, Elena Ceschini, e al presidente della Fondazione Stava 1985 onlus, Graziano Lucchi.
“Quella di Stava – ha aggiunto Mattarella – fu una strage che poteva essere evitata, che si doveva evitare. La giustizia ha fatto il suo corso. Oggi non ci sono dubbi sulle responsabilità, ma nulla potrà mai restituire alla vita e agli affetti le duecentosessantotto persone inghiottite dall’acqua e dal fango, tra i quali molti bambini e ragazzi. L’Italia ha il dovere di ricordare quel sacrificio e di agire con decisione e competenza perché simili tragedie non abbiano più a ripetersi”.
“Abbiamo l’obbligo di rendere merito a chi, in quei giorni tristi, si è prodigato per i soccorsi e alla popolazione di Stava e di Tesero che ha reagito con dignità e spirito di solidarietà di fronte all’accaduto. E, infine – ha concluso Mattarella – è giusto onorare l’impegno di chi si è battuto per far emergere la verità e di chi ha lottato per preservare la memoria di Stava e dei suoi morti innocenti”. (Inform)