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“MASI”, inaugurata la nuova sede a Palazzo Reali del Museo d’arte della Svizzera italiana

MUSEI

La riapertura del polo museale di Lugano arriva dopo tre anni di chiusura per lavori di ristrutturazione iniziati nel 2016

 

LUGANO – Dopo tre anni di lavori, la sede espositiva a Palazzo Reali del Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) riapre al pubblico. I lavori di ristrutturazione di Palazzo Reali, condotti dall’Amministrazione cantonale sotto la regia dell’architetto Piero Conconi, hanno interessato gli spazi amministrativi, gli impianti d’illuminazione e di climatizzazione e la grande vetrata a pianterreno. Quest’ultima assieme alle aperture su via Canova, precedentemente oscurata, contribuisce oggi a illuminare le sale, mettendo in dialogo l’interno dell’edificio con lo spazio urbano circostante. All’interno della storica dimora, di proprietà del Cantone Ticino, trovano ora spazio gli uffici, le sale espositive, un atelier creativo, un laboratorio di restauro, una biblioteca, distribuiti su tre piani. “Dopo un trentennio di attività – ha spiegato il Direttore del MASI Tobia Bezzola – l’adeguamento degli spazi espositivi e la riorganizzazione di quelli amministrativi di Palazzo Reali erano necessari per permettere al Museo, oggi tra i più visitati della Svizzera, di continuare a garantire la sua missione istituzionale di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e di proseguire con una programmazione espositiva di alto livello”.

Accanto agli spazi moderni presso il centro culturale LAC (Lugano Arte e Cultura), gli ambienti di Palazzo Reali saranno dedicati alla collezione permanente e a progetti legati ad artisti locali e di respiro internazionale, che prediligono gli ambienti raccolti di una dimora storica. Le due sedi consentiranno al MASI di offrire una proposta culturale continua e variegata e di raggiungere un pubblico sempre più ampio. L’allestimento della collezione permanente, curato da Cristina Sonderegger, si sviluppa sui tre piani espositivi, testimoniando la storia del MASI attraverso documenti audiovisivi provenienti dagli archivi della Radiotelevisione svizzera e presentando una selezione di opere significative della raccolta, raggruppate per autore, per nuclei tematici, periodi storici e correnti artistiche. La pittura di ritratto nell’Ottocento, il Simbolismo, il Ritorno all’ordine degli anni Venti, la fotografia degli anni Trenta, l’Espressionismo, sono solo alcuni degli approfondimenti che, sala dopo sala, scandiscono il percorso espositivo. L’allestimento porta alla luce l’intervento a parete di Niele Toroni e ospita il monumentale “Spartaco” di Vincenzo Vela, accanto al dipinto “Golena” del giovane artista ticinese Marco Scorti e ad una deposizione lignea risalente al XIV–XV secolo. Nel 2020, a fianco delle opere della collezione, verranno presentate le fotografie del duo Harry Shunk – János Kender e di Vicenzo Vicari; verranno inoltre ospitati i vincitori del concorso “Bally Artist of the Year Award” e del “Prix Manor Ticino”. (Inform)

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