QUIRINALE
Il Presidente della Repubblica incontra l’Associazione Stampa Parlamentare per la consegna del ventaglio
ROMA – Parole chiare del Presidente della Repubblica ai giornalisti della Stampa Parlamentare, incontrati ieri al Quirinale per la tradizionale cerimonia del ventaglio.
Appare sempre più evidente l’importanza capitale del non isolarsi – ha detto il capo dello Stato. Non c’è futuro al di fuori dell’Unione Europea. Di fronte alle grandi questioni e numerose sfide, tutte di carattere globale, in un modo sempre più condizionato da grandi soggetti, i singoli paesi dell’Unione si dividono tra quelli che sono piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di esser piccoli anche loro.
E’ comunque di grande rilievo – ha ammesso Mattarella – aver evitato l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. È stata una scelta saggia quella di mantenere con le istituzioni di Bruxelles un rapporto costruttivo, di confronto dialogante. La solidità dell’economia italiana, i provvedimenti assunti dal Governo e gli intendimenti manifestati a seguito dell’intesa con la Commissione Europea, con l’impegno a tenere i conti in ordine, hanno incontrato la fiducia dei mercati finanziari, con lo spread sceso notevolmente e la borsa in buona salute. Condizione questa che riduce per l’Italia il costo degli interessi sui nostri titoli pubblici e incoraggia gli investitori italiani e d’oltre confine.
Si è, così, evitato uno scenario che avrebbe pesantemente ipotecato il futuro del nostro Paese. Occorre mantenersi dentro questo processo e percorso virtuoso e rassicurante per i risparmiatori, gli imprenditori, gli investitori.
Mattarella ha poi riaffermato che le istituzioni di governo della nostra Repubblica hanno bisogno di un clima che, lungi dalla conflittualità, sia di fattiva collaborazione per poter assumere decisioni sollecite e tempestive. Al fine di assicurare il buon andamento della vita nazionale, in tutte le sue dimensioni: da quella sociale a quella economica. È superfluo ribadire che il Quirinale non compie scelte politiche. Queste competono alle formazioni politiche presenti in Parlamento, necessariamente all’insegna della chiarezza, nel rispetto della Costituzione. Il Presidente della Repubblica è chiamato dalla Costituzione – come è noto, come arbitro – al dovere di garantire funzionalità alla vita istituzionale nell’interesse del nostro Paese. L’arbitro non può non richiamare al rispetto del senso delle istituzioni e ai conseguenti obblighi, limiti e doveri. (Inform)