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Mattarella: “Elezioni, momento fondamentale della vita democratica cui guardare con serenità. Auspico impegno per ampia partecipazione al voto”

QUIRINALE

 

ROMA – “Siamo nella fase conclusiva della legislatura, manca un semestre alla scadenza naturale, le elezioni sono ormai vicine: sono un momento fondamentale della vita democratica cui guardare sempre con molta serenità. Quel che va auspicato, e che mi permetto di auspicare, è un impegno per un’ampia partecipazione degli elettori al voto”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento in Quirinale in occasione della tradizionale cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione Stampa parlamentare.

“Le istituzioni sono più robuste – ha detto Mattarella – , più capaci di affrontare esigenze, attese, bisogni della collettività se vi è alla base della loro formazione, una partecipazione ampia degli elettori che dimostrano di riconoscersi nelle istituzioni. Anche a questo scopo, ma non soltanto, auspico un confronto elettorale svolto su programmi e proposte seriamente approfondite. Un confronto politico caratterizzato da rissosità, o che si esprimesse soltanto in slogan facili da elaborare ma illusori, allontanerebbe – ha ammonito il presidente – gli elettori dalla partecipazione e impoverirebbe il confronto politico. Occorre – ha aggiunto – far di tutto perché la politica non si esaurisca nella propaganda”.

In merito alla legge elettorale il capo dello Stato ha rimarcato di avere “tante volte esortato in questa direzione, permettendomi di farlo ricordando il dovere del Parlamento rispetto alla centralità e alla grande delicatezza delle regole elettorali” . “Esprimo il rammarico – ha detto Mattarella – per il dissolversi della prospettiva di un metodo di larghe intese parlamentari sulle regole che devono essere comuni. Rimangono tuttora nelle norme vigenti, frutto solo parziale delle scelte del Parlamento, disomogeneità e lacune. Vi è ancora la possibilità di intervenire. Non aggiungo altro, né potrei aggiungere altro, perché la parola è al Parlamento”. (Inform)

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