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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mattarella: la nostra cultura è anche l’immensa ricchezza che gli italiani hanno seminato nel mondo

RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO

Il messaggio del capo dello Stato alla Fondazione Migrantes

ROMA – I flussi migratori che guardano oggi all’Europa e agli Stati Uniti hanno una portata di durata epocale. Affrontarli con intelligenza e con visione è necessario per costruire un mondo migliore con lo sviluppo dei Paesi di origine. La conoscenza e la cultura hanno un grande compito: aiutarci a vivere il nostro tempo cercando di essere costruttori e artefici di uno sviluppo sostenibile che ponga al centro il valore della persona umana”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio alla Fondazione Migrantes in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo.

Per il capo dello Stato “la nostra cultura, del resto, è anche l’immensa ricchezza che gli italiani, nel tempo, hanno seminato nel mondo, abbellendo e rendendo più prosperi tanti territori nei diversi Continenti. E questa cultura è poi tornata, accresciuta, nella nostra comunità”.

Mattarella incoraggia la Migrantes, impegnata a fianco deli italiani che emigrano e dei migranti che giungono nel nostro Paese per “aiutarli ad affrontare i numerosi problemi quotidiani e per favorire, in questo modo, la convivenza e l’integrazione sociale”. Mattarella ricorda  che l’Italia ha una storia antica di emigrazione. Una storia di “sofferenze e di speranze. Una storia di riscatto sociale, di straordinarie affermazioni personali e collettive, ma anche di marginalità patite e di lacerazioni”. Oggi – ha scritto Mattarella – il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”.

Per il presidente della Repubblica la mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo “è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani – ha concluso – devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate”. (Inform)

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