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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mattarella: “La memoria delle vittime innocenti di quelle atrocità è patrimonio dell’intera nazione, che va onorato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni perché non avvengano mai più quegli orrori”

GIORNO DELLA MEMORIA

La celebrazione al Palazzo del Quirinale

ROMA – “Il giorno della Memoria – che si celebra ogni anno anche qui, al Quirinale – non può e non deve esaurire la riflessione su quello che accadde, nella prima metà del secolo scorso, nel cuore del nostro Continente. La Shoah, per il suo carattere unico e terribile, trascende la dimensione storica del suo tempo e diventa monito perenne e lezione universale. Nell’arco di un quinquennio, il regime nazista ha cancellato la vita di quasi sei milioni di donne, uomini, bambini perché ebrei. Soltanto la sconfitta militare ha evitato che Hitler – e i suoi gregari presenti nel resto d’Europa – raggiungessero il delirante obiettivo di sterminare l’intero popolo ebraico. Un popolo radicato, da tempo immemorabile, nel continente europeo. Una presenza, una cultura costitutive della storia e della stessa identità europea”.

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per la celebrazione del Giorno della Memoria

. Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, la Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Associazioni degli ex internati e deportati, della Comunità ebraica, e autorità politiche, civili e militari.

“In Italia, sotto il regime fascista, la persecuzione dei cittadini italiani ebrei non fu, come a qualcuno ancora piace pensare, all’acqua di rose. Fu feroce e spietata – ha detto Mattarella -. E la metà degli ebrei italiani, deportati nei campi di sterminio, fu catturata e avviata alla deportazione dai fascisti, senza il diretto intervento o specifica richiesta dei soldati tedeschi. Tra il carnefice e la vittima non può esserci mai una memoria condivisa. Il perdono esiste: concerne la singola persona offesa. Ma non può essere inteso come un colpo di spugna sul passato. La memoria delle vittime innocenti di quelle atrocità è patrimonio dell’intera nazione, che va onorato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni perché non avvengano mai più quegli orrori”.

Prima della cerimonia sono stati premiati i vincitori del Concorso nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione “I giovani ricordano la Shoah”. Nell’occasione della premiazione sono intervenute la Presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni, e la Ministra Lucia Azzolina. Successivamente il Capo dello Stato ha consegnato la medaglia d’onore ad Alberto Fantoni e Renzo Tripolino, cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti. (Inform)

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