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Mattarella a Lecce per il 70° anniversario dell’Università del Salento: Di fronte ai mutamenti così radicali e profondi della società vi è l’esigenza di richiamare la centralità della persona, dei suoi diritti e della sua libertà

QUIRINALE

(Fonte foto Presidenza delle Repubblica)

LECCE- Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato a Lecce per l’inaugurazione del 70° anno accademico dell’Università del Salento. Nel corso della cerimonia sono intervenuti Enrico Greco, Presidente del Consiglio degli studenti e Danilo Migoni, Presidente della Consulta del personale tecnico-amministrativo. La Relazione è stata svolta dal Rettore dell’Università, Fabio Pollice, e la Lectio magistralis è stata affidata a Massimo Bray, Direttore generale dell’Enciclopedia italiana Treccani e Presidente della Fondazione “La notte della Taranta”. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella. “Va ricordata l’intuizione lungimirante – ha rilevato il Capo dello Stato – dei cittadini, delle persone e di coloro che hanno immaginato, proposto, assecondato, condiviso e promosso così diffusamente nel popolo del Salento la decisione di investire sulla cultura attraverso la creazione di questo Ateneo, non soltanto come decisivo elemento di crescita sociale, ma anche come motore di sviluppo del territorio . E’ stato, quello, un momento di meridionalismo adulto e protagonista. Quel momento – ha continuato Mattarella – va collegato a quello di oggi. Non soltanto perché l’Ateneo ha contributo allo sviluppo del territorio, ma anche perché le università offrono, in questo momento storico, l’opportunità di dare una risposta alla ricerca di nuovi assetti rispetto alle condizioni che mutano. Quando avvengono mutamenti profondi, veloci e radicali, oggi abbiamo l’intelligenza artificiale e una grande intensità di strumenti di comunicazione, cambiano le condizioni della vita e nel mondo nasce l’esigenza di individuate nuovi equilibri, e questi vengono trovati attraverso la cultura. E’ questo il compito che svolgono gli atenei. Si tratta – ha proseguito il Presidente delle Repubblica – di stimolare la ricerca, la tradizione, il sapere nel collegamento fra le varie discipline di studio e di scienza, cercando convergenze fra di esse, per porre sempre al centro di queste trasformazioni la persona umana. Vi l’esigenza di richiamare, – ha concluso Mattarella – di fronte a questi mutamenti così radicali e profondi, la centralità della persona, dei suoi diritti e della sua libertà, che rappresentano il centro e il perno della civiltà europea. La persona al centro e quindi il dialogo, il rispetto reciproco, il confronto, l’attenzione alle altrui opinioni, il beneficio del dubbio”. (Inform)

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