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Mattarella incontra al Politecnico Federale di Zurigo studenti, ricercatori e docenti italiani: “Democrazia e libertà, valori essenziali per tutti i popoli europei, hanno bisogno del sapere che le università alimentano”

QUIRINALE

Visita del capo dello Stato in Svizzera

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

ZURIGO – “Oggi, qui a Zurigo, una folta presenza di studenti, ricercatori e docenti italiani rispecchia la ricchezza della collaborazione scientifica e tecnologica fra la Svizzera e l’Italia, una delle dimensioni più rilevanti del nostro partenariato bilaterale. Una collaborazione che si inserisce pienamente nel più ampio contesto europeo e contribuisce allo sviluppo economico e al progresso civile e sociale del nostro continente, grazie anche alla preziosa partecipazione delle università svizzere ai programmi europei nel settore della ricerca e della formazione, come Orizzonte Europa e Erasmus+; e mi auguro che possa tornare ad essere una partecipazione a pieno titolo”.

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nell’ultimo giorno della visita di Stato in Svizzera ha visitato a Zurigo, insieme al presidente elvetico Ignazio Cassis, il Politecnico Federale (ETH), tra i più importanti centri universitari di ricerca al mondo. A Mattarella sono stati presentati gruppi di lavoro di ricercatori italiani che si occupano di innovazione e imprenditorialità in vari campi. Sono stati, poi, illustrati alcuni progetti del Gruppo di bioingegneria del Politecnico di Zurigo.

“Lo scambio di idee e l’incontro con giovani provenienti da diversi Paesi europei favorisce la formazione di un’autentica coscienza critica e mette in comune le esperienze” ha sottolineato il capo dello Stato. “Democrazia e libertà, valori essenziali per tutti i popoli europei, hanno bisogno del sapere che le università alimentano. Non possono rinunciare al confronto delle idee e delle conoscenze che dalle università trae origine e trova impulso. Non possono fare a meno della ricerca e delle scienze , preziose e fondamentali, e nel contempo della cultura delle idee, necessaria per governare le tecniche, per coglierne l’impatto sull’organizzazione delle società e sui diritti, per accrescerne le ricadute positive in termini di sviluppo”.

“La persona  – ha detto ancora Mattarella – costituisce l’elemento di raccordo tra le varie discipline. Grazie alla centralità della persona e dei suoi valori, i diversi rami della scienza ritrovano il senso di procedere assieme, ampliando i rispettivi orizzonti. E completandoli”. (Inform)

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