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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mattarella: Buon Primo maggio all’Italia del lavoro. Buon Primo maggio all’Italia che riparte

QUIRINALE

ROMA – “Buon Primo maggio all’Italia del lavoro. Buon Primo maggio all’Italia che riparte”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso il suo intervento, nel Palazzo del Quirinale, alla cerimonia per la celebrazione della Festa del Lavoro. In precedenza si era recato a deporre una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime sul lavoro in piazzale Giulio Pastore, davanti alla sede dell’INAIL di Roma. La festa del lavoro è festa della democrazia, perché il lavoro è fondamento della Repubblica – ha detto Mattarella.- La Repubblica non potrebbe vivere senza il lavoro. Senza lavoro buono e dignitoso per tutti non ci sarà neppure la ripresa che vogliamo. Sarà il lavoro a portare il Paese fuori da questa emergenza, perché è la condizione, e il motore, della ripartenza, della ricostruzione, della rinascita.

Stiamo attraversando un passaggio stretto e difficile – ha poi ricordato il capo dello Stato.- Per questa ragione la festa di oggi reca con sé un appello all’unità ancora più forte. All’augurio che rivolgo alle lavoratrici e ai lavoratori italiani sento di unire un augurio ancora più intenso a chi ha perduto il lavoro in questi mesi a causa della frenata di molte attività economiche, a chi si trova ad affrontare crisi e ristrutturazioni aziendali, a chi è costretto, magari da tempi ancor più lunghi, a impieghi precari e mal pagati, a tutte le persone e le famiglie che vivono in condizioni di povertà. La battaglia per il lavoro è una priorità che deve unire gli sforzi di tutti: lavoratori e imprenditori, istituzioni e forze sociali, mondo delle professioni, della ricerca, della cultura. È questa l’ambizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Avviandosi alla conclusione,Mattarella ha affermato che il lavoro è crescita di dignità e può crescere solo nella dignità. È una esperienza che possiamo ricavare anche dagli sviluppi emersi nel cosiddetto mercato del lavoro in questi mesi… Un campo in cui non sono tollerabili sfruttamento e violenza nei confronti dei lavoratori immigrati, che contribuiscono al benessere della nostra comunità e non si può consentire che vivano in condizioni non compatibili con la dignità delle persone. Diritto al lavoro è diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ancora troppe morti a causa di norme eluse e violate. Non è tollerabile… Particolarmente pesante è stato l’impatto della crisi sul lavoro femminile e sull’accesso dei giovani al lavoro. L’incremento dell’occupazione femminile, in termini di quantità ma anche di qualità, è oggi condizione essenziale di una vera ripartenza dell’Italia. Così come lo è la crescita del lavoro per i giovani. A cominciare dal Mezzogiorno. Il Paese per crescere ha bisogno di un Sud che metta a frutto tutte le sue potenzialità…

Il mondo del lavoro è stato la locomotiva di un Paese che avanzava. Lo sarà anche per la ripresa per condurci fuori dalle conseguenze della pandemia. (Inform)

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