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Mattarella a Sant’Anna di Stazzema: “La memoria è un dovere. Rappresenta un valore di umanità. Costituisce patrimonio della comunità”

COMMEMORAZIONI

 

SANT’ANNA DI STAZZEMA – A 50 anni dal conferimento della Medaglia d’oro al valor militare al Comune di Stazzema, luogo dell’eccidio nazista del 12 agosto 1944, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Sant’Anna di Stazzema. Al suo arrivo, il Capo dello Stato ha deposto una corona di alloro presso il cippo commemorativo delle vittime della strage. Successivamente ha visitato il Museo storico della Resistenza.

Quella mattina – ha ricordato il capo dello Stato –  i militari delle SS entrarono nelle frazioni di Stazzema e iniziarono il rastrellamento di donne, di anziani, di bambini, di sfollati. Si pensava che Stazzema fosse un rifugio sicuro, un riparo sia pur precario, tra le incombenti minacce della guerra e delle rappresaglie. Ma quel giorno non fu concesso riparo, né pietà a tanti figli di Stazzema, a famiglie intere, a malati e invalidi, a chi era scappato e si era rifugiato tra quei casolari. L’ideologia dell’annientamento trovò applicazione contro la popolazione civile, senza il minimo riguardo per ragazzi, per fanciulli, per neonati. Giovani militari al comando di ufficiali aguzzini, indottrinati al culto della razza superiore, sterminarono persone inermi che invocavano pietà. Non si volle solo uccidere. L’obiettivo era annientare, cancellare l’umanità delle vittime e la coscienza stessa della comunità”.

“Qui, a Sant’Anna di Stazzema, si avverte il significato più profondo del nostro continuare a fare memoria – ha affermato il Presidente della Repubblica, che nel corso della visita ha incontrato i superstiti della strage.- Perché la memoria è un dovere. Rappresenta un valore di umanità. Costituisce patrimonio della comunità”.

“ Ed è significativo  – ha detto Mattarella avviandosi a concludere il suo intervento – che in questi luoghi, dove avete, appunto, avuto la forza di erigere un monumento alla memoria e il Parco dedicato alla Pace, si siano vissuti segni di riconciliazione, come la visita del Presidente tedesco Joachim Gauck, del Presidente del Parlamento europeo Martin Schultz, che si sono inchinati davanti all’ossario delle vittime. Gesti che hanno mostrato, una volta di più, come l’Europa unita sia la vera risposta di civiltà all’ideologia di oppressione e di morte che il nazismo e il fascismo volevano imporre ai nostri popoli”. (Inform)

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